LA FIGHETTERIA DELL’ANTIRAZZISMO

LA FIGHETTERIA DELL’ANTIRAZZISMO

Secondo la fighetteria, sempre in agguato per proporsi come il meglio che c’è, gli italiani sarebbero razzisti.

Una volta, parlando con una ragazza che tampinavo, mi sono messo a prendere in giro i pregiudizi di chi accusa gli zingari di essere ladri (o rom, come si dice oggi, anche se non tutti gli zingari sono rom). Lei mi rispose freddamente: “Guarda, vicino a casa mia c’è un campo di zingari. Una zingara mi ha rapinato due volte, puntandomi un coltello alla gola”. Avrei potuto ribattere che non bisogna fare di ogni erba un fascio, invece me ne sono stato zitto perché ad abitare vicino al campo rom c’era lei, non io.

Un’altra volta, parlando con un tizio in attesa dal medico, ho preso in giro i pregiudizi sugli immigrati, che all’epoca non venivano ancora chiamati migranti (bisogna darsi una calmata con la moda di cambiare le parole pensando che le vecchie siano “brutte” e le nuove “belle”). Lui mi rispose mestamente: “Guarda, io sono un manovale disoccupato. Nel cantiere dove lavoravo hanno messo dei nordafricani che presumo paghino meno di quanto prendevo io”. Non ho indagato ulteriormente, non so cosa ci sia di vero in faccende come questa perché non sono in competizione professionale con gli immigrati, i migranti o come si chiamano adesso. Avrei comunque potuto ribattere che forse la colpa era del “padrone”, il quale magari pagava i nordafricani in nero, ma neanche stavolta l’ho fatto perché non ero nei suoi panni. Insomma, per usare una famosa espressione inurbana e scorrettissima di Roberto D’Agostino, non mi piace “fare il frocio con il culo degli altri”.

Ricordo bene che quel manovale non aveva detto sporchi nordafricani, come la mia amica non aveva detto sporchi zingari. E non avevano fatto alcun commento sulla “razza”, qualunque cosa questa parola voglia dire.

25 anni fa molti immigrati, allora si chiamavano ancora così, provenivano dall’Europa orientale. In quel periodo lessi una statistica ufficiale del ministero dell’Interno dove erano registrati i (non molti) casi di xenofobia. Nel Nord, dove peraltro il numero degli immigrati è sempre stato superiore al resto dell’Italia, praticamente non c’erano stati casi di xenofobia. Il 90% era avvenuto a Roma o nel Lazio, e tra gli immigrati maggiormente presi di mira c’erano i polacchi. Ora, i polacchi sono generalmente più pallidi di noi e hanno i capelli biondi: mi pare difficile applicare a questi casi l’etichetta di “razzismo”. Adesso le cose sono diverse, la stragrande maggioranza dei migranti viene dall’Africa e da certe zone dell’Asia. Ma se oggi avviene il criminale pestaggio di un migrante africano, cosa cambia nella sostanza da quando capitava la stessa cosa ai biondi polacchi? Siamo sicuri che c’entri il razzismo? La motivazione è davvero il colore della pelle?

Il razzismo di oggi è stato inventato da chi ha deciso di sostenere la migrazione, nel senso che è contrario alle politiche che vorrebbero limitarla. Io non sostengo, ma neppure critico la volontà di favorire la migrazione dal Sud del mondo. Dico però che non è legittimo accusare di razzismo le persone che la pensano in modo diverso. Non parlo dei pochissimi che picchiano i migranti, che in quanto delinquenti è corretto dirne peste e corna, parlo di chi ritiene giusto rendere difficile l’ingresso ai migranti.

Io incontro spesso dei migranti, ma non ho mai visto sgarberie nei loro confronti. Siccome le donne musulmane sui mezzi pubblici sono spesso circondate dai figli, anche molto piccoli, mi capita di vedere la gente prodigarsi per aiutarle quando è il caso. A volte le donne che hanno aiutato una musulmana a fare scendere un passeggino dal pullman (io non intervengo perché gli uomini non possono avvicinarle) proferiscono frasi del tipo: “Poveretta, chissà come fa con tutti quei figli… purtroppo in Italia non c’è lavoro neppure per noi”. Non mi sfugge che dietro la frase compassionevole ci sia una velata critica verso la politica sui migranti, considerata troppo permissiva. Chi pronuncia frasi come questa implicitamente vuole dire: “I migranti sono troppi”. Io considero questa opinione legittima, non dico che sia giusta o sbagliata, dico semplicemente che una persona ha il diritto di averla.

