AL LICEO PER DIVENTARE VERDONE, VILLAGGIO O FELLINI

AL LICEO PER DIVENTARE VERDONE, VILLAGGIO O FELLINI

Un buon liceo non solo forma la classe dirigente, ma produce anche registi, attori e creativi di ogni disciplina. Gli ex alunni ne hanno parlato nelle loro interviste. Ne hanno scritto nelle loro biografie e memorie. Ne hanno tratto ispirazione per i loro film. Quegli anni li hanno formati. Alcune di queste scuole sono state chiuse, di altre si minaccia la chiusura e altre ancora sono state trasformate.

Liceo classico e scientifico Terenzio Mamiani: il migliore di Roma, secondo la classifica del sito Eduscopio

La classificazione delle migliori scuole di ogni zona d’Italia è un compito che si è assunto la Fondazione Agnelli: nel sito Eduscopio potete trovare gli esiti di una ricerca che ogni anno viene aggiornata. Inserendo la città che vi interessa troverete le migliori scuole superiori della zona.

Alessandro Volta, il primo liceo scientifico di Milano secondo Eduscopio

Il criterio adottato tiene conto delle votazioni ottenute all’università dagli ex alunni dei licei. Si considera solo il numero degli esami superato nel primo anno dopo il liceo, perché Eduscopio ritiene che coloro che superano un buon numero di esami nel primo anno probabilmente riusciranno a laurearsi.

Istituto tecnico Baldessano Roccati di Carmagnola, il migliore della zona di Torino

Invece gli Istituti tecnici e professionali hanno uno sbocco diretto sul mondo del lavoro: Eduscopio tiene conto di quanti trovano un lavoro stabile nei primi due anni dopo la maturità. Inoltre considera quanto l’occupazione trovata sia coerente con gli studi fatti.

Torino, ex liceo Rosmini ora sede della facoltà di Scienze infermieristiche della università di Torino

Consultando il sito di Eduscopio si può avere la sorpresa di non trovare ai primi posti della classifica la scuola che consideravamo migliore della nostra zona quando eravamo ragazzi. Nei centri storici delle città vivono molti stranieri che hanno innanzitutto il problema della lingua, istituti privati che andavano per la maggiore sono spariti con l’inasprirsi della crisi economica e infine alcune scuole, essendo in una posizione centrale, hanno fatto gola agli speculatori edilizi diventando edifici per uffici o hotel. Alcune ospitano altre scuole, come il Rosmini (sopra), che da liceo si è trasformato in una sede della facoltà di scienze infermieristiche dell’Università di Torino. Lo frequentò anche Mike Bongiorno all’inizio della Seconda guerra mondiale.

Andiamo a ritroso nel tempo per verificare che fine abbiano fatto le scuole famose per aver avuto degli studenti divenuti famosi. Non erano sempre le scuole migliori della loro epoca. Coloro che le hanno frequentate le hanno descritte nelle loro biografie, ne hanno parlato nelle interviste, sicuramente ne sono stati influenzati. Si sono ispirati agli anni della scuola per fare film. Abbiamo quindi molto materiale che ci permette di capire cosa significasse studiare in quegli istituti.

Il collegio Nazareno di Roma

Collegio Nazareno di Roma: cortile con la statua di San Giuseppe Calasanzio

Il liceo classico Nazareno di Roma ha avuto fra i propri studenti Carlo Verdone e suo cognato Christian De Sica. Racconta Verdone che in quarta ginnasio frequentava il Virgilio. Attualmente il Virgilio è all’ottavo posto della classifica Eduscopio. Una volta il futuro regista-attore lanciò un libro verso la professoressa di matematica, che per questo motivo lo fece bocciare. Così Verdone finì le superiori al Nazareno, un istituto privato per famiglie ricche.

Nell’intervista sopra Verdone racconta l’episodio del lancio del libro alla professoressa del Virgilio e del suo rapporto con il compagno di banco Christian De Sica.
Si dice che i fratelli De Sica fossero accompagnati a scuola in auto dall’autista. Nonostante questo il padre, Vittorio De Sica, alla sua morte li lasciò assolutamente poveri a causa del vizio del gioco.

