TUTTE LE DONNE IMMORTALATE DA ANDY WARHOL

TUTTE LE DONNE IMMORTALATE DA ANDY WARHOL

Lo stava aspettando sul lato nord di Union Square a New York da almeno tre ore. Quando arrivò, raggiunsero il suo studio in ascensore. Mentre Andy Warhol rispondeva a una telefonata di un amico, la donna estrasse una pistola da un sacchetto di carta marrone e, mentre l’artista gridava “Valerie, non farlo! No! No!”, sparò tre colpi. Un proiettile colpì Warhol al petto, causando ferite interne quasi fatali.

R

 

La mancata assassina di Andy Warhol

Quando fu arrestata, la donna gridò: “Lui ha troppo controllo sulla mia vita!”.
La donna con la pistola si chiamava Valerie Solanas, era una femminista radicale e una scrittrice. Aveva litigato con Warhol a proposito di una sceneggiatura. Warhol sopravvisse, ma questo episodio violento, accaduto il 3 giugno 1968, rappresentò per alcuni la prova che l’artista era un misogino, un manipolatore, un controllore e un distruttore delle donne che lo circondavano.
Ex prostituta, Valerie Solanas era autrice di “Scum manifesto”, libro famoso tra il femminismo più estremista nel quale auspicava la castrazione di tutti i maschi. Dopo la prigione venne reclusa una seconda volta per stalking nei confronti di Warhol e finì più volte in clinica psichiatrica.

S
D’altra parte l’intera opera di Andy Warhol è la testimonianza di grande interesse e partecipazione nei riguardi del mondo delle donne, che gli ha permesso di creare alcune delle immagini più iconiche e durature della femminilità nella storia. Allora qual è la verità? Cerchiamo di capirlo analizzando alcuni suoi ritratti femminili.

 

Marilyn Monroe

Opera tra le più famose e celebrate della pop art, il Dittico di Marilyn del 1962 è composto da due tele argento su cui l’artista ha serigrafato una cinquantina di volte una fotografia di Marilyn Monroe. Le dimensioni monumentali dell’opera catalizzano subito la nostra attenzione. La serigrafia richiama le forme della pittura cristiana bizantina e ci invita ad adorare un’icona leggendaria, la cui immagine Warhol strappa alla cultura popolare e consegna al mondo dell’arte.

M
In questa opera l’atteggiamento ambivalente di Warhol nei confronti del mondo femminile risulta evidente. La parte a colori si potrebbe prestare alla critica di antifemminismo a causa dell’enfasi sulle labbra, i capelli e l’ombretto che rende l’immagine unidimensionale. Warhol trasforma la piattezza della foto pubblicitaria in una “piattezza” emotiva e l’attrice in una specie di automa.

G
D’altro canto la parte in bianco e nero rappresenta l’attrice in un modo che si potrebbe definire spettrale. Warhol realizzò questa opera poco dopo che l’attrice si era suicidata. La morte di Marilyn risuona come un’ossessione in questo dipinto: a sinistra, il suo viso viola, apparentemente truccato, assomiglia a quello di un cadavere, mentre i toni più chiari di alcuni dei volti di destra lo fanno sembrare come se stesse svanendo davanti ai nostri occhi.

 

Elizabeth Taylor

Andy Warhol ha dipinto il primo ritratto di Elizabeth Taylor nel 1962, quando l’attrice era gravemente ammalata di polmonite e si temeva per la sua sopravvivenza. L’intreccio tra glamour e tragedia che caratterizzava la vita della Taylor in quel periodo la rendeva un soggetto perfetto agli occhi di Warhol.

D
Warhol realizzò una serie di lavori su Liz Taylor, all’apice della carriera, utilizzando le fotografie pubblicate dal numero del 13 aprile 1962 della rivista Life, che conteneva il racconto della sua carriera glamour e la contrastata relazione con l’attore Richard Burton. Burton era affascinato della sua bellezza, in particolare dal colore viola degli occhi.

H
Warhol ha enfatizzato le aree intorno agli occhi dell’attrice con un colore verde acqua e le sue labbra con un rosso acceso, per focalizzare all’attenzione del pubblico verso il viso. L’incarnato è impeccabile, i lineamenti perfetti, il sorriso non è dissimile da quello enigmatico della Gioconda.

 

Jackie Kennedy

Nel 1963, nei giorni successivi all’assassinio del presidente John F. Kennedy, Andy Warhol si concentrò sulla figura della first lady Jackie Kennedy, che ancora una volta rappresentava contemporaneamente i temi della tragedia e della bellezza. Warhol selezionò otto fotografie di Jackie dai quotidiani e dalla rivista Life. Due mostravano la sorridente Jackie che indossava un cappellino rosa al suo arrivo con il marito nella fatale Dallas. In altre due, scattate durante il giuramento presidenziale di Lyndon Johnson sull’Air Force One, appariva colpita dalla tragedia e allo stesso tempo determinata.

