L’UOMO CHE CREÒ NAMOR, DEVIL E… GEPPO?

L’UOMO CHE CREÒ NAMOR, DEVIL E… GEPPO?

I due principali personaggi comici del fumetto italiano, Tiramolla e Geppo, hanno entrambi indirette origini americane. Nel caso di Tiramolla è certo, perché gli stessi autori hanno rivelato di essersi ispirati a Plastic Man di Jack Cole. Quanto a Geppo, creato nel 1954 nell’albo “Trottolino” della Bianconi, è solo una mia ipotesi.

Geppo è il protagonista di una lunghissima serie di avventure che uscirono fino agli anni novanta. Il sottoscritto si è occupato in qualche modo della fase finale del personaggio per la Metro, la casa editrice che aveva preso il posto della Bianconi. Geppo, “il diavolo buono”, era conosciuto e amato da tutti i bambini: se fosse nato in Giappone, negli Stati Uniti o in Francia, adesso avrebbe un merchandising e serie di cartoni animati come Doraemon. E se le sue storie fossero state realizzate con maggiore cura, uscirebbe ancora in un albo insieme a Soldino e Nonna Abelarda (gli altri personaggi della Bianconi), e venderebbe più di “Topolino”.

bill-everett-tribute-by-alex-ross-submariner-namor031L’autore della storia a fumetti che, come vedremo, forse ha ispirato Geppo è l’americano Bill Everett: ecco la sua foto e l’omaggio resogli da Alex Ross.

Everett è noto per avere creato Sub-Mariner nel 1939, nel primo numero di “Marvel Comics”. La prima copertina del comic book (albo a fumetti) era dedicata alla Torcia Umana: lui avrebbe dovuto realizzare quella del secondo numero, ma gliela cestinarono. Ecco lo schizzo.056Namor (“roman” al contrario), detto Sub-Mariner, è il principe di un regno sottomarino che solo negli anni sessanta Stan Lee e Jack Kirby decisero di chiamare banalmente Atlantide. Sub-Mariner odia gli esseri umani di superficie ed è un nichilista come altri personaggi dei comic book nati a cavallo tra gli anni trenta e quaranta. Namor non sta dalla parte delle forze dell’ordine, semmai con quelle del caos.

Questa illustrazione, realizzata appositamente per lo scrittore di fantascienza e fumettologo Ron Goulart, parla chiaro. 100

Nel 1964, all’epoca della Marvel classica, Bill Everett crea Devil, su testi (o per meglio dire dialoghi) di Stan Lee. Inoltre, Everett ha involontariamente ideato Simon Garth lo Zombie degli anni settanta, avendolo presentato per la prima volta in un episodio autoconclusivo negli anni cinquanta.

Vediamo come, in maniera del tutto inconsapevole, Everett potrebbe avere posto le basi anche per la creazione di Geppo, il “diavolo buono” degli albi della Bianconi.

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Sopra Geppo, sotto l’ipotetica fonte di ispirazione.

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Leggiamo allora la storia realizzata da Bill Everett intitolata “The Pit of Horror” (Il pozzo dell’orrore), pubblicata nel settembre del 1952, nel n. 10 di “Adventures into Weird Words” della Marvel/Atlas. Non ricordo se è uscita anche la versione italiana in appendice agli albi Marvel dell’Editoriale Corno, in tal caso qualcuno me lo segnali che poi guardo nella mia collezione (completa).

1Il povero Satana si accorge che i suoi diavoli sono dediti a ogni ozio immaginabile. Uno legge addirittura i comic book dell’orrore, cioè il massimo della depravazione.2Da bravo manager dell’azienda infernale, Satana chiama dalla Terra il signor Frost, un “esperto di efficienza”… si dirà poi così in italiano? Boh. 34Dopo avere reso finalmente l’inferno un luogo perfetto per torturare i dannati, il signor Frost sta per congedarsi. Satana però lo ferma spiegandogli che, in realtà, l’aveva chiamato perché stava per morire e l’inferno è il posto più adatto per uno come lui, che ha rovinato la vita a chissà quanti poveri lavoratori. I diavoli, diventati determinati e feroci proprio grazie ai suoi insegnamenti, prendono in consegna Frost come primo dannato di cui occuparsi diligentemente.