Christian De Sica nei panni di un preside, accanto a Rocco Papaleo nel film “La scuola più bella del mondo”

Christian De Sica racconta di non avere mai studiato recitazione, ma di aver imparato al Nazareno guardando Carlo Verdone. Verdone era abituato a recitare in famiglia e a scuola amava imitare i compagni e gli insegnanti. Era in grado di cogliere il carattere di una persona e di rappresentarlo perfettamente.

“Compagni di scuola”

Carlo Verdone prese lo spunto per il film “Compagni di Scuola”, del 1988, da una disastrosa riunione di ex compagni di scuola della sua classe del Nazareno. In questo spezzone c’è l’appello di un’insegnante. Il film gli fu ispirato dallo statunitense “Il grande freddo” di Lawrence Kasdan (1983). Raccontava di una riunione di ex compagni di college in occasione del funerale di uno di loro, suicidatosi senza motivo apparente. Il film americano è cupo e malinconico, mentre quello di Verdone è più nostalgico e tenero.

Possiamo vedere il collegio Nazareno nel video sopra. Era stato fondato nel 1630 da Giuseppe Calasanzio, in seguito santificato, grazie alle donazioni ricevute dal cardinale Michelangelo Tonti, detto il Nazareno. È la scuola pubblica più antica di Roma e tra le più antiche d’Europa. Inizialmente era sorto con lo scopo di educare gli studenti meno abbienti, poi iniziarono a frequentare la scuola anche alunni paganti. Dalla fine del settecento gli ospiti sono stati quasi tutti a pagamento.
Carlo Verdone è nato nel 1950, quindi frequentò il Nazareno nella seconda metà degli anni sessanta. Solo dal 1970 poterono entrare anche le ragazze.

Collegio Nazareno di Roma in una stampa d’epoca

Negli anni novanta avviene il progressivo abbandono da parte della popolazione del centro storico di Roma, gli edifici vengono trasformati per contenere uffici o diventare hotel. Il collegio prima chiude la scuola elementare, poi le medie. Attualmente è chiuso anche il liceo, in attesa che il comune autorizzi la sua trasformazione in hotel. C’è un progetto per farlo diventare il Grand Hotel Nazareno.

Purtroppo tutti i beni donati per usi di carità o di utilità pubblica corrono il rischio di non essere usati per lo scopo iniziale. Perché questo avvenga devono essere vincolati con un lascito molto preciso. Il benefattore deve specificare che cosa deve essere fatto del bene. Deve predisporre i mezzi per poter mantenere l’istituzione e assicurarsi che chi riceve il lascito accetti. In caso contrario è possibile che chi amministra il bene riesca a sfruttarlo in modo diverso da quanto disposto.

Liceo classico statale “Andrea D’Oria” di Genova

Il liceo classico Andrea D’Oria di Genova

Paolo Villaggio, l’indimenticabile interprete del ragionier Fantozzi, era nato da un parto gemellare negli anni trenta. Suo fratello gemello si chiamava Piero. Frequentarono le stesse scuole fino all’Università, dove Piero di iscrisse a ingegneria e Paolo a legge. Il loro liceo fu l’Andrea D’Oria, che era situato in una zona abitata dalla buona borghesia di Genova. Il padre era un ingegnere edile palermitano mentre la madre, di origini veneziane, era una insegnante di tedesco. Ancora oggi Eduscopio classifica l’Andrea Doria come secondo miglior liceo della zona di Genova. Al primo posto c’è il Giuseppe Mazzini.

Piero e Paolo Villaggio il primo giorno di scuola alle elementari nel 1938

Alle elementari i gemelli erano compagni di banco.

Al liceo i gemelli diventarono amici di Paolo Fresco. Nato a Milano, Paolo Fresco giunse a Genova al seguito del padre dirigente della Banca commerciale, che era stato trasferito in Liguria. Paolo Fresco si laureò in legge a Milano. Diventò poi manager della General Electric e presidente della Fiat, dal 1998 al 2003. Ha dichiarato che i fratelli Villaggio erano vivacissimi e molto divertenti. Piero Villaggio si laureò in Ingegneria civile. Nel suo campo è stato una personalità di spicco: fu docente alla Normale di Pisa e grande esperto in campo internazionale.

Paolo Villaggio con Fabrizio De André, a sinistra la copertina di “Carlo Martello ritorna dalla guerra di Poitiers”

Anche Fabrizio De André frequentò il ginnasio liceo Andrea D’Oria, ma successivamente, perché era di otto anni più giovane di Villaggio. Villaggio scrisse per lui due canzoni, di cui una è la famosissima “Carlo Martello ritorna dalla guerra di Poitiers”.

