I LUOGHI DEL DEGRADO E DELL’INCIVILTÀ

I LUOGHI DEL DEGRADO E DELL’INCIVILTÀ

Delle piazze e di certe vie cittadine, i giorni dopo la movida, o il più recente botellón, già sapevamo. Immaginiamo solo lo stupore, ogni volta rinnovato, dell’operatore ecologico davanti all’ennesima distesa di carta da pizza, fazzoletti, cicche di sigarette, lattine e bottiglie di birra o altre bevande più o meno alcoliche.  Sapevamo pure della mondezza che si accumula nei parcheggi, negli edifici abbandonati, in certi metrò, ai bordi delle strade e nelle piazzole delle autostrade, dove si ammucchiano spudoratamente la carta igienica usata e le deiezioni umane.

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Quel che sappiamo meno è che in alcune città questo degrado si estende ad altri luoghi, una volta sacri e fino a poco tempo fa immuni a questo genere di invadenza.

Le fermate degli autobus, in particolar modo quelle degli studenti pendolari, sono un vero spettacolo. Alla carta e alle bottiglie si aggiungono le gomme da masticare appiccicate qua e là o sputate per terra. I pannelli di plexiglas, quando non sono stati sfondati, sfoggiano mille messaggini scritti col pennarello di storie d’amore finite male e dei grazie d’esistere. Non succede spesso ma, vedendo tanta mondezza concentrata in un unico posto e pensando di trovarsi davanti a una discarica autorizzata, alcuni vi aggiungono i propri rifiuti domestici come se le pensiline delle fermate dei bus, un tempo rifugio degli innamorati nei giorni di pioggia, avessero per solo scopo quello di riparare i rifiuti dalle intemperie e dalla voracità dei gabbiani.

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Veniamo alle aule scolastiche. I ragazzi hanno il sacrosanto diritto di rifocillarsi, specialmente mentre l’insegnante spiega. E chi se ne frega se durante la lezione mangiano e, delicatamente, buttano la carta per terra, oppure l’appallottolano e, approfittando di un attimo di distrazione dell’insegnante, la lanciano nel cestino. Mancandolo, ovviamente. Alcuni, invece, sputano abbondantemente nelle salviettine di carta, ottenendo così un impasto che fatalmente spiaccicano al soffitto. Quelli che non mangiano masticano delle gomme e, quando si sono stufati, le incollano, con la perizia e la pazienza del filatelico, sotto i banchi. Sono centinaia di gomme da masticare pazientemente stratificate nel corso degli anni scolastici. Non parliamo poi delle bucce d’arancia, di mandarino o di banana, buttate nel cestino sbagliato, delle impronte di scarpe al muro o delle incisioni nei banchi. Poi qualcuno se ne accorge e promuove delle iniziative come in questa scuola.

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In aeroporto il degrado e l’inciviltà li possiamo osservare sulle panchine dove, ovviamente, si mangia e si beve e si occupano altri posti con i propri bagagli o ci si allunga come si fosse a casa propria. Per quanto riguarda l’aereo lasciamo parlare le immagini.

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