GLI ANIME SPLATTER E GORE PIÙ ESTREMI

GLI ANIME SPLATTER E GORE PIÙ ESTREMI

Un aspetto degli anime che mi ha sempre affascinato è l’incredibile varietà con cui vengono messe in scena situazioni disturbanti, la capacità di ritrarre la morte in un’infinità di modi diversi e la dovizia di particolari con cui questa viene rappresentata. In questo senso, è “intrigante” la libertà d’azione che rende questi anime in grado di mostrare una brutalità che i live-action sono spesso impossibilitati a raggiungere. Giusto per capirci, in un film un uomo che viene colpito da un proiettile di grosso calibro al più viene mostrato a terra in una pozza di sangue, mentre in certi anime la stessa sequenza mostra nel dettaglio la carne che viene strappata via assieme ai tendini. La muscolatura esposta e squarciata. Le ossa che vanno in frantumi.
‘Na bella differenza insomma, no?

Al di là di ciò, mi chiedevo: cosa rende un anime inquietante? La quantità di sangue e omicidi messi in scena, forse? Oppure l’efferatezza e la crudeltà con cui sono rappresentati? Non credo. O meglio, è un aspetto importante ma non fondamentale.
Ho preferito concentrarmi sugli anime che offrono il “pacchetto completo” al di là della “semplice” messinscena della violenza. Anime in grado di mettere a disagio in ogni istante.

Corpse Party: Tortured Souls (2013)

Copertina dell' Anime Horror splatter gore Corpse Party

Partiamo da un anime piuttosto recente: Corpse Party è horror di stampo abbastanza “classico” nel soggetto.
Inizia come la stragrande maggioranza dei film horror, con un brutto avvenimento accaduto nel passato le cui conseguenze si riversano sul presente. Tutto ruota su nove studenti delle superiori, la cui scuola si trova su un campo dove anni addietro sorgeva una scuola elementare. Diventata tristemente celebre per le tante misteriose scomparse di studenti e professori, viene commesso un orribile omicidio.

Com’è come non è, i ragazzi si trovano in una “dimensione alternativa della scuola”, dimora di un fantasma piuttosto sadico che li tortura in ogni modo possibile e immaginabile. Quello che mi colpisce di ‘sto Corpse Party è lo stile grafico “tondeggiante” e morbido, in netto contrasto con un livello di gore e di iperviolenza ai limiti dell’assurdo. ‘Sta cosa, può piacere o no. Sta di fatto che parecchie sequenze so’ veramente dure da mandare giù.

Mnemosyne: Mnemosyne no musume-tachi (2008)

anime horror

Conosciuto anche come RIN: Daughters of Mnemosyne, è un anime piuttosto particolare. Le protagoniste sono Rin, una detective privata, e la sua assistente Mimi. Fin qui non ci sarebbe nulla di strano, se non fosse che ‘ste due sono immortali. A un certo punto compare un albero “misterioso” i cui frutti sono in grado di “infettare” gli esseri umani. Nel caso i frutti infettino una femmina, questa si trasformerà in un immortale. I maschi, invece, diventeranno esseri denominati “angeli”.

Gli immortali sono esattamente ciò che sono e, quindi, non possono morire. Però possono essere torturati. Questo dovrebbe bastare a fare capire dove alla fine ‘sto Mnemosyne vada a parare, no? In ogni caso è un anime che gioca con molti concetti interessanti, come eternità e reincarnazione. Infatti, Rin verrà più volte atrocemente uccisa, ma ogni volta “rinascerà”. E in ogni rinascita la sua vita salta avanti di decenni.

Elfen Lied (2004)

anime horror

Come per Corpse Party, anche Elfed Lied presenta ‘sta assurda dicotomia fra uno stile grafico ingannevolmente puccioso e una brutalità agghiacciante. La storia ruota su Lucy, che è un essere denominato Diclonius. I Diclonius non sono tanto dissimili dagli esseri umani, fatta eccezione per piccole escrescenze ossee sul cranio a forma di orecchie di gatto. E per il fatto di possedere tremendi poteri psichici che si manifestano sotto forma di braccia invisibili (per gli esseri umani) chiamate vettori. Essendo questi esseri considerati una minaccia per gli uomini se va bene vengono uccisi alla nascita. Altrimenti diventano cavie per orrendi esperimenti e torture disumane di ogni genere. La protagonista a un certo punto riesce a scappare da uno dei laboratori e, che te lo dico a fare, nella fuga fa ‘na strage allucinante.