Nell’intervista sopra, Villaggio racconta del suo amico Fabrizio De André. Appartenevano allo stesso ambiente alto borghese. Erano molto amici e lo restarono per tutta la vita. Il racconto di Villaggio mostra il suo sguardo acuto e disincantato sulle persone. Forse per riuscire ad avere una tale lucidità, anche e soprattutto su se stessi, occorre essere privi di qualsiasi complesso di inferiorità. Villaggio proveniva da una scuola severa e capace di preparare i propri studenti in tutte le materie al massimo livello.

Fotogramma del film “Io speriamo che me la cavo”

Villaggio interpretò la parte del maestro in un film diretto da Lina Wertmüller: ” Io speriamo che me la cavo”

Liceo classico parificato Giulio Cesare di Rimini, ora liceo statale Giulio Cesare-Valgimigli

Palazzo Buonadrata, ex sede del liceo classico “Giulio Cesare” che frequentò Federico Fellini

Federico Fellini è stato uno dei più grandi registi italiani. Era di famiglia modesta. Frequentò il liceo Giulio Cesare a Rimini, nel palazzo Bonadrata in corso Augusto 62. Adesso l’edificio è la sede della fondazione Cassa di Risparmio. Negli anni trenta, quando lo frequentava Fellini, era in funzione da pochi anni ed era parificato, non statale.

L’attuale sede del liceo classico statale Giulio Cesare di Rimini

L’Istituto, che ora si chiama Giulio Cesare-Valgimigli, in via Maurizio Brighenti 38 a Rimini, è ancora saldamente al primo posto nella classifica Eduscopio delle migliori scuole superiori della zona. Al liceo classico ha aggiunto il linguistico, delle scienze umane e delle scienze umane a indirizzo economico sociale.

Fellini si è ispirato al suo liceo per la parte dedicata alla scuola del film autobiografico “Amarcord”. Il personaggio di Titta rappresenta il suo amico Luigi Benzi, la famiglia del film è quella di Luigi.

Rimini, 1930: i tre piccoli Fellini: Riccardo, Maddalena e Federico a destra

Federico era molto magro e gracile. Mite, sognatore sempre perso nelle sue fantasie, ebbe al ginnasio liceo Giulio Cesare l’amico Titta Benzi come compagno di banco fino alla maturità.

Un disegno di Fellini che rappresenta un regista: muove gli attori come fossero burattini

Federico ricevette in dono all’età di nove anni un teatro dei burattini. Ne rimase incantato e imparò da uno scultore, suo vicino di casa, a costruire le teste dei burattini per i propri spettacoli.

I quattro compagni del liceo in Amarcord

Uno dei suoi disegnatori preferiti era lo statunitense Winsor McCay, creatore del personaggio a fumetti Little Nemo. A scuola, Fellini disegnava vignette e caricature di compagni e professori.

Lo zio di Titta in Amarcord: disegno di Fellini

Il giovane Federico percorreva instancabilmente corso Augusto con gli amici, che chiacchieravano, scherzavano, ammiccavano.

Gelsomina in un disegno di Federico Fellini

Federico Fellini aveva visto uno spettacolo circense la prima volta a Rimini quando aveva sei anni. Ne rimase affascinato: il tema del circo ritorna nei suoi film. Il personaggio circense di Gelsomina si trova nel film “La strada”.

Nel video sopra c’è una lunga intervista a Titta Benzi: l’amico ricorda gli anni della scuola e la sua amicizia per Federico,

Il giovane Fellini

Federico Fellini partì da Rimini nel 1939 per andare a Roma, città natale della madre. Si iscrisse a legge. Però collaborava già con alcune riviste satiriche all’epoca molto in voga, cui aveva mandato i suoi disegni e le sue vignette.

Da Amarcord, il cinema Fulgor di Rimini

Ma il suo sogno più grande era il cinema. Quando era a Rimini andava a vedere gli spettacoli al Fulgor. A casa rappresentava le sue fantasie in spettacoli come fossero film. Se non avesse frequentato il Giulio Cesare con quei compagni sarebbe stato lo stesso grande regista?

(Lorraine Lorena ha fatto la ricerca del materiale relativa ai licei romani)

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