LA FISICITÀ DI EVA GRIMALDI

LA FISICITÀ DI EVA GRIMALDI

Dopo l’incontro cinematografico con Federico Fellini  nel film “Intervista”, Eva Grimaldi venne definita “la nuova Anita Ekberg”. Lei stessa ha raccontato in un’intervista a Roberta Damiata, pubblicata sul settimanale F, che per apparire formosa come l’attrice svedese celebre per il bagno nella fontana di Trevi, prima del provino riempì il reggiseno con qualsiasi cosa per aumentarne il volume. Il Maestro riminese scoprì subito il trucco, ma le diede ugualmente la parte.

In seguito, Eva Grimaldi è riuscita a costruirsi una carriera dignitosa nonostante un inizio con il botto che avrebbe potuto al contrario troncarla sul nascere. La maggior parte delle pellicole a cui ha preso parte non sono proprio dei capolavori, ma, come ha dichiarato alla giornalista Laura Saltari in un’intervista pubblicata sul settimanale Tutto, “alcuni film li ho fatti perché dovevo pagare le bollette, vivere, vestirmi”.

Tuttavia tra le interpretazioni di Eva Grimaldi non mancano quelle in opere di registi importanti e se pure non ha avuto le stesse opportunità di alcune sue colleghe (perlomeno in termini di visibilità dei film), si è destreggiata con un certo talento tra vari generi: dall’erotismo all’orrore alla commedia, dando buona prova di sé anche come soubrette.
Vediamo alcune delle sue migliori interpretazioni cinematografiche e televisive.

LA FISICITÀ DI EVA GRIMALDI

 

Eva Grimaldi (Milva Perinoni è il suo vero nome), nata in provincia di Verona, si diploma in ragioneria ma ha in testa l’idea di sfondare nel mondo dello spettacolo. Si iscrive a un corso di danza moderna e di recitazione e comincia a far girare le proprie fotografie. Una di queste viene vista dall’agente Alberto Tarallo che la fa uscire sulla copertina di Playmen.
Un mese dopo Eva Grimaldi riceve la telefonata di Silvio Berlusconi e nel 1986 partecipa allo show di Italia 1 Drive In. La televisione non le interessa più di tanto, vuole il cinema. Lascia la trasmissione di Antonio Ricci quando viene scelta da Federico Fellini per il film Intervista, uscito nel 1987, anche se si tratta di un piccolo ruolo.
Appare prima nella sequenza nella quale Maurizio Mein, storico aiuto regista di Fellini, prende la metropolitana a Roma per cercare volti nuovi che possano apparire nel film tratto dal romanzo di Kafka America (progetto felliniano mai realizzato). Non compare però in carne e ossa, ma solo in una serie di manifesti nei quali è ritratta con una profonda scollatura, che vediamo scorrere fuori dal treno. Poi è una delle donne che si presentano all’audizione nella sequenza dell’allarme bomba.
Da notare che anche nel filmato Cinecittà, la casa di Federico Fellini (di Roberto Mannoni) una fotografia della Grimaldi si nota tra le tante appese nello studio del Maestro (spiccano quelle di Roberto Benigni, Alessia Marcuzzi, Anna Falchi, Paolo Villaggio e Lara Wendel).
Nello stesso periodo Eva Grimaldi ottiene il ruolo da protagonista nel film di Joe D’Amato (che si firma Danilo Donati) La monaca nel peccato, molto liberamente tratto dal romanzo “La monaca”, di Denis Diderot.
Secondo alcune riviste Eva Grimaldi sembra intenzionata ad affermarsi come la nuova “bomba erotica” del cinema italiano, tanto che Tinto Brass le avrebbe offerto un ruolo in un suo film. Partecipazione che in realtà non si è mai concretizzata.

 

Intanto però interpreta una contessa “inavvicinabile” nel film per la tv in due puntate Ferragosto Ok (in cui le fanno citare addirittura Woody Allen), del 1986, diretto da Sergio Martino. Ambientato in un hotel della costa adriatica, racconta le vicende sentimentali e comiche dei villeggianti e del personale dell’albergo.

