GLI ULTIMI CACCIATORI DI ORCHIDEE

GLI ULTIMI CACCIATORI DI ORCHIDEE

Le orchidee sono state oggetto di una caccia senza tregua perché erano molto rare e costose. Oggi molte sono prodotte dai coltivatori. Però chi è affetto da “orchidelirium”, cioè da una brama smodata di possedere orchidee rare, desidera procurarsele nel loro ambiente naturale. La legislazione proibisce la loro esportazione in quasi tutto il mondo. Nonostante ciò, i nativi di solito le possono raccogliere e i turisti non esitano a importarle illegalmente nei loro paesi.

I cacciatori di orchidee nell’ottocento

Il duca William G. S. Cavendish aveva visto un Oncidium papilio, un tipo di orchidea, e se ne innamorò.

Orchidea “oncidium papilio”

Assunse un provetto giardiniere e gli fece preparare delle serre per le orchidee.

Serra di Lord Cavendish a Chatsworth

Lord Cavendish inviò in India un giovane cacciatore di piante: John Gibson. Per amore dell’avventura e per sfuggire alla grigia carriera cui lo aveva destinato la famiglia, egli accettò l’incarico e risalì il fiume Brahmaputra lungo la foresta pluviale.

Spedì a Lord Cavendish 100 specie di orchidee.

Oncidium cavendishianum dedicato a Lord Cavendish

Questo Oncidium venne chiamato cavendishianum in onore di Lord Cavendish.

Nel primo ventennio dell’ottocento, l’inglese John William Swainson spedì dal Brasile in patria, a seguito di un avventuroso viaggio a caccia di piante e insetti, alcune piante misteriose.

Cattleya labiata autumnalis

Una di queste fiorì nel 1819 nelle serre di sir Cattley. Fu chiamata Cattleya labiata autumnalis in onore di sir William Cattley.

Benedict Roelz, di origine boema, figlio di un giardiniere, verso la fine dell’ottocento divenne un cacciatore di orchidee. A seguito di un incidente aveva un uncino al posto della mano come il pirata di Peter Pan. Era un solitario, viaggiò a cavallo o a piedi attraverso l’America latina. È considerato uno dei più intrepidi cacciatori di orchidee. Inviò a Sander, che le commercializzava, decine di migliaia di orchidee di cui 800 specie nuove.

La miltoniopsis roezlii, una orchidea dedicata a Roelz

L’orchidelirium

Coloro che sono presi dalla passione per le orchidee non si limitano a comprarle e a coltivarle dopo averle riprodotte, ma desiderano procurarsele in natura. Le orchidee esistono in tutto il mondo, anche in Italia, dove ci sono circa 120 varietà che non crescono sugli alberi come ai tropici, ma nel terreno.

Orchis italica

Orchis italica

L’orchis italica è una orchidea selvatica detta “uomo nudo” perché il labello, cioè il petalo inferiore dell’orchidea, ha questa forma compreso il sesso. È diffusa nelle regioni meridionali, tranne in Sardegna che è però la zona con il maggior numero di orchidee spontanee in Italia.

Ophrys bombyliflora originaria del Mediterraneo settentrionale

Ophrys bombyliflora

È detta anche ape sorridente perché il suo labello sembra un coleottero che stia ridendo. In natura si trova in Europa meridionale, nelle Canarie, in alcune zone dell’Asia minore.

Monkey orchid o Dracula simia, originaria delle foreste pluviali del Perù

Monkey flower o Dracula simia

La foresta pluviale andina del Perù, soprattutto nel versante occidentale, è ricca di orchidee. La Monkey flower o dracula simia è protetta perché rarissima. La località più interessante per chi voglia vedere orchidee bellissime nel loro habitat naturale è il santuario storico di Machu Picchu, che ospita 200 varietà di orchidee.

Masdevalia veitchiana a Machu Picchu

I nativi raccolgono i fiori e li vendono a poco prezzo, anche perché spesso non ne conoscono il valore di mercato.

