IL MASSAGGIO NON È UNA SEDUTA PSICANALITICA PER LE MASSAGGIATRICI

IL MASSAGGIO NON È UNA SEDUTA PSICANALITICA PER LE MASSAGGIATRICI

ll primo e più importante organo di senso è la pelle. Noi entriamo in contatto con nostra madre nella sua pancia, durante la gravidanza, attraverso la nostra pelle. Il liquido intrauterino ci massaggia.
La millenaria cultura indiana consigliava alla madre della puerpera di massaggiare il ventre della figlia in modo che anche il nascituro traesse beneficio dagli sfioramenti delle mani della madre e della nonna. La nascita è comunque un trauma, una veloce separazione durante la quale il nascituro è solo.

Il massaggio della puepera

Il massaggio della puerpera


Primo dovere della madre indiana  era quello di massaggiare dolcemente il bambino nella pratica dello Shantala, con lo scopo di ricreare per lui le condizioni intrauterine, di farlo sentire voluto e amato, di rilassarlo o stimolarlo se il bambino fosse stato troppo debole. Si può ricorrere allo Shantala quando si è alla disperazione, cioè quando il bambino urla ininterrottamente, non chiude occhio e non si sa più che cosa fare.
Prima di buttarlo dalla finestra, tentazione che si prova quando ci si trova in questa situazione, la donna può prenderlo sulle ginocchia mettendosi in contatto visivo con lui, e anche se avrebbe voglia di strangolarlo, trasmettetegli amore. Magari continuerà ad urlare per un altro paio di annetti, ma sicuramente non subirà alcun danno come potrebbe capitargli per l’uso di qualche oppiaceo prescritto dal suo pediatra.

Santala

Shantala

Alla tranquilla e serena sopportazione degli indiani di condizioni che ci farebbero venire l’esaurimento, forse non è estranea questa pratica che continua nella vita adulta con il massaggio Ayurvedico.
Anche da noi è possibile farselo praticare senza andare fino in India. Qualsiasi buon salone estetico lo avrà tra i suoi trattamenti. Vi consiglio di cercare un salone pulito, accogliente e curato. I colori delle pareti devono essere riposanti, le luci soffuse, le ragazze delicate e sorridenti.

Salone estetico

Salone estetico

Diffidate delle massaggiatrici in abiti succint e dei centri con pareti dai colori optical che innervosiscono.
Voi andate a farvi un massaggio per rilassarvi, perché la vostra anima gemella non vi tocca con un dito da mesi, perché avete un dolore persistente alla cervicale e avete paura di ricorrere a cure più drastiche. Siete andati all’Asl  lamentando i vostri malesseri ma vi hanno detto che non passano più nessuna cura, e che comunque le attesa sono di circa un anno.

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La massaggiatrice non deve essere in gara con voi altrimenti è meglio che partecipi alle selezioni di Miss Italia.
L’imprenditrice intelligente si sarà procurata delle collaboratrici tranquille, dalle unghie rigorosamente corte, dalle mani calde ed esperte. La saletta del massaggio sarà profumata con essenze non troppo persistenti e calda. Il lettino del massaggio sarà rialzabile in modo che la massaggiatrice sia in una posizione comoda per il massaggio. L’olio, se fate un massaggio Ayurvedico, deve essere tiepido e voi dovrete avere sotto la schiena un materassino caldo.

Il massaggio non è una seduta psicanalitica. Rifuggite come la peste la massaggiatrice che vi racconta tutti i suoi problemi senza permettervi di rilassarvi e/o quella musona che aspetta da voi le solite domande: come stai, che cosa è successo, il tuo fidanzato come va, per inondarvi con il racconto delle sue disgrazie, dandoci dentro con le braccia fino a massacrarvi. L’ideale è una ragazza tranquilla che parli solo SE VOI lo desiderate, e che stia zitta, se voi preferite chiudere gli occhi durante il massaggio.

La cerimonia del massaggio

La cerimonia del massaggio

Il massaggio è costoso: i prezzi variano secondo la tipologia del trattamento, da un minimo di 30 euro ad un massimo di 120 per l’Hot Stone Massage, il massaggio con le pietre laviche. Questa pratica proviene da due tradizioni, quella indiana ayurvedica e quella degli Indiani dell’Arizona ed è nata negli Stati Uniti. Qui Mary Hannigan Nelson ha fuso insieme la tradizione dei nativi con elementi New Age, dando vita ad una cerimonia del massaggio che utilizza 72 tipi di pietre, 54 nere e calde di origine vulcanica e 18 bianche e fredde, ad esempio il marmo.
Ve lo sconsiglio solo se soffrite di fragilità capillare perché potrebbe procurarvi problemi circolatori.

