LEONARDA CIANCIULLI, LA SAPONIFICATRICE DI CORREGGIO

LEONARDA CIANCIULLI, LA SAPONIFICATRICE DI CORREGGIO

Faustina Setti è una donna di settant’anni che non ha perso la speranza di sposarsi. Va spesso dalla cartomante Leonarda Cianciulli per chiederle di aiutarla a realizzare il suo sogno d’amore.
Finché, un giorno, Leonarda la informa di avere trovato un uomo interessante e disponibile nella città di Pola, in Istria (all’epoca provincia italiana): «Vendi le tue proprietà e vai subito da lui», le dice. All’anziana non sorge alcun sospetto e il 18 dicembre 1939, prima di prendere il treno, si fa i capelli biondi, compra un abito nuovo e, come d’accordo, passa a salutare Leonarda per l’ultima volta.
Quel giorno la cartomante sta preparando il sapone in casa. Sui fornelli ci sono grosse pentole con l’acqua in ebollizione, vicino a scarti di macelleria e soda caustica. Per capire che cosa sta succedendo, dobbiamo ripercorrere la vita di Leonarda Cianciulli.

LEONARDA CIANCIULLI, LA SAPONIFACATRICE DI CORREGGIO

Sopra e sotto, Leonarda Cianciulli

LEONARDA CIANCIULLI, LA SAPONIFACATRICE DI CORREGGIO

 

Nell’Ottocento, a Montella (Avellino), la quattordicenne Emilia Di Nolfi è costretta a sposare un compaesano che l’aveva violentata durante una gita in carrozza. Un “matrimonio riparatore”, come si usava allora.
Rimasta presto vedova, Emilia può risposarsi con un uomo che ama davvero, l’allevatore Mariano Cianciulli. I due hanno sei figli, Leonarda nasce per ultima, nel 1893.

La bambina soffre di epilessia, malattia che di giorno le provoca convulsioni e di notte incubi. Poco amata dalla madre, si inventa amici immaginari con i quali dialoga ad alta voce. Cercando un contatto umano fuori di casa, da bambina ha rapporti con ragazzi più grandi di lei.
Dopo tante esperienze, si innamora di Raffaele Pansardi, un impiegato comunale. La madre cerca di farle cambiare idea, perché le ha organizzato un matrimonio combinato con un cugino, Leonarda però va dritta per la sua strada e a 24 anni, nel 1917, sposa Raffaele. Il giorno del matrimonio mamma Emilia, fuori di sé, le fa una terribile profezia: “Ti mariterai, avrai figliolanza, ma moriranno tutti i figli tuoi”.
La superstiziosa Leonarda pensa che sia colpa dell’anatema lanciato dalla madre se perde tre bambini per aborto, mentre altri dieci muoiono in culla poco dopo la nascita. Quindi si rivolge a una fattucchiera per neutralizzare quello che lei considera un malocchio e, dopo le prime tredici sfortunate gravidanze, mette al mondo quattro bambini.

I problemi non sono finiti. Nel 1930 un terremoto fa crollare la casa di famiglia. A questo punto, i Pansardi decidono di spostarsi a Correggio, un comune vicino a Reggio Emilia, dove Raffaele trova impiego. Sentendosi umiliato dai continui tradimenti della donna, che è stata sempre di facili costumi, il marito finisce per abbandonare il tetto coniugale.
Fortunatamente arriva il risarcimento dello Stato per i danni del terremoto, che permette a Leonarda di avviare un negozietto di abiti e mobili usati. Inoltre, apre uno studio di cartomanzia.

Gli affari vanno bene e la donna può pagare gli studi ai figli. Tanto che, nel 1939, Giuseppe, il più grande, si iscrive all’università. Ma le cose sono destinate a peggiorare, perché in Europa è scoppiata la Seconda guerra mondiale. Anche se l’Italia non è ancora entrata nel conflitto, Leonarda teme che il suo adorato figlio maggiore venga presto chiamato al fronte.
Condizionata dai libri di magia che ha letto, una notte ha l’impressione di vedere apparire in sogno la Madonna, che le propone di eseguire dei sacrifici umani per liberare i figli dalle disgrazie alle quali, altrimenti, sarebbero destinati. La donna inizia così a cercare potenziali vittime per i suoi “sacrifici”. Le cerca senza famiglia, né legami affettivi, pensando che così nessuno le cercherà quando lei le farà sparire.

LEONARDA CIANCIULLI, LA SAPONIFACATRICE DI CORREGGIO

La prima a essere scelta è proprio Faustina Setti, la settantenne in cerca di marito. L’anziana, dopo avere organizzato la partenza per l’Istria, dove crede che l’aspetti un innamorato, torna dalla cartomante e si accomoda su una sedia senza accorgersi che, dietro di lei, la Cianciulli sta sollevando una pesante ascia. La poveretta viene fatta in nove pezzi, che finiscono nei pentoloni insieme alla soda caustica.
Dalla borsa di Faustina, l’assassina tira fuori i soldi ricavati dalla vendita delle sue proprietà: 30mila lire dell’epoca (circa 26mila euro). Al figlio Giuseppe, chiede di andare a Pola per spedire la lettera con i saluti a un’amica dell’anziana, che con una scusa era riuscita a far scrivere a Faustina prima di farla fuori.

