HALLOWEEN CON IL TERRIBILE LUCIBAUT

HALLOWEEN CON IL TERRIBILE LUCIBAUT

“La notte è terrificante per tutti, specialmente per le donne e i bambini, che si spaventano al minimo rumore di un topino che si volta e lo trasformano in un gigante o un enorme fantasma che cresce a misura che la paura aumenta” (Annali della Chiesa, Cattedrale di Noyon, 1633).
Sono le parole di Jacques le Vasseur, dottore in teologia, canonico della Chiesa Cattedrale di Noyon (Piccardia, Francia) e decano della stessa. Da bambino era terrorizzato dal Lucibaut.
“Mi ricordo perfettamente dei brividi di paura di cui ho sofferto a causa sua”.

Cos’era e a che cosa rassomigliava questo Lucibaut? Era un animale? Un uomo? Non tutti quelli che dichiaravano di averlo visto erano concordi, ognuno aggiungendo un tocco personale a quella forma agghiacciante.
La città di Noyon “ha il suo Lucibaut, il suo spauracchio notturno, che la comunità ritiene essere uno spettro, che vede e sente in determinati giorni nelle ore notturne, apparendo talvolta in forma di grande cane, o di un’altra bestia, talvolta in forma sì umana ma orrenda e spaventosa, trascinando qualche volta delle catene, con dei cani furiosi, come generalmente accade la vigilia e l’antivigilia del Giorno dei Morti”.

Jacques le Vasseur, da erudito e dotto uomo di chiesa che era, volle saperne di più su quelle apparizioni. Si rivolse allora al passato, e cioè ai Registri Capitolari della sua chiesa. Ne individuò tre, corrispondenti agli anni 1452, 1455 e 1468, dove era menzionato un certo Jean Lucibaut.
Questo Jean Lucibaut, detto la Chaussée, era vicario della chiesa di Noyon. Aveva una voce di basso talmente “furiosa e raggelante” che incuteva il terrore nei bambini. Lesse inoltre che era un uomo di cattivo esempio, e che, dedito al vino, era solito nelle sue incursioni notturne picchiare la prima persona che incontrava. La gente della città evitava di uscire di notte per il timore di incontrarlo. Padri e madri, per zittire i loro figli, minacciavano di metterli fuori di casa e consegnarli a Lucibaut.

Lucibaut conobbe spesso la prigione per la dissolutezza, le insolenze e le violenze che commetteva sulle donne e le ragazze. Nella sua cella pare che si annoiasse parecchio. Spiegava allora la sua possente voce e ne inondava le strade di Noyon.

Quando morì i suoi concittadini non smisero di temerlo. “Da allora gli ululati notturni dei possenti mastini furono scambiati per le sue urla. Si pensava che dopo la sua morte egli facesse la sua penitenza per le strade che in vita aveva riempito di scandalo e che per espiazione delle sue colpe fosse stato condannato a farvi delle ronde tutte le notti, e trascinarvi delle catene per impietosire i vivi affinché si ricordassero di lui nelle loro preghiere”.

Lucibaut è menzionato nell’Enciclopedia dell’illuminista Diderot. Alla voce Noyon possiamo leggere: “Come le altre città, ebbe il suo lutin: temuto dagli adulti e dai bambini, sotto vari aspetti, faceva paventare la sua presenza nelle vie e nelle case. La verità è che Lucibaut, mascalzone incallito, che oltraggiava, picchiava i passanti, era un cantore della cattedrale, e che fu punito. Le Vasseur lo aveva semplicemente scambiato per un fantasma.”
Nella citazione la parola “lutin” non va oltre il generico significato di essere sovrannaturale. Da non confondere, ovviamente, con quella creatura notturna, tipica delle regioni del nord della Francia, di piccole dimensioni e col caratteristico berretto rosso.

Nella “Grande Enciclopedia dei lutin” online, infine, leggiamo che “annuncia i decessi abbaiando e ululando. Trascina delle catene e il giorno di Ognissanti divora i bambini monelli sulle strade di Noyon, vicino a Compiègne.”

Quest’anno ci mancherà un po’ il girovagare notturno dei bambini ad Halloween, con i loro dolcetto o scherzetto e le urla di spavento che squarciano la notte. In compenso abbiamo, venuto da un lontano passato, un amico in più, da guardare con sospetto, o meglio da non guardare affatto. Non si sa mai che si offenda.

 

 

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