Questa storia l’ha scritta l’anarcoide Everett, non certo il borghese Stan Lee. Del resto, Everett è sceneggiatore oltre che disegnatore. 5“Il prossimo!”, dice la sinistra voce proveniente dalla botola. Anche la copertina dell’albo che contiene l’episodio è di Bill Everett: “The Pit of Horror” è annunciato in basso a sinistra.  97La storia ha ispirato un episodio di “Wild”, n. 2 del marzo 1954, una copiatura di “Mad” della Marvel. A realizzarla è lo stesso Everett.

L’inferno è sempre il regno della pigrizia, ma dopo avere fatto un giro sulla Terra (il vero inferno), Satana finisce per preferire la rassicurante noia di casa.092

Sempre in quell’anno, il 1954, su richiesta dell’editore Bianconi, lo sceneggiatore Attilio Mazzanti e il disegnatore Giulio Chierchini lavorano alla creazione del personaggio di Geppo.

Nato nel 1928, Attilio Mazzanti ha scritto storie di Cucciolo e Tiramolla, oltre ad avere collaborato con la Bianconi e “Topolino”. Su di lui ho chiesto lumi allo storico autore disneyano Carlo Chendi, il quale mi ha risposto così: “Di Attilio Mazzanti ho perso le tracce. Abitava a Genova, ma era di origine ferrarese, poi si è trasferito a Roma e quindi nel pavese. Mi pare che negli anni ottanta avesse scritto qualche storia per Il Giornalino. Luca Boschi, autore del fondamentale libro “Diabolicamente Geppo”, mi ha detto che non si sa più nulla di Mazzanti: alcuni lo danno in Argentina, per altri è morto.

Genovese, nato anche lui nel 1928, Giulio Chierchini ha lavorato per “Topolino” fino a poco tempo fa. Si è distinto soprattutto nelle parodie dei personaggi Disney, la più famosa delle quali è “I promessi paperi” del 1976. 3076dAnche se altri autori hanno collaborato in vario modo alla realizzazione della prima storia di Geppo (da Bottaro a Giovan Battista Carpi), Mazzanti e Chierchini sono da considerarsi i responsabili principali.

Il primo episodio di Geppo, l’unico disegnato da Chierchini, non è stato ristampato spesso. geppo
L’influenza di Everett nella storia di Mazzanti e Chierchini mi pare abbastanza evidente. geppo22
Se i diavoli cicciottelli di Everett sono indolenti da fare pietà, il Geppo di Mazzanti e Chierchini, oltre a essere fisicamente simile, è buono da fare schifo. geppo34Secondo alcuni, invece, c’è un collegamento tra Geppo e “L’inferno di Topolino” (storia realizzata dal 1949 al 1950 da Guido Martina e Angelo Bioletto), però lì i diavoli non sono affatto rappresentati come putti. croppedimage400536-194945Dopo il primo episodio, le storie di Geppo traslocano nell’albo di “Volpetto” e poi in quello di “Soldino”. Finché, nel 1961, il personaggio ottiene una testata tutta sua.

Ai disegni si alternano Giovan Battista Carpi, Pier Luigi San Galli, Sandro Dossi (soprattutto) e altri. Alberico Motta è l’autore che, nel corso degli anni sessanta, rende definitiva la caratterizzazione di Geppo. Magari un giorno pubblicherò un articolo sulle mie storie disneyane disegnate dal grande Motta.