In Italia c’è sempre il desiderio di volerci dividere tra angeli e demoni. Chi la pensa in maniera diversa da quella signora non guarda neppure al fatto che abbia aiutato la migrante (peraltro una migrante stanziale forse sarebbe meglio chiamarla immigrata), ma si attacca unicamente alla sua frase finale e affermerebbe impettito: “Chi vuole porre dei limiti alla politica di accoglimento degli immigrati è razzista. Chi dice ‘io non sono razzista’ e poi aggiunge un ‘ma’, in realtà è razzista”. Insomma, per essere antirazzisti bisogna essere puri come lui: mai un ‘se’ o un ‘ma’. Mai.

Chi fa tali affermazioni evidentemente non sa di essere un piccolo fanatico e che, se c’è in giro un razzista, questi è proprio lui. Lui che vuole creare degli italiani razzisti per disprezzarli e innalzare se stesso a intrepido eroe antirazzista privo di dubbi. (Questo non significa che non esistano italiani razzisti veri e propri che credono nella inferiorità degli africani, ma oggi sono un numero davvero irrilevante). A me questo autonominato “antirazzista” che tuona continuamente contro gli altri italiani, milioni di italiani, comincia davvero a starmi sulle scatole, proprio perché si tratta di un intollerante. Intendiamoci, fa benissimo a essere a favore dei migranti e a prodigarsi per essi (qualora lo faccia davvero), fa invece malissimo a declassare al rango di mostri chi non la pensa come lui.

Il fatto più grave è che essere considerati razzisti esaspera chi, a torto o a ragione, si sente in pericolo a causa della vicinanza di grandi concentrazioni di immigrati senza occupazione oppure chi, sempre a torto o a ragione, ritiene che i migranti facciano scoppiare una guerra tra poveri nella ricerca del lavoro, aumentando la concorrenza e contribuendo a tenere bassi i salari. O che dirottino verso di loro risorse economiche che, per esempio, potrebbero essere usate per aumentare gli asili nido o costruire case popolari per le giovani coppie. A torto o a ragione sempre più persone, soprattutto quelle più povere e quindi a maggior contatto con i migranti, la pensano così.

L’esasperazione per non essere prese sul serio dai partiti politici tradizionali porta queste persone a votare per i partiti populisti come il Fronte Nazionale in Francia, che all’inizio degli anni ottanta ha fatto sparire il Partito comunista francese sottraendogli l’elettorato proletario e che, recentemente, è arrivato al 35% dei voti nel ballottaggio alle presidenziali. Il referendum sulla Brexit, indetto per motivi completamente diversi, ha visto la questione dei migranti al primo posto nei dibattiti politici, e come risultato abbiamo che la Gran Bretagna ha deciso di uscire dall’Unione Europea per cercare di limitarli. Anche in Italia milioni di persone, non prese sul serio e continuamente tacciate di razzismo, vanno a ingrossare l’elettorato di partiti che non ispirano sempre grande fiducia.

È il caso di aumentare il numero degli italiani esasperati e quindi portare, prima o poi, i partiti populisti al potere? Oppure sarebbe meglio non definire razziste milioni di persone e prendere sul serio le loro posizioni, senza necessariamente accoglierle? Meglio continuare a fare i fighi proclamandosi antirazzisti in mezzo a un mare di razzisti immaginari, o confrontarsi senza demonizzazioni? Io sarei per la seconda opzione.

La situazione è ormai talmente grave che mi viene in mente una esortazione attribuita, se non sbaglio, a Solone. “Quando lo Stato è diviso in due fazioni entrambe in errore”, cito a memoria, “vanno puniti gli uomini savi che non si aggregano a una di esse”. Nel senso che, quando il mondo è nelle mani di gruppi di pazzi, devi fingerti pazzo anche tu per cercare, almeno, di limitare le sciocchezze del gruppo che hai scelto. Di sicuro, ponendo che io sia savio, non mi infilerò nella fighetteria.

Corteo antirazzista organizzato l’11 maggio 2017 per le tre povere ragazze rom bruciate vive a Roma. Una videocamera di sorveglianza aveva inquadrato l’assassino: un altro rom che ha lanciato una bottiglia incendiaria sul camper dove dormivano le ragazze. Ma per questi manifestanti i responsabili sono comunque “i razzisti”, cioè gli assassini sono i milioni di italiani che vorrebbero limitare il numero dei migranti


Detto questo, apro una questione strettamente collegata ancora più importante.
Inviterei a guardare in maniera non ideologica, cioè non solo per colpevolizzare l’occidente “razzista”, i mali dell’Africa prima che sia troppo tardi.

