LE NUOVE COPERTINE DI ZAGOR NON REGGONO QUELLE DI TEX

LE NUOVE COPERTINE DI ZAGOR NON REGGONO QUELLE DI TEX

Le copertine sono sempre un elemento importante in un albo Bonelli.
Aurelio Galleppini, che si firmava Galep, riusciva come pochi a disegnare il West. Galep era abilissimo anche a disegnare copertine con tematiche horror.

Un altro copertinista famoso tra gli appassionati dei fumetti Bonelli è Franco Donatelli. Donatelli disegnava le copertine del Piccolo Ranger, un personaggio creato dallo sceneggiatore Andrea Lavezzolo sulla falsariga del Piccolo Sceriffo e di Capitan Miki. Le copertine di Donatelli ricordano certi libri illustrati degli anni cinquanta, con storie ispirate ai racconti di Moby Dick o ad altri classici. Ricordano anche alcuni manifesti western dello stesso periodo.

In realtà, le copertine di Donatelli non sono così belle come si dice oggi. Piacciono per la tecnica pittorica (rara a vedersi in un fumetto), ma hanno parecchi problemi. I dettagli non sono altissimi, il protagonista spesso non sembra Kit Teller, ma una specie di suo parente più grande, e i temi non coincidono sempre con il contenuto dell’albo. Vanno, insomma, un po’ a ruota libera.

Passiamo a Gallieno Ferri, il disegnatore principale di Zagor. Sicuramente uno dei migliori copertinisti della Bonelli. Le sue copertine erano di gran lunga superiori ai disegni dell’albo. A differenza di altri autori, Ferri riusciva a centrare il contenuto dell’albo, in alcuni casi riprendeva le vignette interne.

Gallieno Ferri aveva diverse frecce al proprio arco: dinamismo, tratto veloce e deciso, centralità del personaggio (“ci tenevo a far vedere il simbolo che Zagor aveva sul petto” disse in un’intervista). Tra le copertine più belle ci sono “La casa del terrore”, “Angoscia”, “Zagor contro il Vampiro”.

Spesso Sergio Bonelli forniva le illustrazioni su cui lavorare, a Ferri e a Galep. Era un autore “citazionista”, sia nelle storie sia nei disegni.

Nel 1994 Galep lascia le copertine al giovane Claudio Villa. Aurelio Galleppini non stava molto bene, anni prima aveva subito un’operazione agli occhi che gli aveva causato problemi. Negli ultimi tempi l’art director Luigi Corteggi gli “sistemava” le copertine. È Fabio Civitelli, in un’intervista pubblicata su una fanzine toscana, a dirlo. Per questa rivelazione pare che Sergio Bonelli avesse voluto retrocederlo facendogli tornare a disegnare Mr. No.
Comunque la rivelazione di Civitelli apriva gli occhi ai lettori, e da quel momento le correzioni furono argomento di conversazione tra gli appassionati.

Claudio Villa aveva già disegnato le copertine di Dylan Dog. Fu Sergio Bonelli a sceglierlo, preferendolo a Stano e al suo stile “pittorico”. Vinse il disegno “al tratto” di Villa.

Villa realizzò graficamente anche il personaggio di Nick Raider, che somigliava un po’ a Tex Willer. A portare avanti le copertine fu però Giampiero Casertano. Dopo un po’ Casertano fu sostituito con Bruno Ramella. Secondo lo sceneggiatore Claudio Nizzi, il creatore del personaggio, Casertano disegnava Nick Raider diverso da copertina a copertina. Ramella, invece, manteneva il volto del personaggio intatto. Onestamente, sembra un’opinione alquanto discutile.

LE NUOVE COPERTINE DI ZAGOR NON REGGONO A QUELLE DI TEX

Copertina di Bruno Ramella senza il volto di Nick Raider

 

Nick Raider conoscerà un terzo copertinista: Corrado Mastantuono. Il disegnatore aveva esordito in uno “Speciale” di Nick Raider dove, non riuscendo a “inquadrare” il volto del personaggio, lo metteva spesso in ombra…

Un altro grande copertinista della Sergio Bonelli Editore è stato Claudio Castellini. Il disegnatore ha esordito giovanissimo sulle pagine di Dylan Dog nella storia “La casa infestata”. Si capiva subito, vedendo il livello del suo ripasso a china, che era un vero numero uno. Il maestro di Castellini era stato Pino Rinaldi, un autore (purtroppo scomparso troppo presto) che ha sempre avuto “problemi” con le famose “correzioni” redazionali, quelle di cui parlava Civitelli nella citata intervista.

