MARIEKE SHOCK: “CORRO ALLE PARALIMPIADI E POI MI UCCIDO”

MARIEKE SHOCK: “CORRO ALLE PARALIMPIADI E POI MI UCCIDO”

“Vinco l’oro e poi mi uccido”. Con questa frase agghiacciante l’atleta paralimpica belga Marieke Vervoort ha scosso l’opinione pubblica, toccando il tema dell’eutanasia.

Già vincitrice di due medaglie ai giochi di Londra, Marieke ha deciso di riprovarci a Rio de Janeiro nei 100 e nei 400 metri, nonostante il sensibile peggioramento della malattia degenerativa che la affligge dall’età di 14 anni. Iniziò tutto con un gonfiore al piede, poi i dolori sono arrivati alle ginocchia.

Sei anni dopo, la sua vita è diventata dipendente da una sedia a rotelle, e le semplici cose diventano sfide quotidiane, ai limiti di ogni immaginazione. Ma una grande atleta sa che ciò che la contraddistingue è la forza dettata dalla determinazione. Marieke non si è arresa e ha iniziato a fare sport: piscina, ciclismo, combattimento, triathlon. Poi, l’atletica.

A 37 anni, Marieke Vervoort sta per disputare le sue ultime paralimpiadi. Guarda tutti dall’alto della sua fierezza, nonostante l’inseparabile sedia a rotelle, croce di una vita dominata dal dolore.

Il mondo dell’atletica, dove gli occhi sono tutti puntati su Usain Bolt, si trova di fronte a una sportiva che ha deciso di porre fine alla propria esistenza. A Rio punterà all’oro, con la stessa determinazione con la quale ha già deciso dove dovranno essere sparse le proprie ceneri.

“Non voglio vivere come una vegetale, quando arriverò a quel punto sarà il momento. Non sono credente, non penso che esista l’aldilà. Anche per questo non voglio lacrime e cerimonie funebri. Voglio un’orchestra, e dopo che il mio cuore smetterà di battere verrà aperta una lettera. Poi arriverà la cremazione e le ceneri verranno sparse a Lanzarote”.

A Lanzarote, l’isola delle Canarie dove la lava incontra il mare per mescolarsi in un incandescente inno alla vita. Quello sarà il suo ultimo viaggio, contro un destino che non è riuscito a piegarla, fino alla fine.

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di ales
sono nato a Novi Ligure (AL) il 6 gennaio del 1976. il resto lo devo scoprire pure io.

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