UN BLOB INTELLIGENTE

UN BLOB INTELLIGENTE

Vive nel sottobosco da centinaia di milioni di anni. Non è un animale, né una pianta, né un fungo. Si tratta invece di un “blob”, un organismo unicellulare del diametro di una decina di centimetri chiamato Physarum polycephalum. Questo “cosino”, per quanto sprovvisto di cervello o sistema nervoso, è capace di apprendere dalle proprie esperienze e, quel che è più sorprendente, di trasmetterle ai suoi simili.

La scoperta è stata effettuata da un’équipe di biologi dell’università di Toulouse III, in Francia e presentata in uno studio pubblicato pochi giorni fa sulla rivista Proceedings of the Royal Society B. In un precedente esperimento, nella scorsa primavera, i ricercatori Audrey Dussutur e David Vogel, avevano “insegnato” al blob a raggiungere il proprio nutrimento superando un “ponte” cosparso di sostanze repellenti, ma assolutamente inoffensive, come caffé, chinino o sale. Per arrivare al cibo il Physarum allunga uno pseudopodo, un “braccino”, che in presenza di sostanze repulsive è sottile per ridurre al minimo il contatto con quelle, mentre in condizioni normali si allarga a tutto il ponte, e gli studiosi hanno verificato che, presa confidenza con le sostanze fastidiose, nel giro di pochi giorni il blob tornava ad allargare il suo pseudopodo.

Il Physarum polycephalum è composto da migliaia di nuclei e, in presenza d’ostacoli, ha dunque la facoltà di fondersi a contatto di altri blob, formando un nuovo essere unicellulare. Il particolare organismo si fonde infatti in modo che 1+1+1 o più, fa sempre 1. Con il nuovo esperimento, i ricercatori hanno tentato di scoprire se i piccoli organismi potevano trasmettere ai propri simili la raggiunta consapevolezza della non pericolosità di caffé e sale. Hanno dunque osservato circa 4000 blob divisi in due gruppi: gli “esperti”, già passati attraverso un ponte cosparso di sale, e gli “inesperti”, abituati a raggiungere il cibo attraverso un ponte privo di sostanze repulsive. I blob sono poi stati divisi in coppie di tre tipi, esperto-esperto, inesperto-inesperto ed esperto-inesperto, e spinti ad attraversare un ponte coperto di sale.

Il risultato è stato che le coppie miste superavano la repulsione più rapidamente delle coppie di inesperti, ma con la stessa velocità di quelle di esperti. La stessa cosa è successa unendo tra loro tre e anche quattro organismi. Ogni volta era sufficiente la presenza di un blob esperto nella fusione perché l’organismo superasse il ponte di sale senza timori. I ricercatori, osservando al microscopio i blob uniti, hanno notato che nel giro di tre ore tra di essi si era formata una specie di vena, e suppongono che l’informazione sia passata per quella via. Resta da capire in quale modo avvenga la trasmissione, se per trascrizione dell’acido ribonucleico o per scambio di proteine. Il prossimo passo sarà dunque capire come e quali informazioni vengono trasmesse. Per scoprirlo, si insegnerà a un blob a ignorare il sale, a uno il chinino e a un altro il caffè, per farli poi fondere insieme.

Tutti questi studi potrebbero ispirare ricerche simili sui batteri. Infatti, se gli organismi unicellulari possono apprendere e trasmettere informazioni anche in assenza di un sistema nervoso, forse li si può anche ingannare, e questo aprirebbe strade decisamente interessanti nel campo della medicina.

Scrivi un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.I campi obbligatori sono evidenziati con *

Dichiaro di aver letto l'Informativa Privacy resa ai sensi del D.lgs 196/2003 e del GDPR 679/2016 e acconsento al trattamento dei miei dati personali per le finalità espresse nella stessa e di avere almeno 16 anni. Tutti i dati saranno trattati con riservatezza e non divulgati a terzi. Potrò revocare il mio consenso in qualsiasi momento, integralmente o parzialmente, con effetto futuro, ed esercitare i miei diritti mediante notifica a info@giornalepop.it

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

*