Capite che non può essere economico. I corsi sono tutti a pagamento e viaggiano intorno ai 2000 euro a botta, l’elettricità costa, gli oli e le creme se sono di qualità, costano. Ma, in ogni caso è molto meno caro e foriero di guai che far le corna alla vostra dolce metà per noia o perché vi manca il tocco di una mano.

A Cemberlias i massaggiatori sono maschi

A Cemberlitas i massaggiatori sono maschi

Mi dicono che a Torino esista un Hammam dove possono andare anche gli occidentali per farsi un bagno turco ed un massaggio di pulizia con il sapone tradizionale. Io ho fatto un bagno turco ad Istanbul nel più antico Hammam, Cemberlitas, costruito nel 1584: ambiente meraviglioso in puro stile ottomano che si deve all’architetto Sinan. L’energico massaggio, che segue il bagno nell’acqua calda, è rigorosamente praticato da corpulenti massaggiatori. Per i musulmani la pulizia è essenziale, è una necessaria introduzione alla preghiera.  Il grande architetto cristiano ortodosso Sinan era un genio assoluto che si è ispirato a Santa Sofia, quindi vi consiglio , se andate ad Istanbul, di non farvi mancare l’esperienza di Cemberlitas.

Cemberlitas

Cemberlitas

Ma qui in Occidente, evitate simili ambienti promiscui e di basso livello, soprattutto per una questione di pulizia. È vero che l’Hammam deriva dalle termae romane ma ne è passata di acqua sotto i ponti.
Ormai siamo abituati ad un altro livello di comodità e preferiamo ambienti più raffinati ed esclusivi

Hot stone massage

Hot stone massage

4 commenti

  1. Il massaggio ha effetti benefici e rappresenta senz’altro l’occasione per dedicarsi a se stessi e al proprio benessere, una coccola alla quale si dovrebbe sempre riservare un po’ di tempo di tanto in tanto, per cui scegliere questo argomento è stata certamente una scelta valida: da scrivere sulla cultura plurimillenaria e geograficamente trasversale del massaggio, ce ne sarebbe stato a iosa, con l’imbarazzo della scelta per l’introduzione, mentre in tal senso non arriva alcun accenno veramente interessante. L’articolo non mi provoca il desiderio di alzare il telefono con entusiasmo e chiamare un centro massaggi per fissare un appuntamento, anzi, mi genera una certa rigidità, quasi una forma di resistenza. C’è un motivo preciso e non ha nulla a che fare col contenuto e col progetto di promuovere i benefici del massaggio, eseguita comunque nella forma della testimonianza strettamente personale che sinceramente avrei evitato: se non ho mai fatto un massaggio ci vado se mi dai delle valide ragioni, non perché mi racconti che ci vai tu.

    Ci sono opinioni che vengono proposte come dati di fatto e che non hanno alcun fondamento concreto, anzi sono informazioni false:

    1) ” Noi entriamo in contatto con nostra madre nella sua pancia, durante la gravidanza, attraverso la nostra pelle. Il liquido intrauterino ci massaggia” : questo è l’esordio, nel quale io riconosco il nobile intento dell’autrice di sensibilizzare le donne sull’importanza del rapporto fisico col pancione, di evocare poeticamente la maternità e tutte queste belle cose, ma non si può mettere l’anatomia e la fisiologia al servizio della letteratura mentre si fa giornalismo. Il feto non ha alcun rapporto epidermico con la propria madre, per cui stiamo facendo una dichiarazione anatomica falsa, ovvero stiamo trasformando in informazione quello che non lo è. Lo stesso vale sul liquido amniotico, la cui funzione non è certo quella di massaggiare il feto, quindi in due righe ci sono due affermazioni errate ed è solo la premessa. Se ci avventuriamo nella scienza, dobbiamo essere in grado di argomentare in modo corretto quello che diciamo, altrimenti abbiamo due possibilità: o ci documentiamo su ciò che ignoriamo e poi ci mettiamo a scrivere, oppure ci limitiamo a scrivere solo di ciò ci cui abbiamo un’adeguata conoscenza.

    2) Il tono dei suggerimenti sulla scelta della massaggiatrice, e non si sa per quale motivo non possa essere un massaggiatore, è aggressivo e arrogante, incompatibile con l’argomento di cui si tratta che dovrebbe trasmettere il desiderio di rilassarsi.

    3) Si trasforma la cultura del massaggio per la quale si pretende di andare a scomodare l’antichità, per una pratica di genere, cosa assolutamente non vera: ci si rivolge alle donne e si parla di massaggiatrici, proprietarie di centri che devono scegliere il personale che non faccia sentire a disagio le donne ecc, come se a fare i massaggi per il piacere di concedersi un momento di benessere, ci dovessero andare o ci andassero solo le donne. Il mondo è pieno di uomini che si fanno fare i massaggi col solo scopo di rilassarsi: da come si propone l’argomento si insinua il dubbio che solo le donne possano accedere a questa pratica senza secondi fini, con un lapalissiano pregiudizio sessuale nei confronti degli uomini e che tra le righe mi fa leggere che i maschi che vanno a farsi massaggiare o sono gay o sono porci. Perdonami ma mi dissocio completamente da questa banalità sessista e provinciale.