 

Forse per via della partecipazione a Intervista, Eva Grimaldi nel 1988 prende parte come ospite a una puntata del varietà di Rai Due Cinema che follia! (regia di Antonello Falqui), esibendosi in un balletto dedicato proprio ai film del regista di Rimini. Alcune immagini si possono vedere inframezzate all’intervista che le è stata fatta durante la trasmissione Quelle brave ragazze, andata in onda su Rai Uno il 13 giugno del 2018.

 

Nello stesso periodo lavora in una serie di pellicole di vario genere, tra le quali si segnala l’horror Quella villa in fondo al parco (1988), di Giuliano Carnimeo. A Santo Domingo, uno scienziato sta compiendo esperimenti genetici su topi e scimmie. Introducendo il seme di un ratto nell’utero di una scimmia riesce a creare un ibrido. Il problema è che l’ibrido si rivela scaltro, intelligente e assetato di sangue. Ma non basta: attraverso le unghie trasmette un veleno micidiale, capace di provocare una lectospirosi fulminante. Tempo dopo, nella stessa isola vengono uccisi un uomo e una fotomodella, Peggy, impegnata in un servizio fotografico insieme al fotografo Mark e alla collega Marlis. Quella villa in fondo al parco è un film piuttosto godibile, diretto con mano sicura, l’atmosfera e la tensione non mancano e la Grimaldi, nel ruolo di Marlis, mostra un notevole sex-appeal.

 

Del 1988 è il soft-core Intimo, diretto dal produttore Remo Angioli, che viene affiancato dal regista Beppe Cino (i due nello stesso anno realizzano un film simile, Fatal Temptation, con Loredana Romito). In questa pellicola di derivazione brassiana, ma con evidenti riferimenti anche a Nove settimane e mezzo, Eva Grimaldi interpreta Tea, cameriera e modella, divisa tra il suo ragazzo e una serie di avventure erotiche.

 

Sempre deI 1988 è Mia moglie è una bestia, diretto da Castellano e Pipolo. Eva Grimaldi è Huc, una bellissima donna preistorica ibernata. Durante una vacanza in montagna, il pubblicitario in crisi Gianni (Massimo Boldi) la trova in una grotta e la scongela. I due si innamorano e, grazie a Huc, Gianni guarisce dall’esaurimento nervoso che lo affligge.

 

Sul versante sexy-comico Eva Grimaldi recita, a fianco di Renzo Montagnani, nell’episodio La scelta del film Rimini Rimini – Un anno dopo (1988), regia di Bruno Corbucci.

 

Nell’episodio Suona che ti passa (trasmesso il 29 dicembre del 1989) della serie tv in 13 episodi di Rai Uno Il vigile urbano (protagonista Lino Banfi, regia di Castellano e Pipolo), la Grimaldi è la donna di un musicista (ancora Boldi) che vuole suicidarsi perché lei lo ha lasciato.

 

Abbronzatissimi (1991, Bruno Gaburro) è un’altra discreta commedia vacanziera a episodi della carriera cinematografica di Eva Grimaldi. Questa volta il partner è Franco Oppini.

 

Nel 1992 escono due film scarsi dal punto qualitativo e che non sfondano al botteghino. Il primo è Mutande pazze, una commedia che vorrebbe ironizzare sull’ambiente dello spettacolo attraverso le vicende di quattro donne che inseguono il successo. La Grimaldi è Stefania, disposta a tutto pur di fare l’attrice. La regia, inconsistente, è di Roberto D’Agostino, mentre tra gli interpreti spiccano Monica Guerritore, Marisa Merlini, Sergio Vastano, Giovanni Visentin e Raoul Bova.