R
Altre quattro foto la mostravano vestita da vedova, con il velo, al funerale di Stato a Washington. All’inizio del 1964, Warhol iniziò a serigrafare queste fotografie su tele pre-colorate. Tra maggio e novembre aveva realizzato più di trecento esemplari.
“La serie Jackie è iconica come i dipinti di Marilyn”, spiega il gallerista Emmanuel Di Donna. “Non era una star del cinema, ma una regalità americana: giovane, affascinante, la first lady più popolare. Una delle icone di stile più ammirate al mondo, ha influenzato il modo in cui un’intera generazione di donne americane voleva apparire, vestirsi e comportarsi”.

T
La maggior parte dei ritratti furono realizzati in diverse sfumature di blu. Oltre a essere un colore elegiaco, adatto al lutto, il blu è il colore della Madonna: fa apparire Jackie come una versione laica e contemporaneamente una “santa” venerata dalle masse.

 

Brigitte Bardot

Fu la sottile contraddizione tra la Brigitte Bardot pin up e la Brigitte Bardot rivendicatrice di un nuovo ruolo per la donna nella società ad affascinare Andy Warhol.
La serie di otto dipinti venne realizzata su commissione dell’ex marito della Bardot, il playboy Gunther Sachs.

A
Gunter Sachs era il terzo dei quattro mariti di B.B. Quando l’aveva sposata, nel 1966, l’attrice era l’icona assoluta del cinema francese. La coppia divorziò nel 1969.
Andy Warhol fece questo ritratto utilizzando una fotografia del 1959 scattata da Richard Avedon, che ritrae la Bardot all’apice della sua bellezza.

F
I dipinti furono realizzati nel 1974, poco dopo che la star del cinema francese aveva annunciato il suo ritiro dalle scene.
Le Bardot di Andy Warhol hanno i volti dai colori psichedelici e le labbra rosse. Le guance sono perfette, i capelli un groviglio di ombre serigrafiche. La sua bellezza non invecchia, è rimasta congelata in quella foto del 1959, mentre il resto del mondo cammina verso il disfacimento.

 

Jane Holzer

Jane Holzer negli anni sessanta era più famosa di Paris Hilton oggi, aveva più eleganza di Kim Kardashian e appariva sulle copertine di decine di riviste. La direttrice dell’edizione americana di Vogue, Diana Vreeland, la definì “la ragazza più contemporanea che conosco”. “Baby Jane” era stata scoperta dal leggendario fotografo britannico David Bailey nel 1963.

J
L’anno dopo, il giornalista e scrittore Tom Wolf l’aveva definita “ragazza dell’anno”: “È bellissima nel modo più scandaloso. I suoi capelli si sollevano dalla testa in un’enorme corona vaporosa, un’enorme criniera animalesca a incorniciare un viso angelico”.

F
Nel febbraio del 1975, Andy Warhol fece una quarantina di foto istantanee Polaroid alla Holzer, selezionando poi due fotografie. Da queste realizzò un totale di quattro ritratti. Al posto del contante, la Holzer pagò l’artista donandogli un elegante lettone ottocentesco che aveva nella sua casa di Southampton.

 

Carolina Herrera

Una notte a New York nel 1979, la stilista Carolina Herrera stava ballando nella discoteca Studio 54 quando la sua minaudière (borsettina da sera) di Van Cleef & Arpels, placcata d’oro e decorata con diamantini, catturò l’attenzione di Andy Warhol. “Andy l’ha presa e ci ha giocato tutta la notte”, ricorda la stilista.

T
“Quando tornò disse: ‘Se me la dai, ti darò il tuo ritratto in cambio’. Dissi: ‘Prendila, è tua’. E questo fu quanto”. La Herrera posò per Warhol alla Factory. “La Factory era un manicomio organizzato, molto bello nella sua semplicità”, ricorda la Herrera parlando del famoso studio dell’artista.

Y
Andy Warhol scattò dozzine di foto Polaroid della Herrera, le quali avrebbero dato come risultato tre ritratti serigrafati. Il più iconico dei quali ritrae la giovane stilista con labbra rosse lussureggianti, un’elegante pettinatura, una striscia di ombretto blu adatto all’epoca e splendidi orecchini chandelier (sempre di Van Cleef).

 

Liza Minnelli

I colori dello splendido ritratto di Liza Minelli del 1979 sono il rosso per lo sfondo e le labbra, il rosa pesca per la pelle del viso e il nero per i capelli, e per i grandi e bellissimi occhi. Fu realizzato in un periodo molto particolare per Liza, in preda all’alcolismo e alla tossicodipendenza da quando la madre, l’attrice Judy Garland, era scomparsa nel 1969.

