GORILLAZ: RITORNA LA ROCK BAND A FUMETTI

GORILLAZ: RITORNA LA ROCK BAND A FUMETTI

Dopo sette lunghi anni riecco i Gorillaz? Il punto interrogativo è indispensabile, anche se l’anno scorso Damon Albarn e Jamie Hewlett sono stati abbastanza chiari, seminando parecchi indizi in anteprima sui social media, in occasione della pubblicazione di un nuovo capitolo della loro saga, il booklet digitalethe Book of Noodle“. In realtà non sappiamo ancora molto del loro nuovo album.

Damon Albarn

I Gorillaz sono un caso a sé stante nel panorama della musica pop mondiale: una band che si presenta al pubblico sotto forma di personaggi di cartoni animati, creata dalla mente di Damon Albarn, già frontman del Blur, e dal fumettista Jamie Hewlett, creatore di Tank Girl. E che,  attraverso l’uso di svariati media, album, video, twitter, siti, ci hanno raccontato le follie dei componenti virtuali del gruppo, 2D, Noodle, Murdoc e Russel, nel corso del processo di realizzazione dei loro album.

Una operazione di straniamento artistico attualissima per modalità e strumenti impiegati, che varrebbe la pena di analizzare dal punto di vista del marketing artistico oltre che da quello squisitamente musicale, dal momento che Gorillaz è anche ottimo alternative rock con influenze brit, dub, trip-hop e hip-hop: musica pop assolutamente contemporanea e di grande qualità.

I Gorillaz vanno oltre lo Ziggy Stardust di David Bowie e superano di un balzo il concetto di rockstar come feticcio, eliminando completamente la figura fisica dell’artista dal palcoscenico mediatico e sostituendolo con un’immagine totalmente artificiale, ma pur sempre artigianale e frutto di un’opera artistica e pop come il fumetto.

Se i media sono sottomessi a processi di feticizzazione che, nel caso dell’industria musicale, riducono l’artista a oggetto e fattore produttivo, da controllare sulla base di valutazioni puramente economiche, destinato a essere rimpiazzato dalle macchine, l’esperimento Gorillaz rappresenta con consapevolezza  e giocosità le estreme conseguenze di questo processo, ma questa volta è l’artista a controllarlo, riportando la musica alla pura forma, libera dai condizionamenti dello star-system e dalle logiche commerciali.

La “crossmedialità” di Gorillaz consente alla musica e all’artista di liberarsi anche da ogni ruolo che lo ingabbia di volta in volta e di spaziare dal suono allo storytelling, dal video alla graphic-novel.

Dunque il nuovo disco dei Gorillaz dovrebbe essere pronto. Il condizionale è d’obbligo, dato che non ci sono dichiarazioni ufficiali se non quelle riportate da un fan che avrebbe incontrato Albarn in persona, il quale gli avrebbe confermato di avere ultimato il nuovo disco, e qualche indizio musicale risalente a qualche mese fa.

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Working hard

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Altra conferma, seppure indiretta, proviene da Instagram: il batterista della band, Seye, ha pubblicato una foto dalla sala prove, con il commento “Duro lavoro”.

Ennesimo indizio, lo scorso mese i Gorillaz hanno pubblicato un nuovo singolo dopo un lungo silenzio di ben 7 anni, dal titolo Hallelujah Money (che possiamo ascoltare qui sotto).

 

1 commento

  1. […] vi avevamo anticipato in un precedente articolo, a quasi sette anni dall’uscita del loro ultimo album, la band virtuale di Damon Albarn e […]

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