Ancora pochi anni fa si sosteneva che gli africani facessero la fame perché gli occidentali li sfruttavano. Magari fosse così: in tal caso gli occidentali costruirebbero delle fabbriche e gli africani percepirebbero uno stipendio, per quanto modesto. Ma gli investitori hanno orrore della corruzione africana, peggiore persino di quella italiana, e quindi in Africa non creano posti di lavoro.
Li sfruttiamo, allora, pagando poche lire i loro prodotti agricoli? Neppure. Per esempio, qualche anno fa alcune cooperative di donne in Marocco riuscivano a raggranellare un bel po’ di soldini vendendo i loro prodotti ortofrutticoli agli europei. Allora l’Unione Europea ha aumentato i dazi per l’importazione di quei prodotti, dato che facevano concorrenza a quelli dei nostri contadini. Di conseguenza, le cooperative agricole gestite dalle marocchine sono fallite.

Oggi si tira continuamente in ballo la storia della desertificazione, causata dal riscaldamento globale dovuto a sua volta dallo sfrenato consumismo degli occidentali, che avanza in Africa distruggendo le coltivazioni. Qui basta andare a vedere le statistiche dei vari paesi africani per verificare che, invece, la produzione agricola è aumentata ovunque, ed enormemente (malgrado il riscaldamento globale).

Qual è, allora, il vero problema dell’Africa (a parte alcune interminabili guerre scatenate soprattutto da fanatici islamici contro cristiani o altri islamici) che gli antirazzisti non citano mai?
La demografia.

Negli anni sessanta, per esempio, la Nigeria aveva 50milioni di abitanti come l’Italia. Oggi l’Italia ha 60 milioni di abitanti e la Nigeria quasi 200milioni. Tra soli dieci anni, la Nigeria avrà altri 50milioni di abitanti in più. La resa dell’agricoltura, come detto, è aumentata enormemente grazie alle nuove sementi e alle tecniche importate dall’occidente, ma non può stare al passo con una simile esplosione demografica: un campo coltivato più di tanto non può produrre. Se non si risolve il problema demografico, la migrazione di oggi sembrerà niente rispetto a quello dei prossimi anni.

Perché nessuno parla di questo enorme problema e non cerca di affrontarlo? I cattolici non diranno mai che la soluzione dei problemi africani è fare meno figli, perché per loro solo parlare di contraccezione è peccato. La Chiesa ha una presenza importantissima in Africa e il mondo degli antirazzisti professionali, pur fondando le radici nella generazione del sessantotto, ha perso la propria connotazione laica per legarsi alla Chiesa nell’affrontare questo specifico tema. Così, per non incrinare l’unità del fronte degli antirazzisti immaginari e dei cattolici, non si può assolutamente parlare di controllo delle nascite.
Ormai l’argomento è diventato tabù, e questo fatto stesso è un crimine contro l’umanità. Inoltre, secondo il punto di vista del tutto ideologico degli antirazzisti, l’ingresso massiccio di migranti è un fatto positivo sotto il profilo economico, culturale, morale e perfino estetico, quindi sarebbe assurdo limitarlo. Purtroppo il disinteresse per il problema demografico provocherà, e già lo sta facendo, l’affogamento dell’Africa nella propria popolazione fuori controllo. Data la crescita demografica esponenziale, l’Africa non si salverà nemmeno con migrazioni molto più grandi di quelle che vediamo oggi.

A questo punto gli antirazzisti mi risponderebbero: “Il vero problema è il barcone che sta affondando in questo momento nel Mediterraneo”.
Il che è senz’altro vero. Ma ci sarà mai l’occasione per parlare del pericolo demografico?
Risposta: “Il problema demografico ce l’ha solo l’Europa che fa sempre meno figli, semmai i migranti potranno riempire gli spazi rimasti vuoti e un giorno pagarci la pensione con i loro contributi. Quanto all’Africa, si trova nello stato attuale a causa della desertificazione dovuta dal riscaldamento globale provocato dal ricco occidente, e dalle guerre provocate sempre dagli occidentali per vendere le loro armi”.
A parte il fatto che la guerra civile del piccolo Ruanda, nel 1994, provocò un milione di morti (su una popolazione di sei milioni) praticamente con l’uso dei soli machete, io non considero gli africani delle marionette e quindi penso che la guerra la facciano per i motivi loro, piuttosto che per fare “contenti” noi occidentali.

Be’, io credo che si debba fare qualcosa e avanzo una timida proposta.
La Cina, che aveva lo stesso problema dell’Africa, negli anni ottanta ha adottato la politica del figlio unico. Nessuna coppia poteva generare più di un figlio: dura lex, sed lex.
Secondo le statistiche economiche, negli anni settanta i cinesi avevano lo stesso reddito degli indiani, mentre adesso i cinesi comprano l’Inter e il Milan e hanno soppresso la legge del figlio unico perché non ne hanno più bisogno, in quanto la bomba demografica è stata disinnescata.
Perché, in cambio di incentivi economici da parte dei paesi più ricchi, gli africani non vengono spinti a fare lo stesso?