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tumblr_mvw552b7yo1skc17co1_1280Nel pure fondamentale libro dedicato alla storia della casa editrice Bianconi, intitolato “Da Braccio di Ferro a Provolino”, Salvatore Giordano osserva: “Come scriveva Oscar Wilde, il paradiso lo preferisco per il clima, l’inferno per la compagnia. È strano, rileggendo Geppo, notare che da bambini ci appassionavamo a un fumetto ambientato all’inferno, luogo di tortura e dolore dove il malessere dei dannati non era soltanto spirituale, e presse, tenaglie e tizzoni ardenti maciullavano i corpi dei defunti peccatori. L’inferno di Geppo è un luogo non virtuale, è l’ufficio, il carcere, l’ospedale, Satana è il megadirettore, Geppo è l’umile dipendente sottoposto. Non pochi hanno trovato similitudini tra le storie di Geppo e la saga fantozziana di Paolo Villaggio. Fumetto pervaso da umorismo nero, di grana grossa e popolare ma sempre mitigato da un senso di dolce malinconia, una commedia ilare ambientata nel peggiore dei posti possibili. Irresistibili erano gli scontri tra i simpatici demoni e un noiosissimo esercito angelico che stava tutto il santo giorno a canticchiare gospel come le zie di paese improvvisamente redente perché sull’orlo della fossa. Uno dei pochi fumetti italiani, nel periodo in cui Vaticano e Stato erano in pratica la stessa cosa, che aveva il coraggio di parlare ironicamente della religione. Geppo infatti compariva in quelle liste, distribuite in chiesa negli anni sessanta e settanta, che elencavano i libri proibiti e sconsigliati per la salute dell’anima”. Naturalmente ringrazio Giordano per avermi autorizzato a pubblicare questo ampio stralcio.
geppo-anno-xv126In Francia, Geppo è conosciuto con il nome virilissimo di Dodu (quasi il cagnolino di Berlusconi).2200005139In questa panoramica vediamo tutti i personaggi delle storie di Geppo. Tra i quali la bella Fiammetta, figlia di Satana, che Geppo tromberebbe con piacere. sandro-dossi-4553ef01901e8a0ead970b-pi
Il disegno è di Sandro Dossi, per il quale ho scritto “La leggenda di Papertù” e altre storie pubblicate da Topolino.

Leo Ortolani, l’autore di Rat-Man, ha saputo catturare l’ambiguo fascino infernale di Fiammetta in questa illustrazione. Io le avrei fatto indossare il bikini. geppo-variantChiarite (?) le misteriose origini di Geppo, torniamo a bomba su Everett, il suo improbabile ispiratore. 165

Bill Everett nasce nel 1917 nello stato americano del Massachusetts, a nord di New York. Si imbarca quindicenne nella marina mercantile per due anni, esperienza ricca di suggestioni che gli saranno d’aiuto in seguito.

Dopo avere seguito alcune lezioni di un corso di disegno, nel 1936 inizia a lavorare come grafico in un quotidiano di Boston. In questo periodo realizza le prime vignette di tipo realistico (all’epoca, nelle pagine dei giornali, i disegni si alternavano alle fotografie).   018Dopo essere stato licenziato per il suo carattere ribelle e la propensione ad alzare il gomito, Everett collabora con la Centaur Publications, una delle tante case editrici che si sono buttate a capofitto nella produzione di comic book dopo il successo di Superman. 035
Nel 1939, Everett crea il suo primo personaggio: Amazing-Man. Un eroe con pochi scrupoli morali, come era di moda in quel periodo.

061Nello stesso anno realizza un albo omaggio per gli spettatori dei cinema, intitolato “Motion Picture Funnies Weekly”.
036Qui Bill Everett scrive e disegna la prima storia di Sub-Mariner, basandosi sulle sue esperienze marinare: è il primo personaggio Marvel, ma nasce al di fuori della… Marvel!

L’albo per i cinema esce una volta sola dato che l’iniziativa promozionale viene subito interrotta, allora Everett e soci rivendono i diritti dei contenuti a un editore di pulp (riviste con racconti avventurosi): Martin Goodman. Nel numero 1 dell’albo “Marvel Comics” viene ristampata la storia di Sub-Mariner con qualche pagina in più e Carl Burgos, amico di Everett, crea la Torcia Umana, come contrasto all’acquatico Sub-Mariner.

Nasce così la casa editrice Marvel, inizialmente con il nome di Timely forse perchè pochi mesi dopo esce Capitan Marvel della Fawcett (anche se il marchio Marvel Comics continuerà ad apparire). Lo stesso primo comic book della casa editrice cambia nome in “Marvel Mistery Comics”.

Nel 1961, Stan Lee e Jack Kirby ripescano la Torcia Umana (dandogli un’altra identità) per inserirla nei Fantastici Quattro, prendendo ispirazione anche loro dai classici elementi della natura: oltre al fuoco-Torcia Umana, la terra-Cosa, l’acqua-Mister Fantastic e l’aria-Donna Invisibile. submariner%2b1%2bpanel%2b1

Sub-Mariner è un “mezzosangue” nato da Leonard McKenzie, capitano di nave americano, e Fen, figlia del sovrano del popolo sottomarino. sub-4Sub-Mariner è un antieroe all’assalto della civilizzazione, un concetto sicuramente entusiasmante per i giovani lettori. 006dfa0a5d04b109aef8195f39b90928schermata2016-03-12a22-57-38schermata2016-03-12a22-59-32Namor sfascia le auto come nella copertina del primo numero di Superman, ma lui prende quelle della polizia e le scaglia contro gli agenti. latestNel 1940 avviene il primo team-up tra i personaggi dei fumetti: la Torcia Umana contro Sub-Mariner. Inizia così l’usanza Marvel di fare combattere i supereroi quando si incontrano la prima volta.