D
Nell’opera coesistono due Liza: una è la star del film Cabaret, l’altra è una ragazza fragile e insicura. Liza e Andy si erano conosciuti allo Studio 54, la famosa discoteca di New York della quale entrambi erano assidui frequentatori.

T
“Oggi Liza è venuta nello studio per farsi fare il ritratto. Era un po’ nervosa all’inizio, ma aveva il trucco giusto e tutte le foto sono venute bene”, scrisse Warhol nel suo diario di una sessione fotografica del 1978. In una intervista per Interwiew, la famosa rivista pubblicata dall’artista, Warhol le chiese: “Pensi che sia vanità preoccuparsi così tanto del proprio aspetto?”. La Minnelli rispose: “Stai scherzando? Oggi come oggi non abbiamo altra scelta”.

 

Debbie Harry

Il ritratto della frontgirl del gruppo new wave Blondie, la bella Debbie Harry, è del 1980: inchiostro acrilico e serigrafico su tela.

R
Commentando l’opera, Cheyenne Westphal, presidentessa della Contemporary Art Europe di Sotheby, ha dichiarato: “Il ritratto di Debbie Harry rappresenta il culmine dell’esplorazione di Warhol nella sua fascinazione per le icone femminili. Il potere visivo del giocoso rosa risiede nell’identità enigmatica del soggetto, nella coraggiosa immediatezza del suo fascino e nel suo ruolo di specchio del suo tempo. Debbie Harry in questo ritratto esprime lo status di icona della cultura popolare e, allo stesso tempo, ci mostra Warhol all’apice della celebrità”.

Y
Nel 1980 la tecnica serigrafica di Warhol era, infatti, al suo apice. C’è un perfetto equilibrio tra la nitida rappresentazione del volto con le parti più morbide che modellano le ombre intorno agli occhi, alla guancia e al collo.

 

Greta Garbo

Andy Warhol era un grande cinefilo, aveva realizzato illustrazioni raffiguranti Greta Garbo a metà degli anni cinquanta, prima che la sua carriera di pittore decollasse, e si diceva persino che avesse modellato la sua personalità pubblica sulla solitaria star di Hollywood, che si ritirò dal cinema nel 1941.

D
Warhol incontrò la Garbo proprio negli anni cinquanta in un picnic a New York. Era una signora di mezza età con il foulard e gli occhiali neri. “Lui era troppo timido per parlare”, racconta un testimone, “così ha fatto il disegno di una farfalla e glielo ha consegnato”. “Lei lo guardò stupito”, ricorda un altro testimone, “e alla fine della giornata accartocciò distrattamente il disegno lasciandolo cadere per terra”.

X
Andy raccolse il disegno e vi scrisse: “Farfalla accartocciata da Greta Garbo”. La foto con cui Warhol realizzò questa opera del 1981 è tratta da un fotogramma del film Mata Hari (1931). La famosa spia olandese che, in realtà, era solo una delle tante seduttrici dalla vita tormentata, destinata a una fine tragica interpretata dalla Divina sullo schermo.

 

Grace Kelly

Andy Warhol dipinse il ritratto di Grace Kelly nel 1984, sull’onda della emozione per la recente morte della principessa. L’incidente che le costò la vita avvenne nel 1982: la consorte del principe Ranieri di Monaco viaggiava a bordo di una Rover 3500 in compagnia della figlia Stephanie.

R
L’auto uscì di strada, precipitando lungo una scarpata per una quindicina di metri. La bellezza classica di Grace Kelly è celebrata in questo ritratto vibrante a pochi mesi dalla tragedia. L’immagine è basata su una foto pubblicitaria tratta dal film 14ª ora (1951).

H
In una inquadratura di tre quarti, l’attrice trasformata in regalità pura stupisce lo spettatore con la sua bellezza estremamente femminile. I suoi famosi capelli biondi risaltano sopra ogni cosa, iconizzati nell’immagine in un giallo canarino brillante. Sottili linee di contorno colorate enfatizzano i lineamenti perfetti consegnandola al mito.

 

Scrivi un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.I campi obbligatori sono evidenziati con *

Dichiaro di aver letto l'Informativa Privacy resa ai sensi del D.lgs 196/2003 e del GDPR 679/2016 e acconsento al trattamento dei miei dati personali per le finalità espresse nella stessa e di avere almeno 16 anni. Tutti i dati saranno trattati con riservatezza e non divulgati a terzi. Potrò revocare il mio consenso in qualsiasi momento, integralmente o parzialmente, con effetto futuro, ed esercitare i miei diritti mediante notifica a info@giornalepop.it

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

*