LA MERKEL SCONFITTA DALLA LEADER ANTI-MIGRANTI

LA MERKEL SCONFITTA DALLA LEADER ANTI-MIGRANTI

La clamorosa sconfitta della Cdu, il partito di Angela Merkel, alle elezioni regionali per il rinnovo del parlamento in Meclemburgo-Pomeriana, land tedesco in cui Angela Merkel ha il suo collegio per il Bundestag, rappresenta una sveglia per l’Europa, per la Germania, ma soprattutto per la cancelliera.

A impensierire i cristiano–democratici, infatti, non è solamente il misero 19,1% conquistato alle urne, una bazzecola rispetto al 30,4% dei socialdemocratici della Spd, ma l’affermazione, come vera novità politica, della destra populista, l’Alternativa per la Germania (Afd) che ha ottenuto un impensabile 21,4% di consensi.

Questa nuova formazione politica, alla sua prima apparizione nel land ex Ddr, sostiene fortemente posizioni anti-migratorie in aperto contrasto alle politiche di accoglienza avviate dalla Merkel un anno fa, con l’apertura delle frontiere ai rifugiati rimasti bloccati in Ungheria.

Proprio il tema degli immigrati è alla base della grave sconfitta dei cristiano-democratici: sebbene in questo territorio vi siano circa 22mila rifugiati e rappresentino poco più del 4% del totale, l’Afd, cavalcando i malumori e i timori della popolazione, ha inasprito la campagna elettorale dichiarando a gran voce il proprio “no” alla “immigrazione di massa” e alla “islamizzazione del paese”.

A guidare la battaglia perché “la Germania resti il Paese dei Tedeschi” è stata la segretaria dell’Afd Frauke Petry, classe 1975. La quale ha definito Alternativa per la Germania ”un partito “liberalconservatore”, cercando di smarcarsi da quell’immagine di formazione politica vicina agli ambienti dell’estrema destra tedesca.

Nonostante il tentativo di darsi un volto presentabile, la dirigenza di Afd annovera tra le proprie fila alcune personalità che si sono contraddistinte per la radicalità delle loro posizioni. La stessa Petry, in passato, si è dichiarata favorevole, per esempio, all’impiego di armi per fermare i profughi alla frontiera.

Quanto accaduto in Germania rischia di non essere un caso isolato. Altre forze populiste rumoreggiano in tutta Europa. Sale quindi la preoccupazione in tutte le cancellerie europee per un possibile effetto-contagio e si attende con apprensione il voto per le presidenziali in Austria, dove potrebbe spuntarla Norbert Hofer le cui dichiarazioni di fuoco contro l’Unione Europea e i migranti sono ben note, e il referendum ungherese per impedire la ripartizione dei richiedenti asilo tra gli Stati membri.

Scrivi un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.I campi obbligatori sono evidenziati con *

Dichiaro di aver letto l'Informativa Privacy resa ai sensi del D.lgs 196/2003 e del GDPR 679/2016 e acconsento al trattamento dei miei dati personali per le finalità espresse nella stessa e di avere almeno 16 anni. Tutti i dati saranno trattati con riservatezza e non divulgati a terzi. Potrò revocare il mio consenso in qualsiasi momento, integralmente o parzialmente, con effetto futuro, ed esercitare i miei diritti mediante notifica a info@giornalepop.it

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

*