L’EROTISMO DELLE CALZE FEMMINILI

L’EROTISMO DELLE CALZE FEMMINILI

Le calze di seta da donna lunghe alla coscia sono di grandissimo impatto visivo. Il loro potere erotico fa presa soprattutto sui nati negli anni cinquanta e sessanta, che ricordano le madri indossare calze di seta o di nylon con la riga. Tale fascino è rimasto nella nostra cultura e si è consolidato anche per le generazioni successive.

Dita Von Teese

Dita Von Teese

Lo sanno bene le spogliarelliste del burlesque che usano calze nere con le giarrettiere. Derivano da un indumento maschile del tardo medioevo, le brache, che veniva confezionato in seta a Firenze dai calzajuoli. Le brache erano osteggiate dalla Chiesa perché, aderenti e coloratissime, mettevano in risalto le forme.

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Questo indumento fu il modello dei fabbricanti di calze femminili che confezionavano due tubi tagliati e cuciti centralmente nella parte posteriore, con una riga che metteva in risalto la bellezza delle forme.

Kim Basinger in "Nove settimane e mezzo"

Kim Basinger in “Nove settimane e mezzo”

Le calze potevano anche essere di cotone e o di lana, nei modelli meno cari e ricercati.
Nel 1589 il reverendo William Lee, inglese, inventò il primo telaio moderno per la tessitura che consentì, con opportune modifiche, di produrre calze di seta finissima.
Negli anni venti le calze eleganti si producevano anche in rayon, che è una fibra artificiale che deriva dalla cellulosa, il cui nome fu usato per la prima volta nel 1924.

Sophia Loren e Marcello Mastroianni

Sophia Loren e Marcello Mastroianni

Nel 1930 venne introdotto il primo telaio circolare che permise la lavorazione a tubo rendendo inutile la cucitura posteriore che, in alcuni casi, si conservò per la valenza estetica. La seta era carissima e le calze di quel materiale erano riservate a poche privilegiate. I laboratori americani DuPont si misero alla ricerca di una nuova fibra che potesse sostituire la seta.

Catherine Deneuve in Bella di giorno con calze a rete

Catherine Deneuve in “Bella di giorno” con calze a rete

Nel 1939 il ricercatore Hill presentò alla Fiera di New York il nylon, la cui scoperta si deve a Wallace Hume Carothers. Le prime due lettere di nylon indicano la città di New York. E solo un anno dopo, nel 1940, vennero venduti ben 64 milioni di paia di calze di nylon! Le donne di tutto il mondo erano ansiose di provare questa nuova invenzione, ma allo scoppio della guerra tutta la produzione di nylon venne dirottata nello sforzo bellico e usata per la tela dei paracadute. La produzione di calze di nylon riprenderà alla grande nel dopoguerra in tutto il mondo occidentale. Le calze ora sono vendute in scatole bianche, piatte, avvolte in carta sottilissima bianca. Sono soggette a smagliature e nasce una nuova professione, quella delle rimagliatrici in grado di rammendare le smagliature in modo quasi invisibile.

reggicalze con le giarrettielle

Reggicalze con le giarrettelle

Le calze devono essere sostenute affinché non scendano. Si sostengono con le giarrettelle al reggicalze che si indossa sopra le mutande, oppure si agganciano alla guêpière o alla guaina. Questo tipo di biancheria era molto curata, bianca per la sposa, ornata di pizzi e di trine e rigorosamente nera per le signore e le ballerine.

giarrettiera di pizzo per sposa

Giarrettiera di pizzo per sposa

La giarrettiera, un anello di pizzo elasticizzato che serra la calza alla coscia, ha la stessa funzione. Ne esiste una versione di moda tra le spose.

collant

Collant

Nel 1959, Allen Grant Sr. inventò i collant in nylon che, fabbricati con altri materiali, erano noti da molti secoli. Spesso la parte di ciascuna gamba dei collant viene tessuta separatamente da due macchine automatiche. I collant coprono entrambe le gambe, le coperture vengono cucite assieme tramite un tassello igienico, che è una specie di mutanda o una guaina che costituisce la parte superiore, e che serve per rendere superfluo l’utilizzo di reggicalze, oppure della giarrettiera. Il tassello di cotone consente una corretta traspirazione, rendendo superfluo l’utilizzo delle mutande, che vengono comunque frequentemente indossate più per motivi psicologici o culturali che igienici. I collant hanno soppiantato le calze, anche se sono meno belli dal punto di vista estetico e hanno una minore componente erotica. D’estate sono poco pratici perché stringono e scaldano, rendendo difficile la traspirazione della pelle, per cui sono preferibili le gambe nude.

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Nel tentativo di rendere le calze più comode, ed evitare l’impaccio delle giarrettiere, sono state inventate le autoreggenti: calze che si sostengono da sole aderendo alla gamba grazie a bande elasticizzate e a una banda interna in lattice o silicone (spesso hanno una banda decorativa molto ampia in ricamo, denominata balza‘). Tuttavia non sono così comode come i collant e non hanno soppiantato le calze.

 

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