LA PIÙ TRISTE CANZONE D’AMORE

LA PIÙ TRISTE CANZONE D'AMORE

Quasi tutte le canzoni degli ultimi settant’anni sono canzoni d’amore, persino la Blue Suede Shoes di Carl Perkins che fece notare al mondo Elvis Presley tutto sommato è una canzone d’amore, anche se per un paio di scarpe.

Puoi bruciarmi la casa
rubarmi l’auto
bere il mio liquore
[…] Insomma, fa’ quello che ti pare
ma oh!, dolcezza
Lascia stare le mie scarpe [scamosciate blu].

Com’è da aspettarsi e proseguendo una antica tradizione che risale ai trovatori medievali, buona parte delle canzoni d’amore sono lamenti.

Mia Martini: Piccolo uomo non mandarmi via / Io piccola donna morirei / È l’ultima occasione per vivere / Vedrai che non la perderò – e no

Patty Pravo: Folle, folle, folle idea di averti qui / mentre chiudo gli occhi e sono tua. / Pazza idea, io che sorrido a lui / sognando di stare a piangere con te

Claudio Monteverdi (1567-1643): Lasciatemi Morire / E che volete che mi conforte / in cosi dura sorte / in cosi gran martire / Lasciatemi morire!

Jimmy Ruffin: What becomes of the broken-hearted / Who had love that’s now departed?

E decine di migliaia d’altre.

Ma c’è una canzone che è forse al tempo stesso la più delicata, struggente e triste canzone d’amore mai scritta. È di Gordon Lightfoot, cantautore canadese soprattutto noto per If You Can Read My Mind (canzone che da cinquant’anni racconta sempre uguale la separazione dalla propria moglie): si intitola Talking In Your Sleep (1971). Racconta di un nome sognato e pronunciato dalla propria donna, qualcosa di detto e non detto nel sonno che il giorno dopo lascia attoniti entrambi (I don’t believe we’ve had a word all day / ‘Bout anything at all). Per motivi mai svelati, Lightfoot accompagna la parte strumentale canticchiando in modo quasi incomprensibile Take a potato, take a potato. Anni fa ho letto da qualche parte che il cantautore non vuole parlare di questa canzone, forse perché non c’è niente da dire.

I heard you talking in your sleep / Is there anything that I can do / I don’t believe we’ve had a word all day / ‘Bout anything at all

I heard you talking in the night / That’s right, yes I heard ya call / Though I could hardly hear the name you spoke / It’s a name I don’t recall

I heard you softly whisper / I reached out to hold you near me / Then from your lips there came that secret / I was not supposed to know

I heard you talking in the night / That’s right, yes I heard ya call / Though I could hardly hear the name you spoke / It’s a name I don’t recall

I heard you talking in your sleep / Is there anything that I can do / I don’t believe we’ve had a word all day / Bout anything at all

(Copyright © Andrea Antonini, Berlino, 2020. Immagine di apertura, elaborazione di una pubblicità degli orologi Loridal, “Gli orologi dell’appuntamento”, anni sessanta).

 

2 commenti

  1. meglio Mandy – Barry Manilow

    Ricordo tutta la mia vita
    Che scende come pioggia ghiacciata
    L’’ombra di un uomo
    Un viso attraverso una finestra che piange nella notte
    La notte che scende

    La mattina è solo un altro giorno
    La gente felice mi passa accanto
    Guardando nei loro occhi
    Trovo un ricordo, non ho mai capito
    Quanto tu mi abbia reso felice

    Beh Mandy
    sei arrivata e hai dato senza prendere
    Ma ti ho mandato via
    Beh Mandy
    Mi hai baciato e i hai fatto smettere di tremare
    E ho bisogno di te oggi. Oh Mandy!

    Sto in piedi sull’’orlo del tempo
    Me ne sono andato quando avevo l’’amore
    Intrappolato in un mondo in salita
    Le lacrime sono nella mia mente
    E niente fa rima

    Beh Mandy
    sei arrivata e hai dato senza prendere
    Ma ti ho mandato via
    Beh Mandy
    Mi hai baciato e i hai fatto smettere di tremare
    E ho bisogno di te oggi. Oh Mandy!

    Altre traduzioni di Barry Manilow
    Copacabana (At The Copa)
    Can’t Smile Without You

    Riproduci “Mandy”
    su Amazon Music Unlimited (ad)

  2. Considero più triste “If You See Her, Say Hello” di Bob Dylan perché il soggetto oltre ad aver perso l’amore sembra abbia perso proprio la voglia di lottare per l’altra persona, tranne nell’ultimo verso dire:
    “If she’s passin’ back this way, I’m not that hard to find, Tell her she can look me up if she’s got the time.”
    Letteralmente “Se dovesse passare da queste parti, non è così difficile trovarmi dille che può cercarmi se ne ha il tempo”, quindi fa capire che alla fine vorrebbe rivederla.
    De Gregori ne ha fatta una traduzione più poetica ancora.

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