Mi massacrerebbero all’istante: “Non siamo più gli occidentali colonialisti che ordinano agli africani cosa fare. E poi sarebbe nazista obbligare le famiglie a fare un unico figlio solo perché noi non vogliamo i migranti”.

Io cercherei debolmente di replicare: “Ma non è per i migranti, è per gli africani stessi che, come hanno fatto i cinesi, grazie a una diminuita pressione demografica potrebbero finalmente sviluppar…”.

In coro: “Sta’ zitto razzista, anzi: nazista!”.

Scrive la Wikipedia in lingua inglese e io traduco in italiano: “… Secondo le stime dell’Onu, la popolazione africana è raddoppiata nel periodo 1982-2009 e quadruplicata dal 1955 al 2009. Nel 2013 la popolazione complessiva dell’Africa è stata stimata a un miliardo e 100milioni di abitanti… Sempre secondo le stime dell’Onu, la popolazione africana potrebbe raggiungere i 2 miliardi e mezzo entro il 2050 (circa il 26% degli abitanti del mondo)…. E tutto ciò senza un vero sviluppo industriale.

L’idea di questo testo mi è venuta quando, riguardo a un precedente articolo nel quale criticavo la descrizione didascalica della religione nei fumetti di Ms. Marvel, Marco M. Lupoi, direttore della Panini Comics, ha scritto carinamente nel mio profilo che ci sarebbe una punta di islamofobia che mi fa pure vomitare.

Allora avevo chiesto a un autore di punta del Giornale POP di scrivere un articolo sull’esistenza del razzismo tra gli italiani, mentre io ne avrei scritto uno per sostenere il contrario. Poi lui ha cambiato idea e non ha più scritto il suo pezzo. Io invece l’avevo già scritto e siccome non si butta via niente…

 

 

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9 commenti

  1. Condivido che gli antifascisti di professione (credo sia una definizione di pansa) siano oggi diventati antirazzisti. La tecnica è sempre quella: se non sei con loro sei contro di loro.
    Per il resto mi sto convincendo che il fenomeno migratorio in atto sia tale che molti di questi antirazzisti non ne hanno capito la portata. Il pregio di questo articolo sta nel fatto che otre a fare una disamina degli atteggiamenti di molti, prova a ragionare sulle vere cause e a proporre delle soluzioni. Ovviamente è roba da far tremare i polsi a chiunque, ma almeno non dà risposte semplificate. Certo è un articolo lungo e complesso e di questi tempi sono in pochi a leggere articoli di questo genere.

  2. Bravo Sauro!
    Il tuo ragionamento non fa una piega! Ricordo, ai tempi del liceo, che se non scioperavi quando i “collettivi” lo decidevano, eri automaticamente fascista. Spesso o talvolta non scioperavo e non per questo, “spesso o talvolta”, ero fascista.

  3. Standing Ovation 42 minuti di applausi !!

  4. In Italia si fanno 1,39 figli a coppia. Tra i piu bassi al mondo. Fra poco saremo tutti morti. Non ci saranno piu italiani. Come si risolve il problema? Qual’è l’idea della sinistra? Ma si! Importiamo tutto il terzo mondo! Idea geniale! Non fa una piega!

  5. Lunga la lettura ma ne è valsa la pena, anzi forse mi rileggo il tutto. “A caldo” dico che l’unica cosa che non condivido è quando tu dici che i politici non hanno la percezione del problema. Io dico che ce l’hanno! Eccome! Solo che sono in preoccupante malafede e chi poi li sostiene sono meri replicanti decerebrati. Quante superficiali dichiarazioni ci propinano! Basterebbe rifletterci un pochino (di più) per constatare che ci prendono per i fondelli, anzi nelle loro dichiarazioni c’è la evidente convinzione (e lo scherno) di parlare appunto ormai a dei decerebrati.

  6. […] continuare a farmi del male scrivendo un nuovo articolo contro le mode correnti. Ho resistito a lungo, ma alla fine non sono riuscito a resistere alla tentazione di incrinare […]

  7. ma adesso la bonelli cambierà registro con dylan dog e company?

  8. C’è un enorme problema per quanto riguarda la legge del figlio unico: in Cina ora c’è un deficit di 50 milioni di donne, a causa di questa legge (i contadini abortivano le femmine). C’è una bomba sociale che sta scoppiando in Cina e molto uomini cinesi stanno facendo “acquisti” di donne nelle vicine Mongolia e Russia. Lo stesso problema si avrebbe in Africa.

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