Habenaria radiata origine asiatica

Habenaria radiata

L’Habenaria radiata o orchidea airone proviene dal Giappone, dalla penisola Coreana e dalla Cina orientale. Il suo ambiente naturale sono le zone montane, molto umide ed esposte al sole, dove cresce ad un’altitudine di circa 1500 metri. È ormai rarissima in natura e si trova di rado anche coltivata.

La legge sul commercio internazionale delle specie protette

Esiste una legge che disciplina l’esportazione di piante, fiori ed animali .

Sono stati redatti tre elenchi classificando piante e animali in base al pericolo di estinzione. I soggetti del primo elenco non si possono né raccogliere, né esportare, né commercializzare. In ogni caso, tutte le specie importate dovrebbero fare una quarantena per evitare la trasmissione di malattie, virus e parassiti potenzialmente molto pericolosi per i paesi importatori.

Ogni specie non prodotta da vivaisti e da ibridatori è importata illegalmente. Solo i botanici autorizzati, per i propri studi e ricerche, possono acquisirle dopo aver ottenuto il permesso.  Così, se voi trovaste in un paese produttore un’orchidea non ancora classificata (ed è ancora possibile, soprattutto in Colombia), non potreste poi farvela accreditare in patria, in quanto sarebbe stata raccolta e importata illegalmente.

Paphiopedilum spicerianum

Tutti i Paphiopedilum, specie piuttosto comune nelle nostre case, sono protetti perché sono in via di estinzione e si possono tenere solo se provengono dai vivaisti. Il contrabbando illegale è il reato tipico di chi è affetto da orchidelirium, la solita brama irrefrenabile di possedere orchidee rare. Tuttavia la scomparsa di alcune specie, più che essere dovuta alla caccia indiscriminata degli appassionati, è causata dalla scomparsa dell’habitat naturale adatto alla vita delle orchidee. Infatti, la foresta pluviale tropicale ha subito un’intensa deforestazione, sia per l’abbattimento di alberi di alto fusto sia per ricavare terreni per l’agricoltura.

Gli orti botanici e i giardini delle orchidee

Per la gioia dei nostri occhi e per non incorrere in tentazioni pericolose possiamo andare a cercare le nostre amate orchidee negli orti botanici.

I Kew gardens

La nursery delle orchidee ai Kew gardens

A Kew, dieci chilometri a sud di Londra, c’è la sede del reale orto botanico. I giardini di Kew  sono raggiungibili con la metropolitana da Londra.

Orchidee ai Kew gardens

È un grande complesso con estese serre, alcune antiche e altre molto recenti, che furono inaugurate dalla principessa Diana e portano il suo nome. All’interno, con sistemi computerizzati si sono creati microclimi adatti alle diverse specie. Apposite scale consentono di raggiungere le chiome degli alberi su cui vivono le orchidee, che in natura sono molto difficili da raggiungere.

I giardini botanici di Singapore

I principi britannici William e Kate al museo botanico

I giardini botanici di Singapore, la cui eccellenza è il giardino nazionale delle orchidee, furono voluti e fondati dall’inglese Stamford Raffles, universalmente riconosciuto come il fondatore dell’odierna Singapore.

Sentiero panoramico del giardino botanico delle orchidee gialle

Singapore, giardino nazionale delle orchidee

Orchidee epifite a Singapore, nel giardino nazionale delle orchidee

Singapore, giardino botanico delle orchidee

La visita al giardino è gratuita. È aperto tutto l’anno dalle cinque del mattino a mezzanotte.

Per finire

Se le foto di queste meravigliose creature hanno fatto nascere in voi un principio di orchidelirium e siete decisi a farvi un viaggio per vederle dal vivo, vi segnalo l’esistenza di una app in grado di riconoscere dalla fotografia le piante selvatiche in questo sito.

Paphiopedilum rothschildianum

Dendrobium Polysema, orchidea tigre

Vanda – Orchidee nell’orto botanico di Monaco di Baviera

 

(Copyright dell’immagine di apertura dell’articolo: Giovanni Paulis – Longufresu Photography)

 

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