LAST NIGHT – MORTE NELLA NOTTE È UNA PARODIA

Last Night – Morte nella notte

Last Night – Morte nella notte a suo modo è geniale. A meno che qualcuno non abbia perso una scommessa è difficile, forse impossibile, uscirsene con qualcosa di così insensato per puro caso.
No, Last Night è geniale perché, per forza, dev’essere una sorta di parodia…

 

Last Night – Morte nella testa

Last Night – Morte nella notte

Illustrazione per la copertina del romanzo “I am legend” di Richard Matheson (1954)

 

Nel 1954 venne pubblicato il romanzo Io sono leggenda (I Am Legend) di Richard Matheson. Da allora l’opera ha visto parecchi adattamenti sia diretti, come l’orribile film omonimo con Will Smith, sia indiretti. Per esempio, La notte dei morti viventi di George Romero trae parecchia ispirazione dal romanzo di Matheson.

Nel 2009 qualcuno, dopo aver letto Io sono leggenda, deve aver pensato che farne un parodia doveva essere l’idea del secolo. E tanto per non farsi mancare niente e rimarcare il concetto, hanno schiaffato dentro Steven Seagal.

 

Last Night – Morte nella notte

 

Di norma il profumo della (scarsa) qualità cominci a sentirlo quando il film manco inizia e già ti ammorba di spiegazioni. Del resto, perché raccontare quando puoi spiegare, no? Quindi, siamo nel solito sempreverde futuro distopico imprecisato, ma apparentemente non molto lontano.

Il solito, sempreverde Virus-letale™ è dilagato, ha infettato la popolazione (trasformata ovviamente in mostri disumani), non c’è cura e bla bla bla. Una trama così originale, giuro, non s’era mai vista. A ogni modo vengono introdotti i protagonisti Morgan e Dorothy. I due si trovano bloccati nel complesso ospedaliero dove fino a poco tempo prima la stessa Dorothy praticava il tirocinio.

 

 

A loro si uniranno in un secondo momento Ricky, Dylan, Amelia e Charlotte. Gruppetto di sopravvissuti recatosi al suddetto ospedale alla ricerca di medicinali per Charlotte. Attenzione alla svolta: una volta incontratisi, veniamo a sapere che i personaggi hanno giusto una manciata di ore per uscire dall’ospedale, prima che il generatore collassi e chiuda, permanentemente, l’unica via di fuga.
Il genio di Last Night – Morte nella notte comincia già a vedersi da qui.

La scena si sposta all’esterno, nei dintorni dell’ospedale, dove il comandante Tao (Steven Seagal) e il suo gruppo di commando girano alla ricerca di sopravvissuti. L’unico problema è che hanno le ore contate, visto che la città verrà nuclearizzata all’alba.

 

Last Night – Morte nella notte

 

Capito che c’era qualcuno bisognoso del loro aiuto, Tao e i suoi uomini arrivano all’ospedale, dove il gruppo di giovani, diciamo così, è rimasto “intrappolato”. Penetrati nel complesso, quelli del commando iniziano a farsi largo tra i mostri a colpi di spada.

Tao arriva finalmente ai ragazzi e dopo alcune blande, vergognose e discutibili vicende, dal fottìo di gente che erano si ritrovano nel consueto gruppetto finale. Ovviamente i nostri eroi riusciranno a fuggire dall’ospedale giusto in tempo. Sia un attimo prima che le porte dell’ospedale si chiudano definitivamente, sia poco prima che la città venga bombardata.

 

 

Non c’è dubbio, Last Night – Morte nella notte è una parodia di Io sono leggenda. Chiaro come il fatto che molto del suo fascino proviene dall’essere stato scritto da scimmie incatenate a macchine per scrivere. Da un certo punto di vista si tratta di un esperimento affascinante. Tuttavia presenta dei limiti: una scimmia, per quanto addestrata, rimane pur sempre una scimmia.

Anzitutto, il titolo originale di Last Night – Morte nella notte è Against the Dark. Personalmente, l’avrei intitolato Against the Lard, vista la forma smagliante di Steven Seagal. Incrocio tra una eschimese incinta e un salsicciotto con una parrucca appiccicata sulla punta, Seagal è il vero tocco di classe di ‘sto film.

 

Last Night – Morte nella notte

 

Ma andiamo con ordine, prego.

Ammettiamo per un attimo che questi quattro scappati di casa con in faccia il trucco di Halloween comprato dal cinese all’angolo siano dei pericolosissimi zombie-vampiri. Si ritrovano così perché infettati da questo virus iper-epidemico che basta un goccio di sputo per essere contagiati.

 

 

Pur sapendolo, Tao e gli uomini del suo commando vanno in giro armati con le spadine e i cappottini di pelle trendy come unica protezione. Il bello, poi, è che vagano alla rinfusa per le strade piene di mostri a cercare sopravvissuti. A piedi. Senza alcun mezzo, senza alcun supporto tecnologico di qualsivoglia tipo.

Non credo sia il caso di continuare a sottolineare i (troppi) difetti di ‘sto film. Tuttavia è interessante notare come sia proprio il perno centrale della trama a essere la cosa più assurda in assoluto.

 

 

Tralasciando l’inutile ridondanza del doppio countdown, il punto è che i personaggi hanno le ore contate. Il generatore dell’ospedale è ridotto al limite, e manca poco prima che l’uscita di sicurezza si chiuda. Nel film si continua a sottolineare che quella sia l’unica via di fuga. Ok. Su carta, magari è anche un bel modo per dare un senso d’urgenza al tutto.

Ma questa cosa è accettabile (fino a un certo punto) per Morgan e Dorothy. E gli altri personaggi? Dylan, Rick e soci che sono andati all’ospedale alla ricerca di medicinali da dove sono entrati? Da una finestra. Sicuro non dalla fantomatica “unica via di fuga”. Il grande comandante Tao e il suo gruppo di soldati sufficientemente cazzuti? Lo stesso.

In pratica chiunque entra ed esce da lì da qualunque porta o finestra. Allora perché mai ai personaggi dovrebbe importare di quella stramaledetta uscita di sicurezza, dato che potrebbero benissimo andarsene da qualsiasi parte?

 

Last Night – Morte nella notte

 

A confronto di Last Night – Morte nella notte, guardare i treni che passano è adrenalina pura.
Tra un trama piatta, fatta di cliché cuciti alla meno peggio e uno Steven Segal minaccioso quanto un anziano che agita una pantofola, l’esperimento con le scimmiette e le macchine per scrivere non è che si possa dire riuscitissimo.

Questo, oppure le scimmie sono riuscite a tirar fuori una comicità tanto avanti che ci manca ancora uno step evolutivo prima di riuscire a comprenderla. Vallo a sapere.

Ebbene, detto questo credo che sia tutto.

Stay Tuned, ma soprattutto Stay Retro.

 

Scrivi un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.I campi obbligatori sono evidenziati con *

Dichiaro di aver letto l'Informativa Privacy resa ai sensi del D.lgs 196/2003 e del GDPR 679/2016 e acconsento al trattamento dei miei dati personali per le finalità espresse nella stessa e di avere almeno 16 anni. Tutti i dati saranno trattati con riservatezza e non divulgati a terzi. Potrò revocare il mio consenso in qualsiasi momento, integralmente o parzialmente, con effetto futuro, ed esercitare i miei diritti mediante notifica a info@giornalepop.it

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

*