LA REGIA GENIALE DI JERRY LEWIS

LA REGIA GENIALE DI JERRY LEWIS

Jerry Lewis (vero nome Joseph Levitch), nato nel 1926 a Newark, nello stato del New Jersey (Usa), è uno dei più grandi attori comici della storia del cinema. Protagonista di numerose e divertenti pellicole dirette da registi come Frank Tashlin, George Marshall, Norman Taurog, ha in varie occasioni formato una coppia di successo con Dean Martin.
Si è poi distinto anche in ruoli drammatici, per esempio quando ha affiancato Robert De Niro nel bellissimo Re per una notte (King of Comedy, 1984) di Martin Scorsese.
Però Lewis è soprattutto uno dei massimi cineasti americani. Un autore che, come scrisse il regista francese Jean-Luc Godard, “è il solo, a Hollywood, a non entrare nelle categorie, nelle norme, nei principi … Il solo a fare dei film coraggiosi”.
Vogliamo perciò celebrarlo attraverso cinque magistrali frammenti tratti da altrettanti straordinari film da lui diretti.

L’idolo delle donne (The Ladies’ Man, 1961)

Nel suo secondo film come regista (il primo è Il ragazzo tuttofare, del 1960), Lewis interpreta un giovane studente che ha subito una traumatica delusione sentimentale. Per cui è deciso a evitare qualsiasi contatto con le donne. Finisce invece per trovare lavoro proprio in una pensione abitata solo da giovani attrici. Nella scena scelta, Lewis dà vita, insieme a Buddy Lester (uno dei suoi attori preferiti) a una gag di rara perizia.

Il mattatore di Hollywood (The Errand Boy, 1961)

Seguito ideale di Hollywood o morte (Hollywood or Bust), diretto nel 1956 da Frank Tashlin, vede Lewis nei panni di un ragazzo appassionato di cinema che si reca a Hollywood. Nonostante combini un sacco di guai riesce a diventare una star. Nella seguente sequenza affronta una movimentata pausa pranzo tra un set e l’altro.

Le folli notti del dr. Jerryll (The Nutty Professor, 1963)

Considerato da molti il capolavoro di Jerry Lewis, è anche il preferito del regista stesso. Racconta la fantasiosa vicenda di un timido e frustrato professore di chimica che sperimenta su di sé una pozione da lui creata. Grazie alla quale si trasforma nel suo doppio, un bellimbusto rubacuori, sfrontato e aggressivo. Nella scena scelta assistiamo proprio al pericoloso esperimento.

Jerry 8 e ¾ (The Patsy, 1964)

Film che conclude la trilogia dedicata a Hollywood (dopo i già citati Hollywood o morte e Il mattatore di Hollywood), ha una trama molto semplice. Un celebre comico muore in un incidente aereo e il suo staff cerca un sostituto. Scelgono un fattorino imbranato che gli somiglia molto e riescono nell’intento. Considerato uno dei film meno spassosi di Lewis, contiene comunque delle scene divertenti. Come la seguente.

Il ciarlatano (The Big Mouth, 1967)

All’uscita ottenne uno scarso successo di pubblico, segnando in un certo senso l’inizio del declino della carriera di Lewis. Eppure si tratta di uno dei suoi film più complessi e intelligenti. Come scrisse Giorgio Cremonini nella monografia dedicata al regista (La Nuova Italia, dicembre 1979), Il ciarlatano “si presenta subito come una riflessione critica sul cinema, sui suoi meccanismi narrativi”. Il protagonista è un impiegato di banca che, mentre sta pescando, soccorre sulla spiaggia un sommozzatore ferito a cui somiglia in maniera impressionante. L’uomo gli consegna una mappa, coinvolgendolo di fatto in una guerra tra gangster. Pur essendo un film quasi “serio”, è comunque ricco di gag. Nella scena che abbiamo scelto, il protagonista è alle prese con una bionda femme fatale e una lezione di tennis.

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