GLI USA MINACCIANO LA RUSSIA: FINE DEI BOMBARDAMENTI O STOP AI RAPPORTI TRA I DUE PAESI

GLI USA MINACCIANO LA RUSSIA: FINE DEI BOMBARDAMENTI O STOP AI RAPPORTI TRA I DUE PAESI

Sullo sfondo della guerra in Siria si sta consumando il braccio di forza tra gli Stati Uniti e la Russia. Dopo i bombardamenti degli ospedali siriani non governativi da parte dei russi, è intervenuto Barack Obama accusando Putin di voler conquistare la gloria in maniera muscolare.

Ieri è stata la volta di John Kerry. Il capo della diplomazia americana, in colloquio telefonico con il ministro degli esteri russo, Sergei Lavrov, ha chiesto che cessi l’offensiva su Aleppo per ristabilire la tregua e consentire l’accesso degli aiuti umanitari. Questione peraltro già prevista da americani e russi lo scorso 9 settembre, con un accordo sul cessate il fuoco di sette giorni, poi non rispettato.

L’ultimatum americano è chiaro: se la Russia dovesse proseguire con gli attacchi, che non hanno neppure risparmiato ospedali e altre strutture civili, Washington chiuderà ogni relazione con Mosca. Dalla caduta del muro di Berlino, ai tempi della guerra fredda, questo è il momento più difficile tra le due superpotenze. Da un lato gli americani considerano i russi co-responsabili degli orrori perpetrati ai danni della popolazione siriana, dall’altra i russi rigettano ogni accusa, sostenendo, al contrario, che siano gli Stati Uniti ad armare i ribelli impegnati in una guerra fratricida.

Vicino alle posizioni statunitensi anche il Segretario generale dell’Onu. Parlando al Consiglio di Sicurezza, Ban Ki Moon, pur non nominando espressamente Russia e Siria, ha detto che quanti fanno un uso consapevole di armi distruttive si rendono autori di crimini di guerra. Una affermazione che fà il paio con quella di Boris Johnson, neo ministro degli esteri britannico, il quale lunedì scorso ha indicato Putin quale responsabile del bombardamento ad un convoglio umanitario.

La crisi diplomatica in corso tra Usa e Russia rischia una ulteriore escalation nei prossimi giorni se i due paesi non sapranno trovare una mediazione a quella che potrebbe rappresentare l’occasione per una nuova guerra fredda.

11 commenti

  1. Ridurre la catastrofe di Aleppo al risultato dello scontro tra due ataviche Superpotenze come gli U.S.A. e la Russia, equivale a dare una visione semplicistica, non corrispondente alla realtà e molto infantile (e ridicola) dello scenario internazionale, dove si sta consumando una mattanza di innocenti che evoca pessimi ricordi e che riguarda tutti: non si sta giocando a “buoni e cattivi” e “Indiani e Cow-Boy”, qui è tutta un’altra storia. Intanto chi ha bombardato cosa è attestabile e documentato, ricordo che siamo nell’era dei satelliti e che sui droni, sugli aerei e sulle bombe ci sono i marchi di fabbrica. Ricordo anche che la Siria ha subito, suo malgrado, le ritorsioni di quel genio di strategia militare di Hollande a caccia di terroristi dell’ISIS, peccato che i suoi non abbiano colpito un terrorista neppure per sbaglio e che abbiano falcidiato una folla di innocenti nell’intento di vendicare le patrie vittime degli attacchi di Parigi e di Nizza. Rammento inoltre che chi ha armato il terrorismo negli anni passati oggi si spaccia per combattente, in nome della civiltà e della democrazia, e che in Europa non c’è nessuno che possa considerarsi privo di responsabilità per lo scenario apocalittico della Siria, neppure l’Italia, che oltre ad avere un’industria militare che non conosce crisi e vende armi a cani e porci, fa parte della NATO, nei confronti della quale ha obblighi precisi che non la rendono affatto libera di fare la parte del “grande Paese che fa solo missioni di pace”. La situazione è gravissima e non è affatto fondata sull’eterna contrapposizione tra russi e americani, questo articolo dirotta su Marte o tra le pagine di una favola per bambini la cronaca, la qual cosa non può e non deve accadere mai, in particolare quando si parla di situazioni che vedono raso al suolo un Paese e sterminato il suo Popolo.