    4)”Capite che non può essere economico. I corsi sono tutti a pagamento e viaggiano intorno ai 2000 euro a botta, l’elettricità costa, gli oli e le creme se sono di qualità, costano”. Mezzo articolo si sofferma sull’aspetto economico del massaggio e sulle motivazioni dei costi e sinceramente mi pare esagerato: dare un range di costi possibili va bene, ma soffermarsi a spiegare perché si paghi corrisponde a perdere tempo a spiegare l’ovvio e nessuno ha piacere di sentirsi spiegare ciò che sarebbe per lo meno bizzarro non riuscire a capire da soli.

    5) “Ma, in ogni caso è molto meno caro e foriero di guai che far le corna alla vostra dolce metà per noia o perché vi manca il tocco di una mano.” Questa chiusura ci catapulta nell’abisso del peggio possibile: un articolo vuole promuovere la cultura del massaggio, tira in ballo gli antichi, le terme, Istambul e l’India e poi? Riduce tutto a consigliare di andare a farsi massaggiare se a casa non si ha qualcuno che ancora ci tocca? E si mette il carico dicendo che è sempre meglio che cornificare la dolce metà? Scusa, Angela Ravetta, se queste sono le motivazioni per le quali TU vai a farti massaggiare sono solo affari tuoi, ma non puoi certo generalizzare. Parli di te con la pretesa di parlare per tutte le donne, con l’aggravante di escludere totalmente l’universo maschile dall’argomento: in questo modo la comunicazione è fastidiosa e il progetto originario è fallimentare. Mi dispiace ma non ho apprezzato questo articolo, credo che avresti dovuto approcciarlo in modo assolutamente diverso e in questi termini io non lo avrei pubblicato. Tutti i temi trattati hanno pari dignità per un autore e vanno trattati con la stessa serietà e lo stesso approfondimento, che si scelga di parlare di architettura medioevale o di benessere la storia non cambia, nel rispetto di noi stessi quando scriviamo, ma, soprattutto, di chi ci degna di attenzione e ci legge.

    • Carissima Tiziana,
      ti ringrazio moltissimo per la cura che hai messo nel commentare il mio articolo. Io avevo bisogno di un commento come questo per capire come andasse fatto un articolo per il Giornale Pop. Il mio voleva essere un articolo ironico, che rifacesse il verso ai consigli alle lettrici dei giornali femminili. Non pretendevo di fare un articolo scientifico ma solo un pezzo divertente, un po’ esagerato, petulante, con la puzza sotto al naso…anche, perché no, disinformato e che si arrogasse il diritto di essere informato.
      Evidentemente non ci sono riuscita perché è parso un articolo “vorrei ma non posso”, sciatto, sessista e tirato via. Figurati che pensavo di fare un articolo “leggero”. Non ho capito niente. Ti ringrazio ancora…

      • Ho letto cose molto belle scritte da te e sappi che è per questo motivo che ho deciso di commentare questo articolo. Resta comunque sempre un’opinione personale la mia, della quale puoi decidere di tenere conto o no, ma che ti ho dato col preciso intento di esortarti a tirare fuori il meglio che sono convinta di aver visto in altri pezzi e commenti. Non ho messo in dubbio neppure per un istante la tua buona fede, sia chiaro! Sono convinta che la mission POP possa trarre in inganno: l’ironia è una componente importante, ma le notizie riguardano fatti precisi e il progetto è sempre quello di far sì che la gente ci legga con piacere e scelga di seguirci. Se può aiutarti, io cerco sempre di impostare quello che scrivo partendo dall’obiettivo, cosa voglio dire e a chi. Lo sforzo è sempre mirato a questo, poi sia chiaro, a volte ci riesco e a volte no, però ci provo e quando fallisco ne prendo atto per non commettere gli stessi errori nel tentativo successivo. Rimettiti subito al lavoro su un altro pezzo, sono certa che sarà tutta un’altra cosa. Ciao

  2. Carissima Tiziana,
    mi ha fatto un immenso piacere leggere le tue parole! Sicuramente io non mi prendo troppo sul serio, non penso mai che qualcuno mi stimi e voglia leggere quello che scrivo con attenzione. Mi basta che le mie amiche mi dicano che sono stata divertente. Così ho sottovalutato me stessa e Giornale Pop. Ci volevi tu a darmi la bacchettata che mi meritavo. Dai, cercherò di far meglio e spero di riuscirci.
    Un abbraccio
    Angela

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