Castellini oggi ha lasciato il fumetto e si dedica alle illustrazioni su commissione. Le sue copertine di Nathan Never sono state bellissime, e in un torneo realizzato dalla stessa Bonelli, sembra che siano ancora le preferite. Alcuni lettori compravano Nathan Never solo per le copertine, e forse non è un caso se, dopo il suo addio, la serie abbia perso lettori.

Oggi sicuramente il miglior copertinista della Sergio Bonelli Editore è Claudio Villa, che è stato giustamente “dirottato” dalle storie alle copertine per molto tempo. Non si è visto nei disegni interni della serie regolare per parecchi anni, ma in cambio abbiamo avuto tante bellissime copertine per le ristampe della Collezione storica a colori.

Prima di Villa, Gallieno Ferri teneva botta su Zagor, almeno fino al n. 400. Se Villa ha sempre realizzato un disegno estremamente curato, Ferri poteva contare su un dinamismo che il primo non può vantare. La morte di Ferri ha portato, inevitabilmente, dei problemi. Sicuramente Ferri è stato un caso unico nel fumetto italiano di un autore così bravo su un personaggio da tempo passato di moda.

Ferri aveva disegnato anche Mr. No, ma forse lo faceva troppo somigliante allo stesso Zagor. Sergio Bonelli, per differenziare i due personaggi, decise di passare le copertine a Roberto Diso. Il quale è sicuramente un autore di rilievo, ma le sue copertine sembravano semplici vignette ingrandite. Ferri, inoltre, usava il pennello, mentre Diso il pennino, e il tratto appariva molto più duro e meno piacevole alla vista.

Il merito di Claudio Villa è di aver creato un Tex Willer realistico. Non è un caso se spesso Villa si diverte a mettere Tex e i suoi amici in posa come in una fotografia. Tex è un personaggio che molti riconoscono come realistico, per cui Villa è il disegnatore perfetto, capace come pochi di disegnare le persone come fossero vere, e le armi con un dettaglio mai visto prima.

Zagor, purtroppo, non ha avuto la stessa fortuna di Tex, ma questo era inevitabile. Il personaggio aveva perso la bussola già negli anni ottanta… probabilmente Sergio Bonelli non ci credeva più molto.

Moreno Burattini, che ha ereditato il posto di Marcello Toninelli, iniziò a scriverlo affidando dapprima la storia a Francesco Bastianoni, bravissimo disegnatore, ma inadatto al personaggio. La storia definitiva fu invece disegnata da Gallieno Ferri.

Su Dime Press, una rivista dedicata ai fumetti creata da Burattini insieme ai suoi amici, facevano capolino ogni tanto diversi aspiranti disegnatori. Tra di loro c’era Alessandro Piccinelli. Il suo primo disegno vede uno Zagor immobile, con il simbolo sul petto che sembra un adesivo e il volto trasfigurato. Cico, sullo sfondo, è disegnato con stile realistico, ma infantile.

LE NUOVE COPERTINE DI ZAGOR NON REGGONO A QUELLE DI TEX

Lo Zagor statico di Alessandro Piccinelli

 

In qualche modo quel “dna” è rimasto intatto ancora oggi. La realtà è che Piccinelli, come Bastianoni, non è molto adatto a disegnare Zagor. Ci sono disegnatori che funzionano con un personaggio e altri meno.

Burattini aveva già immaginato Piccinelli come erede di Ferri, perché nel n. 500 di Zagor a Ferri fu chiesto di imitare la famosa prima posa di Piccinelli. Il passaggio di consegne è quasi pronto… (notare quanto stoni Ferri “rinchiuso” in un’immagine statica).

“L’omaggio” di Gallieno Ferri ad Alessandro Piccinelli

 

Alcuni lettori chiedono che Zagor torni a essere il personaggio di una volta, vogliono vedere il “vero” volto di Zagor, e spesso invocano Marco Verni e Joevito Nuccio. Si tratta di due lettori diventati autori: Verni scriveva lettere alla rubrica della posta di Zagor, mentre Nuccio era un forumista internettiano.
Marco Verni ha un ripasso di tutto rispetto, veloce e deciso, mentre quello di Joevito Nuccio pare insufficiente (sembra più una matita grossolana).

In definitiva possiamo dire che se una volta le due colonne della Bonelli, Tex e Zagor, potevano confrontarsi alla grande, oggi Tex ha il miglior copertinista esistente e Zagor… be’, forse no.