 

Cattive ragazze riesce a essere persino più brutto. Prodotto dallo scopritore della Grimaldi, l’agente Alberto Tarallo, per accontentare Marina Ripa di Meana che vuole esordire dietro la macchina da presa, è una specie di commedia d’azione con personaggi stravaganti e una spruzzata di erotismo. Eva Grimaldi è la protagonista nei panni di Alma, costretta a fuggire perché la suocera assolda un killer per ucciderla. Anche in questo caso gli attori (Florence Guérin, Burt Young, Anita Ekberg, addirittura le pop-star americane Kid Creole e Apollonia Kotero) sono del tutto sprecati. La produzione di Cattive ragazze è stata inoltre una delle ultime a usufruire del famigerato articolo 28 della legge cinema (abrogato nel 1994), che consentiva ai film ritenuti di particolare interesse artistico e culturale di essere finanziati con il contributo statale.

 

Eva Grimaldi e Jerry Calà nel 1993 recitano in coppia nella commedia vacanziera Abbronzatissimi 2 – Un anno dopo, realizzato dallo stesso regista, Bruno Gaburro.

 

La Grimaldi in più di un’occasione è stata impegnata in produzioni francesi. Ricordiamo per esempio i film Giorni felici a Clichy (1990), di un grande regista come Claude Chabrol, e Soldi proibiti (1995), diretto da Jean-Marie Poiré e con protagonisti Gérard Depardieu e Christian Clavier. Nel 1995 poi ha un ruolo di rilievo nell’episodio Arsenio Lupin e il dottor Freud (Rencontre avec le docteur Freud), il quarto della serie tv Les Nouveaux Exploits d’Arsène Lupin, prodotta dal canale nazionale France 3.

 

Nel 1996 è la protagonista dello spot per il collant Sanagens a comprensione graduata Eva Lineasnella.

 

Eva Grimaldi è stata una delle prime soubrette televisive di Pingitore: ha infatti debuttato nel programma Per chi suona la campanella (otto puntate trasmesse nel 1987 da Rai Due). Dieci anni dopo ha partecipato come protagonista a una puntata del varietà del Bagaglino Viva le italiane (1997, Canale 5). Per la regia di Pingitore nello stesso anno entra a far parte del cast di Ladri si nasce, un film per la tv trasmesso da Canale 5, che ottiene un grande successo con oltre nove milioni di spettatori. Gran parte dei fedelissimi attori del Bagaglino replicano con Ladri si diventa, che Canale 5 manda in onda in una sola serata nella primavera del 1998. La regia questa volta è firmata dall’esordiente Fabio Luigi Lionello, figlio di Oreste Lionello, che è uno degli interpreti insieme a Maurizio Mattioli, Martufello, Pippo Franco, Adriana Russo, Piero Natoli e Andrea Roncato. Costruito sulla falsariga del capolavoro di Mario Monicelli I soliti ignoti, ha per protagonisti quattro amici con qualche problema finanziario che decidono di rapinare una banca. Eva Grimaldi è Vanessa, un’attrice a cui viene affidato l’incarico di sedurre il direttore.

 

Insieme a Mandala Tayde e Alba Parietti, la Grimaldi è ancora diretta da Pingitore in un altro film per la tv, Tre stelle, trasmesso in due puntate nel gennaio del 1999 da Canale 5. Sceneggiato dallo stesso regista, che pesca nei ricordi d’infanzia, racconta le vicende, anche sentimentali, di tre attrici durante il periodo fascista.

 

Nuovamente insieme alla compagnia del Bagaglino, nel 2001 Eva Grimaldi divide il palcoscenico con le colleghe soubrette Nathaly Caldonazzo, Pamela Prati e Milena Miconi nello show di Pingitore Saloon. Il primo realizzato non nello storico Salone Margherita ma negli studi di Cinecittà, viene presentato dall’autore e regista come uno spettacolo “allegro e turbolento, popolato di donnine, pistoleri, strimpellatori, lestofanti, buffoni, eroi e truffatori”.

 

 

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