    • Cosa c’entra tutto questo con il fatto che gli Usa hanno dato un ultimatum alla Russia?

      • C’entra col fatto che l’articolo riduce il problema all’attrito tra U.S.A. e Russia col distacco dell’obiettivo puntato da lontano, da un pianeta avulso dal contesto: l’ultimatum è la punta di un iceberg politico e militare del tutto ignorato come se non coinvolgesse nessun altro, quando il problema è planetario, molto europeo e molto italiano, visto che noi siamo immersi nella NATO fino al collo. La notizia secondo te, Sauro Pennacchioli, è l’ultimatum come mera comunicazione tra le due parti? Non credo proprio, per cui non farmi spiegare l’ovvio. Quello che ho ritenuto opportuno dire l’ho detto e non ho altro da aggiungere. Quando un articolo mi interessa e mi piace per il modo in cui è scritto e per i suoi contenuti, dedico volentieri il mio tempo ai commenti positivi. La testata non è il giornale scolastico di una terza media, per cui sarebbe auspicabile, nel rispetto della linea editoriale POP, un linguaggio semplice ed efficace che non mortifichi merito e metodo.

        • Stati Uniti e Russia si erano allontanati dopo l’invasione della Crimea. Poi gli Usa, pur di risolvere la crisi siriana, hanno parzialmente perdonato la Russia. I fatti recenti segnano un nuovo attrito tra le due maggiori potenze militari del mondo. Il resto non c’entra niente con le relazioni russoamericane.

          • Questa è una tua opinione personale, se permetti. Non mi pare questo il contesto per disquisire di politica internazionale ma se vuoi possiamo approfondire, quando ti pare. Il resto non c’entra niente? Dissento assolutamente, questa è la banalizzazione strumentale della cronaca. Per giunta scritta pure in modo per nulla accattivante e soporifera. Comunque il problema è presto risolto: se questa è la tua linea editoriale sui temi legati alla politica e al contesto internazionale, da domani salto a piè pari la sezione e passo ad altro senza sprecare tempo. E se questo è lo stile che promuovi, faccio una selezione degli autori, anche se mi chiedo come mai non ti adegui tu quando scrivi allo stesso livello rasoterra che ti sei messo a difendere. Da domani, cerca di scrivere peggio, Sauro Pennacchioli! Così, tanto per essere coerente…

    • Ma nessuno ha scritto che la viceda della Siria è il frutto dello scontro tra Usa e Russia. Tutt’al più è il pretesto perchè le due superpotenze ritornino a sfidarsi e minacciarsi. E aggiungo, l’articolo non prende le parti di nessuno

      • Ecco Alessandro Orofino, hai detto una cosa sacrosanta! Non prendi alcuna posizione, butti lì una notizia e la incornici in un contesto che pare non riguardarti: non è un compitino di storia valido per l’orale! Tu devi dire cosa è successo, quindi dare la notizia, ma io che leggo mi aspetto che tu una cosa così grave la contestualizzi, la corredi con un quadro di carattere generale. Quando dici “l’articolo non prende le parti di nessuno” hai detto tutto quello che non va: tu confondi il tuo dover raccontare i fatti con l’azzerarne completamente la rilevanza per totale assenza di personalizzazione. Tu non hai dato la notizia, l’hai abbattuta con un AK47 caricato a banalità che non dicono nulla che non sia scontato. Sei l’autore di un articolo, stai parlando di un rischio concreto di guerra mondiale non più a spizzichi e bocconi, in un contesto in cui muoiono donne e bambini sotto le bombe non solo americane e russe e di certo per niente “intelligenti” come ce le hanno spacciate (visto che non cascano su un obiettivo militare neppure per errore), dove non si risparmiano gli ospedali, dove non c’è nient’altro che morte e macerie grazie anche alle azioni militari europee e tu che fai? Mi descrivi quello che succede come se fosse una questione tra Russia e U.S.A. che si accusano a vicenda? Ma il significato di questo ultimatum, tu, Alessandro, lo hai metabolizzato o me lo racconti come se fosse una notizia meteo sul clima di domani? Il difetto sostanziale è l’assoluta impersonalità, tanta e tanto scontata è la banalizzazione che ne fai per barcamenarti senza esporti, da produrre un’arma di annientamento di massa e non un articolo dedicato uno degli argomenti più roventi e più importanti di cui un giornale che si rispetti si deve occupare. Questo è quello che arriva a me, ma io non sono nessuno di importante, sono solo una che oltre a scrivere legge almeno 3 quotidiani tutte le mattine prima di cominciare a lavorare: se ti confortano pareri opposti al mio e ti verranno tessuti elogi, buon per te, io questo articolo lo trovo veramente orrendo sotto tutti i punti di vista e non esito a dire che certi argomenti mi piacerebbe vederli trattati su Giornale POP con pezzi di ben altro profilo, tanto nella forma quanto nei contenuti e non a tarallucci e vino annacquato come hai fatto tu