 

 

5 commenti

  1. Mah… Mi sembra che il De Bonis sia stato un po’ troppo severo nei confronti di Piccinelli. Personalmente ritengo che le copertine di Piccinelli siamo caratterizzate da un apprezzabile dinamismo e che il suo Zagor sia la più fedele interpretazione di quello ferriano.

  2. Io sono mesi che lo dico in tutte le salse. Piccinelli funziona alla grande su Tex, personaggio che si sposa ad uno stile più realistico, ma Zagor ha uno stile grafico che potrebbe essere innovato, ma non snaturandolo completamente. Concordo, conoscendoli di persona ed avendo spesso parlato di questa cosa, che Joevito e Verni non siano (e non si sentano) pronti a raccogliere l’eredità delle copertine, ma l’ultimo pensiero degli zagoriani era di vedere Piccinelli come diaegnatore in pectore. Non ha esperienza e non disegna Zagor. C’erano veterani come Torricelli che potevano aspirare, sia per anzianità che per qualità professionali a quel titolo, ma l’idea di Moreno era quella di avere un trattamento simil Tex ed abbiamo avuto un simil Villa….Purtroppo anch’io, da lettore, non sono convinto della scelta.

  3. Nonostante Piccinelli rimanga un ottimo disegnatore di scuola Villa devo ammettere che anch’io non lo trovi adattissimo a Zagor, forse non lo sarebbe neanche lo stesso Villa. Torricelli che qualcuno ha nominato è bravo ma è molto istabile come stile. Ha fatto cose alla Pratt, talvolta alla John Buscema, Tex alla Galep (caso rarissimo di disegnatore di Tex che si ispira a Galep) e Zagor alla Ferri ma con risultati sullo stesso livello di Verni.
    A me Joevito Nuccio e Barinson non dispiacciono perchè li trovo più personali rispetto ad altri che rimangono degli epigoni, ma forse non sono adatti alle copertine.
    A me piace tantissimo Rubini che ha già fatto molte belle copertine ma nei forum mi è sembrato non troppo amato dai lettori tradizionalisti perchè troppo americano supereroico nello stile e un po’ li capisco. Guardavo un paginone di Zagor/Flash di Gianfelice mi pare, con tutti i nemici, oggettivamente disegnato benissimo con un tipo di disegno e una qualità che non sfigurerebbe su Spiderman o sugli X-men però … non c’era niente del fascino ferriano. Il problema è quello Ferri era unico.

  4. Tante teste tante sentenze, of course, ma personalmente preferisco le covers di Bob Diso a quelle di Fergal
    ( nickname di un giovane Ferri ndr ). Il Mister No di Diso corre sul tetto di un convoglio, ci guarda da un aereo in volo. E’ sempre in movimento. Io sono nato nel 1968 e ricordo le copertine di Alessandrini ( anche le prime schizzatissime ) e quelle di Diso e Ramella e Stano come moderne, sintetiche, cinetiche. Sono spesso splash page ovvero vignette ingrandite – nulla a che vedere con le covers di Morgan Lost per esempio o con i lavori di Batwap Rincione per Dyd – e forse proprio per questo parlano al mio neurone bimbo e lo portano in mondi lontanissimi, come canterebbe Battiato. Piccinelli a me piace. Forse è fuori tempo massimo col suo rifare i Buscema Bros riveduti e corretti al tempo in cui siamo – in fondo il Nat Never di Castellini è del 1991 – ma fa di Zagor un supereroe drammatico contro un cielo in tempesta. Sarebbe stato ideale anche per Lazarus Ledd. Spero incroci il sentiero di Brendon.

  5. Da giovane 30enne dico che Ferri non mi è piaciuto ne nei disegni o nelle copertine, che sembravano sempre troppo statiche, tutte uguali, con pochi dettagli o che non rispecchiassero la storia. Onestamente mi stupirono le ultime copertine che avevano anche colori come sfumature mai viste nelle copertine precedenti (ora non mi ricordo il numero per fare un esempio). Quando lo ho scritto sulla pagina facebook ufficiale di Zagor ci mancava poco che mi venissero a cercare sotto casa per menarmi.
    Detto questo le copertine di Piccinelli sono molto meglio, cioè le apprezzo molto di piú del tipo che vorrei che alcune fossero dei poster.
    Dal cambio di gestione è l’unica cosa che mi piace di Zagor, tutti i nuovi fumetti in formati diversi o che durano sei numeri non mi sono piaciuti infatti ho smesso di comprarli. L’unico che si salva era quello di 6 numeri di Cico.

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