La seconda vittima è Clementina Soavi, un’aspirante maestra di 55 anni che deve accontentarsi di badare ai bambini delle amiche. Leonarda le dice che un sacerdote di Piacenza cerca una insegnante per il collegio che gestisce e che le ha chiesto di aiutarlo. La convince a partire subito, perché i tarocchi sono positivi.
Entusiasta, Clementina accetta la proposta. La Cianciulli le dice di non preoccuparsi di niente, ci penserà lei a vendere i suoi beni e a farle avere i soldi. Così la Soavi le firma una delega. Il 5 settembre 1940, l’aspirante maestra finisce sotto un colpo di scure e poi direttamente nei pentoloni, per essere trasformata in sapone.
Quindi la cartomante manda il figlio Giuseppe a Piacenza, per spedire le cartoline di saluto ai parenti che aveva fatto scrivere alla vittima.

Due mesi dopo a essere presa di mira è Virginia Cacioppo, una cinquantanovenne benestante, ex cantante lirica. Leonarda le dice di averla segnalata all’impresario di un teatro fiorentino che ha bisogno di un’assistente. La procedura è sempre la stessa. La Cianciulli spiega alla Cacioppo che deve partire immediatamente, perché lo dicono le carte.
L’ammazza il 30 novembre 1940, appropriandosi subito dei gioielli e dei buoni del tesoro che la vittima aveva con sé. Anche a Virginia, come alle altre, era stato ordinato dalla cartomante di tenere segreti i loro incontri, ma la donna aveva parlato dell’allettante proposta ricevuta dalla Cianciulli in una lettera ad Albertina Fanti, una sua cognata di Napoli.
Albertina le risponde, ma non ricevendo più notizie dalla parente decide di andare a vedere cosa le sia successo a Correggio. Qui scopre che è scomparsa e che due altre donne hanno fatto la stessa fine. Con le loro parenti va alla questura di Reggio Emilia per denunciare la Cianciulli. La polizia scopre che, in effetti, le donne scomparse erano tutte clienti della cartomante, ma non essendo stati trovati i cadaveri non si può provare che siano state uccise.

Nel gennaio 1941, il parroco di Correggio cambia in banca un buono del tesoro. Confrontandolo con un avviso diramato dalla polizia, il cassiere si accorge che il titolo apparteneva a Virginia Cacioppo. Il sacerdote spiega alla polizia che il buono del tesoro glielo aveva dato un rigattiere, il quale, a sua volta, racconta di averlo ricevuto come pagamento da una vecchia amica, la Cianciulli.

Il questore, il 3 marzo, decide di arrestare tutti e tre: parroco, rigattiere e cartomante. Il rigattiere, a questo punto, consegna un misterioso mattone che Leonarda gli aveva chiesto di conservare, dall’interno del quale sbucano i preziosi gioielli della terza vittima.
La Cianciulli si difende dicendo che l’ex cantante lirica glieli aveva consegnati affinché li vendesse per suo conto.

I due uomini vengono rilasciati, ma in prigione finisce il giovane Giuseppe Cianciulli per complicità: ha confessato di avere spedito, su richiesta della madre, le lettere di due delle donne scomparse.
Il processo si svolge a Reggio Emilia dopo la guerra, nel 1946.

Durante le udienze, la donna difende con tutte le forze il figlio Giuseppe, giurando che non sapesse niente dei delitti. Secondo i periti, invece, una donna minuta come la Cianciulli, per fare a pezzi quei corpi aveva bisogno della collaborazione di un’altra persona.
Temendo di avere messo nei guai l’adorato figliolo, alla fine Leonarda confessa di avere ucciso le tre signore e di avere trasformato i loro corpi in saponette, che ha poi regalato alle amiche. «L’ho fatto per salvare i miei figli da una terribile profezia», sostiene.
 Ma per l’accusa, madre e figlio avrebbero ucciso a scopo di lucro.

Lo psichiatra forense Filippo Saporito sostiene che sia credibile la tesi dei sacrifici umani per salvare i figli, perché la Cianciulli è morbosamente attaccata a loro oltre a essere molto superstiziosa. A seguito della deposizione dello psichiatra, la difesa chiede il riconoscimento della seminfermità mentale.

Leonarda Cianciulli è condannata a trent’anni di reclusione, mentre il figlio Giuseppe viene assolto per mancanza di prove dopo avere passato cinque anni in prigione.
Nei manicomi criminali di Aversa e di Pozzuoli, dove viene rinchiusa, Leonarda Cianciulli riprende l’attività di cartomante per conto delle altre detenute.

Muore per ictus nel 1970, a 78 anni. Nel 1977 la storia ispira il film horror di Mauro Bolognini Gran bollito, con l’attrice premio Oscar Shelley Winters nella parte della “saponificatrice”, e la partecipazione di Renato Pozzetto e Max von Sydow.

 

(Per leggere gli altri articoli sui delitti famosi pubblicati da Giornale POP clicca QUI).

 

 

Contatto E-mail: info@giornale.pop

Scrivi un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.I campi obbligatori sono evidenziati con *

Dichiaro di aver letto l'Informativa Privacy resa ai sensi del D.lgs 196/2003 e del GDPR 679/2016 e acconsento al trattamento dei miei dati personali per le finalità espresse nella stessa e di avere almeno 16 anni. Tutti i dati saranno trattati con riservatezza e non divulgati a terzi. Potrò revocare il mio consenso in qualsiasi momento, integralmente o parzialmente, con effetto futuro, ed esercitare i miei diritti mediante notifica a info@giornalepop.it

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

*