        • La notizia mi sembra data correttamente. Non sarà certo la crisi siriana a far scoppiare la terza guerra mondiale.

          • Bene, Sauro Pennacchioli, proponi il pezzo per un premio giornalistico e incentiva l’autore a continuare a scrivere così: hai ragione tu, e lui, che è convinto di aver scritto un bell’articolo, ha più ragione di te. Quella che non capisce nulla sono io e va bene così. Che volete farci? Essendo una che non ha alcuna competenza, che di politica estera non capisce una mazza e che non sa distinguere una fetecchia da un bell’articolo, ritengo che questo pezzo sia semplicemente orrendo. Celebrate la banalità che dell’ovvio fa notizia, con la pretesa di spacciare per Nutella ciò che non lo è. Ho constatato che la scelta non è casuale, l’elogio del nulla è la regola: ho letto infatti anche l’articolo su Trump e siamo allo stesso livello, evidentemente non si è trattato di un caso ma lo squallore è proprio voluto. Essendo una mentecatta, da domani salterò a piè pari cronaca e politica estera e tutti gli articoli di Alessandro Orofino, che unisce spessore e stile di un ragazzino di II media alla boria di Eugenio Scalfari che qualche ragione per tirarsela credo ce l’abbia: il tuo rifiutare in blocco le critiche e trovare una giustificazione per ogni cosa, dimostra la tua mediocrità, caro Alessandro, la stessa che esprimi perfettamente quando scrivi. I grandi si riconoscono dalla capacità di trovare nel confronto e nel dissenso un’opportunità di miglioramento. Tu sei convinto di essere bravo e di aver scritto un gran pezzo: fossi in te mi farei una doccia di umiltà e prenderei come riferimento ogni mattina 3 giornalisti seri che sanno scrivere di certi temi e trarrei spunto da loro: emula il meglio e cresci, non pretendere che sia chi ti legge a doversi adeguare, non è così che funziona, te lo garantisco. Puoi fare 1000 volte meglio perché ti piace scrivere, ma attualmente i tuoi articoli sono orribili: confrontali con tutti quelli che parlano degli stessi argomenti e fattene una ragione. Comunque il plauso del tuo Direttore Editoriale sta al di sopra di qualsiasi cosa: Sauro Pennacchioli ti dice che fai articoli perfetti e che sei da Pulitzer? Un astro del Giornalismo italiano? Credigli! E stai sereno che non riceverai mai più una mia critica: ti garantisco che prima di cliccare su un articolo presterò la massima attenzione al nome dell’autore. Se ti capita di scrivere qualcosa di decente fammelo sapere e sarò lieta di erudirmi leggendoti. Bye bye

  2. Perdonami Tiziana, rispetto il tuo parere sebbene continui a non comprenderne l’attinenza con quanto riportato nell’articolo. Ma questo è evidentemente un limite mio. Ugualmente fatico a capire la veemenza dei tuoi commenti che in alcuni passaggi mi sono sembrati anche vagamente offensivi. Ne prendo comunque atto e capirò se da oggi in poi salterai a piè pari i miei contributi.

  3. Ecco questo è il bello di un giornale web, una cosa che il quotidiano tradizionale non consente: il commento, la critica, il dibattito. Nella fattispecie mi pongo a metà tra le due linee di pensiero: non si tratta di un brutto articolo, ma di una notizia d’agenzia.

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