Nel culmine della lotta, con un’onda gigantesca il signore dei mari sommerge New York. Peggio di Osama Bin Laden!
(Il disegno sotto, però, è una rievocazione realizzata tra gli anni sessanta e settanta).
tumblr_mnxydv2jhi1rhjbado1_1280In pochi anni i personaggi dei comic book si devono “normalizzare” per salvaguardare la moralità dei piccoli lettori. Così Sub-Mariner dirotta la propria furia unicamente verso gli uomini con la svastica. In fondo, è americano da parte di padre. e18f52ce4d047e96608e77bf26640c7fMentre accade tutto questo, Bill Everett ha creato altri supereroi, alcuni dei quali sempre di genere acquatico. Come Hydroman per la Eastern Color Printing e The Fin, ancora per la Marvel/Timely. 131everett11Dopo la Seconda guerra mondiale, le decine di supereroi scompaiono dalle edicole americane, salvo Superman, Batman e Wonder Woman della Dc Comics, Capitan Marvel della Fawcett e Plastic Man della Quality.

Everett affronta allora altri generi: dal bellico all’horror, per il quale realizza i prototipi diavoleschi di Geppo che abbiamo visto prima. Continua a lavorare soprattutto per la Marvel, che negli anni cinquanta prende il nome di Atlas.
099089095Tra l’altro, Bill Everett realizza, nel 1953, la biografia a forti tinte di Benito Mussolini. 0x_battlefield_08_ilduce_billeverettL’episodio intitolato “Il Duce” è stato pubblicato da “Battlefield” n. 8, un comic book di genere bellico. Lo proponiamo per intero.

01_battlefield_08_ilduce_billeverett02_battlefield_08_ilduce_billeverett03_battlefield_08_ilduce_billeverett04_battlefield_08_ilduce_billeverett05_battlefield_08_ilduce_billeverett06_battlefield_08_ilduce_billeverett07_battlefield_08_ilduce_billeverettIn questo periodo Bill Everett realizza le storie brevi di Venus, sceneggiandole, disegnandole, inchiostrandole e facendo il lettering (dando, probabilmente, anche le indicazioni per i colori). Venus è un personaggio effimero ma interessante, con molti riferimenti alle pulp horror. 30309
Mettendo l’episodio del n. 16 di “Venus” del 1951 a confronto con l’edizione italiana della Editoriale Corno, pubblicata nel n. 130 di “Thor” del 1976, possiamo notare parecchie imprecisioni.

La traduzione è decisamente discutibile, a partire dai doccioni del titolo originale (gargoyles) diventati banali “statue” nell’edizione italiana. Oltre alla traduzione vaga e confusa, la storia presentata in Italia è resa quasi incomprensibile dal fatto che la ragazza che incontra Venus cambia continuamente colore dei capelli: da bionda diventa mora e poi rossa. Di sicuro il colorista italiano non aveva sottomano il comic book per vedere i colori originali.

41venus16-03Nel 1954, grazie ai telefilm di Superman, si assiste a un timido rilancio dei supereroi. La Marvel ripropone gli albi di Capitan America, la Torcia Umana e Sub-Mariner in chiave anticomunista. Le vendite sono basse, ma l’editore chiede a Stan Lee di tenere comunque in edicola la testata di Namor perché è un personaggio originale. Cosa che comunque non mi sembra sia accaduta.

Un motivo potrebbe essere che Martin Goodman (1908-1992) ha sempre avuto un debole per l’anarcoide Bill Everett, nel quale forse rivede se stesso giovane ai tempi della Grande Depressione, quando era un hobo vagabondo come Woody Guthrie, l’ispiratore di Bob Dylan. Inoltre è stato Everett a dare il via ai personaggi Marvel. Ci sarà sempre un posto per Everett alla Marvel, o nelle riviste per adulti di Goodman, per quanto inaffidabile sia nelle consegne.

