IL PAESE DELLE MISULE

IL PAESE DELLE MISULE

Per raggiungere Castelluccio Superiore, piccolo centro montano in provincia di Potenza, bisogna superare un gomitolo di curve che sembrano non terminare mai. Quando finalmente pensi siano finite, un’ultima ripida salita ti fa capire che quel presepe appollaiato sulla sommità te lo devi meritare. Una volta superato questo rocambolesco circuito, però, ad aspettarti trovi un borgo sospeso a oltre 700 metri di altezza, affacciato sulla Valle del Mercure.

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Ti colpisce anzitutto l’ostinatezza di questo paesino medievale, appeso alla montagna come un quadro al muro, secondo un’antica definizione. Aggrappato alla roccia, per non scivolare giù, Castelluccio ha conosciuto negli ultimi decenni un forte spopolamento che ha svuotato i suoi stretti vicoli. Nonostante molti dei suoi abitanti abbiano cercato fortuna altrove, c’è anche chi questa terra non l’ha abbandonata, anzi, si è messo in testa di volerla coltivare di nuovo secondo quelli che erano i modi e le tradizioni del passato.

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Qualche anno fa un gruppo di ragazzi, riunitisi nell’associazione Officina Verde, hanno deciso di recuperare le “misule”, gli antichi terrazzamenti collocati all’interno del paese, un tempo vanto dei contadini locali. In uno di questi fazzoletti di terra, abbarbicato tra le case del centro storico, abbiamo incontrato il presidente dell’associazione, Giacomo Agrello, classe 1979.

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QUANDO E COME È NATA L’IDEA DI RECUPERARE LE MISULE?
Nel 2014, quando, durante una passeggiata tra amici nel centro storico del paese, ci siamo accorti come d’incanto di avere tra le mani un tesoro storico e culturale da riscoprire e tutelare. Subito dopo abbiamo deciso di fondare l’associazione Officina Verde, con lo scopo di recuperare e valorizzare le misule esistenti.

COSA SONO LE MISULE?
Antichi terrazzamenti sostenuti da muretti a secco adottati nel passato dai contadini per ricavare strisce di terreno pianeggiante facilmente coltivabili. Nonostante tali terrazzamenti costituiscano un patrimonio storico e culturale per il nostro Paese, come confermato dalla scelta di organizzare proprio quest’anno in Italia il terzo Incontro mondiale sui paesaggi terrazzati, risultano attualmente abbandonati o si trovano a fronteggiare rischi di crollo e situazioni di forte degrado.

COSA COLTIVATE?
Attualmente, nei primi terrazzamenti che siamo riusciti a recuperare grazie al contributo volontario di alcuni soci dell’associazione, coltiviamo vari tipi di piante officinali, come la menta, la calendula, la borragine, la lavanda, il rosmarino e la salvia.

A COSA SI DEVE QUESTA SCELTA?
Le piante officinali sono quelle che, una volta introdotte nell’organismo, svolgono un’azione farmacologica, seppure blanda. Utilizzate per preservare la salute e il benessere di uomini e animali, possono essere impiegate in cucina come spezie per aromatizzare o nella preparazione di tisane. Oppure possono essere lavorate per la produzione di liquori, integratori alimentari, cosmetici e farmaci. Un decotto di timo, per esempio, è un formidabile antisettico, mentre il cataplasma di fico favorisce la maturazione degli ascessi e la cicatrizzazione delle ferite.

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QUALI SONO I VOSTRI OBIETTIVI?
Con il progetto Borgo Giardino, ispirato alla pratica ormai diffusa in tutto il mondo dei “community gardens” (“giardini condivisi”) e degli “orti urbani”, l’associazione vuole ripristinare i terrazzamenti esistenti, riprendere a coltivarli e riconsegnarli alla comunità, nell’ottica di uno sviluppo agricolo e turistico sostenibile.

QUALI SONO I PRINCIPALI OSTACOLI CHE INCONTRATE?
Per il ripristino dei terrazzamenti dell’intero centro storico sarebbero necessari ingenti investimenti economici, a cui l’associazione, purtroppo, non può far fronte da sola, per cui la difficoltà maggiore la troviamo nell’impossibilità di accedere a qualche, seppur minima, forma di finanziamento, sia pubblico sia privato.

LA MEMORIA, L’AMORE PER LA PROPRIA TERRA, LA NATURA: QUANTO CONTANO PER VOI QUESTI ASPETTI?
Rappresentano l’essenza della nostra associazione. L’attaccamento al nostro piccolo paese, espressione di un Sud resiliente, la consapevolezza di avere una storia nobile e fragile da proteggere e conservare, rappresentata dal paesaggio terrazzato di Castelluccio Superiore, e l’amore per natura, declinata nelle infinite bellezze di cui il Pollino è testimonianza, ci spingono ad andare avanti per la realizzazione dei nostri obiettivi.

CHE MESSAGGIO VOLETE TRASMETTERE?
L’idea che spesso la bellezza e le opportunità che ricerchiamo per migliorare la nostra vita e quella della comunità a cui apparteniamo sono semplicemente davanti ai nostri occhi. Bisogna solo avere l’intuito per riconoscerle e il coraggio di affrontare nuove sfide per rendere migliore ciò che già abbiamo.

Dopo questa chiacchierata, Giacomo riprende il proprio lavoro. Curvato nel suo orto, accarezza le piante come fossero bambini.

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