IL BIKINI VINCE, IL TOPLESS NON È MAI DECOLLATO

IL BIKINI VINCE, IL TOPLESS NON È MAI DECOLLATO

L’anno scorso il bikini ha compiuto 70 anni. È stato inventato e lanciato dal sarto francese Louis Réard a Parigi, il 5 luglio del 1946. Prende il nome dall’atollo di Bikini nelle Isole Marshall, nel quale gli Stati Uniti stavano conducendo test nucleari.

Réard riteneva che l’introduzione del nuovo tipo di costume avrebbe avuto effetti esplosivi. Il modello di Réard era un’elaborazione del lavoro di Jacques Heim che, due mesi prima, aveva introdotto l’Atome (così chiamato a causa delle sue dimensioni ridotte), pubblicizzato come il costume da bagno più piccolo al mondo. Réard rese l’Atome ancora più piccolo, ma non riuscì inizialmente a trovare una modella che osasse indossarlo. Finì quindi per ingaggiare Micheline Bernardini, spogliarellista del Casino de Paris.

Le sorelle Cecilia e Belen Rodriguez

Ci vollero dieci anni perché i bikini fossero accettati negli Stati Uniti dopo che nel 1951 erano stati proibiti nel concorso di Miss Mondo.

Nel 1958, il bikini di Brigitte Bardot indossato nel film E Dio creò la donna aprì il mercato al costume a due pezzi. La Bardot indossava costumi che piacquero moltissimo alle ragazze.

La giovanissima Marilyn Monroe in bikini

Il bikini, che aveva destato scandalo nei benpensanti, era confezionato con stoffa a quadrettini rosa. La parte superiore, con le coppe a balconcino, era decorata da pizzi che andavano a formare il cosiddetto Saint Tropez, dal nome della località balneare francese in cui l’attrice villeggiava.

Brigitte Bardot

Il tipo di scollo, appunto alla Bardot, è stato riproposto nella moda mare 2017.

Bikini all’uncinetto

Negli anni settanta diventano di moda i costumi fatti a mano con l’uncinetto, che sono stati rilanciati quest’anno.

Negli anni ottanta trionfava il bikini sgambato, accompagnato da un top a triangolo.

Bikini sgambato

La top model Cindy Crawford è il simbolo di quegli anni, con il suo bikini a stelle e strisce.

Pamela Anderson

Il costume intero invece è il vero protagonista negli anni novanta, grazie alla serie tv Baywatch con la bagnina più famosa del mondo: Pamela Anderson.

Arrivano sulle spiagge i costumi interi, possibilmente rosso fuoco, sgambatissimi e molto aderenti, in grado di mettere in risalto forme e abbronzatura.

Ursula Andress

L’anno scorso è riapparso il costume a vita alta lanciato nel 1962 da Ursula Andress in “Agente 007 – Licenza di uccidere”, il primo film della serie di James Bond (replicato dal costume di Halle Berry in “La morte può attendere” di Lee Tamahori, 2002). Questo tipo di bikini sarà di moda anche quest’anno.


Vanno molto anche i costumi allacciati sui fianchi da semplici laccetti e anche da incroci stile bondage. Non mancano fantasiose impalcature da Wonder Woman e anche caftani per proteggersi dal sole e da occhi indiscreti.


Il topless, che è un monokini cioè un bikini privo della parte superiore, non è più considerato reato dalla legislazione italiana attuale. La III sezione penale della Corte di Cassazione, con sentenza numero 3557 del 2000, ha sancito la liceità del topless in spiaggia, in quanto «da vari lustri è comunemente accettato ed è entrato nel costume sociale».


La rivendicazione del diritto di esibire la parte superiore del corpo è stata un cavallo di battaglia dei movimenti per la parità tra uomini e donne. Dal 1992 è legale esibire il seno nudo a New York e anche in parecchi stati degli Usa e d
el Canada.

Nel video 100 anni di costumi da bagno disegnati sulla modella.

Scrivi un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.I campi obbligatori sono evidenziati con *

Dichiaro di aver letto l'Informativa Privacy resa ai sensi del D.lgs 196/2003 e del GDPR 679/2016 e acconsento al trattamento dei miei dati personali per le finalità espresse nella stessa e di avere almeno 16 anni. Tutti i dati saranno trattati con riservatezza e non divulgati a terzi. Potrò revocare il mio consenso in qualsiasi momento, integralmente o parzialmente, con effetto futuro, ed esercitare i miei diritti mediante notifica a info@giornalepop.it

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

*