Soprattutto, a Hollywood un produttore ha avuto l’idea di fare una serie di telefilm su Sub-Mariner, ma alla fine l’operazione non si concretizza. La televisione lancerà un clone di Sub-Mariner nel 1977, “Man from Atlantis”, e la Marvel, invece di querelare per plagio, ne pubblica la versione a fumetti.
man%2bfrom%2batlantis%2b4Se negli anni cinquanta fosse stato veramente realizzato il telefilm su di lui, oggi Namor sarebbe un personaggio popolare, invece di un eroe di serie B che per la maggior parte del tempo non ha neppure avuto un albo proprio. submariner-bill-everettNel 1955, dopo la caccia alle streghe dei fumetti, la produzione di comic book si riduce al lumicino. Così Bill Everett inizia a collaborare con le riviste scollacciate dell’editore della Marvel. 184-185I sessanta sono gli anni del grande successo Marvel, grazie agli eroi creati da Stan Lee con Jack Kirby e Steve Ditko. Ma anche Bill Everett, insieme a Lee, nel 1964 crea un supereroe: Devil (Daredevil). L’idea parte da Martin Goodman, quando si accorge che l’editore Lev Gleason non ha rinnovato il copyright del suo supereroe degli anni quaranta che si chiamava, appunto, Daredevil. Dopo Geppo, è il secondo diavolo creato da Everett.

Geppo
Daredevil significa diavolo spericolato, nel senso dell’esclamazione “è un diavolo!” riferita a chi sta compiendo un’impresa audace. A causa dei molti problemi di Everett, a partire dall’alcolismo, Steve Ditko gli dà una mano alle chine (vedi “Il vero Uomo Ragno è l’inattuale Steve Ditko”). La copertina è disegnata da Jack Kirby e inchiostrata da Everett.
Il testo, pur essendo firmato dal solo Stan Lee, è sicuramente farina del sacco di Everett: il quale, nel creare il personaggio, si è ispirato alla figlia Wendy, praticamente cieca ma dotata di un udito finissimo. Bill Everett ricorda che l’unica idea di Stan Lee fosse il nome, Daredevil, ma in realtà neppure quello, perché come abbiamo visto era stato di Goodman. Come faceva sempre con Kirby e Ditko, quindi, Stan Lee si è limitato a scrivere i dialoghi sulla storia già disegnata.daredevil001001L’Editoriale Corno lancia l’albo di Devil insieme a quello dell’Uomo Ragno nel 1970: inizia l’era Marvel in Italia, anche se c’erano stati numerosi precedenti (che descrivo qui).

Il costume è già colorato di rosso come, in realtà, in America avverrà solo dopo alcuni numeri. 00cLa storia è coinvolgente: l’unica di genere supereroistico piaciuta a mia mamma.

daredevil001007Se Matt Murdock aveva otto anni nel 1950 significa che è nato nel 1942. Allora, nel 2019, Devil ha… 77 anni! Portati bene, però.

0607Intanto Matt, il figlio del pugile che si sta mettendo nei pasticci con il Sistematore, incontra il proprio destino radioattivo (vedi “La Marvel è stata creata da Godzilla”). 0910111213Come tutte le segretarie della fiction che si rispettino, “Karen Page dalle belle tette” sarà la fidanzata del suo datore di lavoro.

Negli anni ottanta, dopo avere lasciato Matt, diventerà un’attrice porno. A quell’epoca il suo look sarà un po’ sbattutello. Anche una segretaria può aspirare a momenti di gloria, no?4532096-9280696673-daredEcco il curriculum di Bill Everett del 1965. Come si vede, la sua professione di disegnatore di fumetti è un secondo lavoro.

0250251All’inizio degli anni settanta, Bill Everett realizza alcune storie in bianco e nero per “Psycho” e “Nightmare”, riviste nello stile Warren dell’effimera casa editrice Skywald.

everett-nightmare1-text-1everett-nightmare1-text-2233“The man who stole eternity” sono sicuro che è stato pubblicato in italiano: da qualche parte ho la rivista che contiene l’episodio. everett-pscho3-pg1Le avventure di Sub-Mariner riprendono negli anni sessanta con i disegni di Jack Kirby, poi di Gene Colan, John Buscema e altri.

