I FILM SURREALISTI DI LUIS BUÑUEL IN 14 SEQUENZE

I film surrealisti di Luis Buñuel

Un regista come Luis Buñuel manca enormemente al cinema europeo. La sua idea artistica, permeata di un cupo pessimismo espresso attraverso un beffardo sense of humour e una forza visionaria a volte grottesca a volte poetica, ha rappresentato un faro per molti cineasti (Ferreri, Truffaut, Chabrol, de Oliveira, Lynch, Haneke).
Nato il 22 febbraio del 1900 a Calanda, nella provincia aragonese, e scomparso il 29 luglio del 1983 a Città del Messico, Luis Buñuel è stato autore di un “cinema dell’ambiguità … sfuggente alle catalogazioni, dalle molteplici interpretazioni” (Giovanni Valerio, Invito al cinema di Buñuel).
Rendiamo omaggio a questo straordinario maestro con quattordici sequenze tratte da alcuni dei suoi capolavori.

I FILM SURREALISTI DI DI LUIS BUÑUEL IN 14 SEQUENZE

Catherine Deneuve durante le riprese di “Bella di giorno”

 

Il cinema è un’arma magnifica e pericolosa se è uno spirito libero a maneggiarla. È lo strumento migliore per esprimere il mondo dei sogni, delle emozioni, dell’istinto.
Luis Buñuel

 

Se il papa muore, se un capo di stato viene assassinato, la televisione è sul posto. A cosa serve che l’uomo sia presente ovunque? Oggi l’uomo non si ritrova mai da solo con se stesso come sapeva fare nel Medioevo.
Luis Buñuel

 

Buñuel considerava la realtà come una specie di schermo che bisognava oltrepassare. Bisognava andare oltre, se si voleva capire esattamente cos’era il fondo della vita e cos’erano le azioni, le cose, i sentimenti e le idee vere.
Fernando di Gianmatteo

 

Ho sempre seguito il principio surrealista “la necessità di mangiare non scusa mai la prostituzione dell’arte”.
Luis Buñuel

 

Contrariamente a ciò che credono molti ammiratori di Buñuel, il suo lavoro di scrittura dei soggetti e delle sceneggiature e di preparazione delle riprese è estremamente rigoroso, meditato e continuamente messo in discussione.
Francois Truffaut

 

L’80 per cento delle mie inquadrature si muove, ma così lentamente che quasi il movimento di macchina non si avverte: la macchina da presa deve muoversi dolcemente, senza che lo spettatore se ne accorga.
Luis Buñuel

 

Basterebbe che la bianca palpebra dello schermo potesse riflettere la luce che le è propria per far saltare l’universo. Ma per il momento possiamo dormire tranquilli, dato che la luce cinematografica è accuratamente dosata e controllata.
Luis Buñuel

 

Ho finalmente capito come si lavora con Luis. Si inquadra un superbo paesaggio, con delle splendide nuvole e dei fiori magnifici, poi, appena tutto è pronto per girare, bisogna voltare le spalle a queste bellezze e riprendere una strada ciottolosa e qualche roccia squallida.
Gabriel Figueroa

 

Nei miei film non ci sono simbolismi e soprattutto non c’è la psicanalisi. Ma qualche volta mi divertono le astute interpretazioni che si fanno dei miei film. Mi è capitato di ridere fino alle lacrime leggendo certi articoli dei “Cahiers du Cinéma”.
Luis Buñuel

 

Nella sua produzione matura Buñuel recupera alla fine completamente tutti i “topici” surrealisti presenti in L’age d’or, e ne scopre altri … il gusto dissacratorio, i ricorsi onirici, la dialettica tra apparenza e essenza, l’inversione logica, il feticismo delle forme, cioè tutta la cultura sovversiva dei seguaci di Aragon, più il marchese De Sade, Freud, e un certo marxismo immaginifico.
Francisco Sanchez

 

Se dovessero dirmi: “Ti restano vent’anni da vivere, cosa vuoi farne delle 24 ore di ogni singolo giorno di vita?” risponderei: datemi due ore di vita attiva e 22 di sogno a patto di potermene ricordare, perché il sogno esiste soltanto attraverso la memoria che lo accarezza.
Luis Buñuel

 

Lo sguardo di Buñuel sulle cose è un’operazione di montaggio: si diverte a creare una realtà che esiste già.
Charles Tesson

 

Facendo suo il grido meraviglioso e ambiguo Vivan las cadenas Buñuel, nell’atto stesso di giocare il più libero e surrealistico “cadavere squisito”, aveva mostrato che la Libertà è un fantasma e che l’oggetto del desiderio è sempre oscuro.
Enrico Ghezzi

 

La sua tecnica di lavorazione è abbastanza semplice; il regista non vuole parlare con l’attore del personaggio, lascia molta libertà. Pretende solo una cosa: la sobrietà. Costruisce perciò quei gesti, quei movimenti per ricreare nel film la musica che volutamente non usa, una colonna sonora fatta di ritmo della recitazione.
Fernando Rey

 

Filmografia completa di Luis Buñuel

Un chien andalou – Un cane andaluso (1929)
L’âge d’or (1930)
Terra senza pane (Las hurdes) (1932)
Gran Casino (1946)
Il grande teschio (El gran Calavera) (1949)
I figli della violenza (Los olvidados) (1950)
Adolescenza torbida (Susana) (1951)
La figlia dell’inganno (La hija del engaño) (1951)
Salita al cielo (Subida al cielo) (1952)
Una donna senza amore (Una mujer sin amor) (1952)
Il bruto (El Bruto) (1952)
Lui (Él) (1953)
L’illusione viaggia in tranvai (La ilusión viaja en tranvía) (1953)
Cime tempestose (Abismos de pasión) (1954)
Le avventure di Robinson Crusoe (Robinson Crusoe) (1954)
Estasi di un delitto (Ensayo de un crimen) (1955)
Le rive della morte (El río y la muerte) (1955)
Gli amanti di domani (Cela s’appelle l’aurore) (1955)
La selva dei dannati (La Mort en ce jardin) (1956)
Nazarín (1958)
L’isola che scotta (La Fièvre monte à El Pao) (1959)
Violenza per una giovane (The Young One) (1960)
Viridiana (1961)
L’angelo sterminatore (El ángel exterminador) (1962)
Il diario di una cameriera (Le Journal d’une femme de chambre) (1964)
Intolleranza: Simon del deserto (Simón del desierto) (1965)
Bella di giorno (Belle de jour) (1967)
La via lattea (La Voie lactée) (1969)
Tristana (1970)
Il fascino discreto della borghesia (Le Charme discret de la bourgeoisie) (1972)
Il fantasma della libertà (Le Fantôme de la liberté) (1974)
Quell’oscuro oggetto del desiderio (Cet obscur objet du désir) (1977)

 

Luis Buñuel (1900-1983)

 

 

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