Probabilmente il rilancio è dovuto al fatto che la Dc Comics aveva riproposto l’insipida imitazione bionda di Sub-Mariner: Aquaman. fradonseverin1In questi anni il volto di Namor, da triangolare che era, si arrotonda. Soprattutto a causa di Gene Colan (inizialmente si firma Adam Austin), che usando le fotografie non può procurarsi un modello con la testa deforme. Bill Everett ci mostra la differenza delle due versioni con questo disegno. 138Ma quando nel 1972 torna a lavorare su Sub-Mariner per la terza volta, Everett ignora volutamente i cambiamenti intercorsi, e realizza storie dal sapore decisamente vintage.

2923916a8d90cdee45fdbc83b12e049fda10fIl ritorno di Venus. tumblr_nhfkmfouyk1r7pumio1_500sub-mariner%2b57-02submariner%2b50%2bp17Bill Everett muore per infarto nel 1973, a soli 55 anni.

Subito dopo la sua scomparsa, la Marvel tenta una versione dalla vita breve di Sub-Mariner in costume da supereroe. sub-mariner67

Si conclude così la storia del presunto creatore di Geppo, il diavolo buono.

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15 commenti

  1. Grazie per questo bellissimo excursus su Geppo (che leggevo da bambino) e su Namor e Daredevil. Devo ricercare tra le riviste Skylab che ho a casa, se c’è qualche storia scritta da Everett.

  2. Pardon, “disegnata da Everett”. Lapsus.

  3. […] nel 1939 e il secondo insieme a Stan Lee nel 1964; per saperne di più leggete questo mio articolo: “L’uomo che creò Namor, Devil e… Geppo?”. Il modo di disegnare correttamente i fumetti, cioè senza ricalcare dei modelli in posa, richiede […]

  4. […] “Star Trek”. Più congeniale a Buscema è Sub-Mariner, personaggio creato nel 1939 da Bill Everett. Con i supereroi mascherati Buscema si sentirà sempre a a disagio: preferisce i corpi seminudi […]

  5. […] (1941). Anche se lo avrebbe meritato, non ha avuto il successo pluridecennale dei coevi Sub-Mariner, Torcia Umana e Capitan America. Come l’eroe a stelle e strisce, Rockman ha avuto però il […]

  6. […] Si tratta del prequel di un fumetto pubblicato nel comic book “Menace” n. 7 del 1953, realizzato da Bill Everett con i dialoghi di Stan Lee. Uno di quei fumetti presi di mira durante la caccia alle streghe che distrusse il mercato dei comic book. Alla creazione di Sub-Mariner e di Devil, a Everett va quindi attribuita anche quella di Simon Garth lo Zombie, vedi il mio articolo “L’uomo che creò Namor, Devil e… Geppo?”. […]

  7. Ottimo articolo davvero, degno di un enciclopedico del Fumetto. Devo dire, a proposito di Karen Page, che la sua trasformazione in ex attrice porno ad opera di Frank Miller mi è sempre sembrata una forzatura esagerata, come se Miller avesse avuto in odio il personaggio (non mi stupirebbe)

  8. […] ambientazione a centinaia di avventure. Dal 1939 le imprese eroiche del principe Namor, creato da Bill Everett per la Timely Comics (futura Marvel), sono servite da apripista a numerosi epigoni di altre case […]

  9. […] in pace Sub-Mariner, Susan, ricordati che sei una donna felicemente […]

  10. […] Ehi, è uscito il nuovo numero di Sub-Mariner! […]

  11. […] Demon sarebbe questo qui, un personaggio infernale buono come Geppo. […]

  12. […] due bravissimi inchiostratori, Frank Giacoia e Bill Everett, seguono accuratamente le linee tracciate da Barry Smith. Cliccare sulle immagini sotto per […]

  13. […] casa editrice Bianconi (poi Metro), che dagli anni cinquanta ai novanta ha prodotto i fumetti di Geppo il diavolo buono, Braccio di Ferro, Pinocchio e il gatto Felix. Oltre che per la Disney, disegnando […]

  14. Bellissimo articolo come al solito Sauro, pieno di dettagli poco riportati.
    Due postille : 1 – Everett aveva una figlia cieca ed era alcolista, due elementi che ritroviamo nel suo Daredevil
    2 – Il nomignolo “The King”, dice Kirby che era di Everett e che i due se lo rilanciassero per schernirsi, “Sei tu il re dei comics !” “No sei Tu!”

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