Elfen Lied è una di quelle cose che guardi quasi per caso, attirato più dalla curiosità che altro. E poi ti ritrovi inchiodato a guardare un terrificante vortice di scene atroci in cui la gente viene fatta a pezzi. Le mani invisibili di Lucy sono insanamente pericolose, e viene fatto un lavoro incredibile nel sottolineare la loro spaventosità.

Genocyber (1994)

anime horror

Ultraviolento e con un tasso di mortalità dei personaggi più alto di quello di Trono di Spade, Genocyber è un vero e proprio festival del gore estremo. Ambientato in un distopico futuro abbastanza prossimo, dove le mega-corporazioni sono in lotta fra loro per il controllo della Terra, una di esse, il gruppo Kuryu, ha forse trovato il modo di primeggiare sulle altre. Grazie a due sorelle dotate di particolari poteri, dà vita al Genocyber, un mostro cyber-psichico che si rivela essere l’arma di distruzione di massa definitiva. Peccato per loro che non si riesca a controllarlo.

Genocyber è un’opera rimasta incompiuta e con una storia molto confusa. Essenzialmente è ricordato per il tasso di violenza estrema: all’uscita, più di vent’anni fa, fu in effetti qualcosa di shockante. E parecchie scene, devo ammettere, risultano ancora disturbanti. Inoltre, all’epoca fu al centro di numerose controversie perché, al di là di una certa viziosità nel mostrare con dovizia di particolari delle brutalità decisamente oltre i limiti, fu la prima opera a rompere la regola non scritta in cui non bisogna mai mostrare esplicitamente la morte di un bambino.

Midori Shoujo Tsubaki (1992)

anime horror

Per concludere Midori Shoujo Tsubaki, una delle cose più malate, deviate e allucinanti che mi sia mai capitato di vedere. Sul serio, non c’è niente in questo anime che non disturbi. Nonostante tutto, Midori è un’opera molto più complessa di quello che potrebbe sembrare.
Partiamo dal titolo: Shojo Tsubaki, traducibile come “La Ragazza delle Camelie”. Uno stock character, ovvero uno stereotipo tipico del Kamishibai, una forma di teatro di strada nata in Giappone negli anni trenta simile al nostro spettacolo delle marionette. Generalmente la Shojo Tsubaki del Kamishibai è una ragazza adolescente o preadolescente, orfana o di famiglia estremamente povera, che si trova costretta a vendere camelie in strada per sopravvivere per poi essere venduta a un gruppo di saltimbanchi e forzata a esibirsi negli spettacoli. Una via di mezzo fra la piccola fiammiferaia” di Andersen e il Pinocchio di Collodi, insomma.

‘Sto personaggio, è diventato piuttosto noto in occidente prevalentemente per Suehiro Maruo, un’artista molto particolare che utilizza lo stile Muzan-e, ovvero un sottogenere dell’arte classica giapponese che si concentra su soggetti di natura violenta. Inoltre, Maruo è anche un esponente del genere Ero guro, un movimento letterario e artistico nato sempre negli anni trenta che si basa sull’unione di erotismo, corruzione sessuale e decadenza fisica e morale.
L’anime Midori Shoujo Tsubaki (di cui Midori è il sottotitolo) è l’adattamento dell’omonima graphic novel di Maruo, arrivata in occidente come Mr. Arashi Incredibile Freak Show.

Il tutto non è altro che una delirante, grottesca rivisitazione di questo personaggio stereotipato calato in un contesto ai limiti dell’agghiacciante. Il regista di questo adattamento, Hiroshi Harada, data la natura del materiale non ha mai trovato nessuno disposto a finanziare il progetto. Tanto che per realizzarlo ha utilizzato tutti i suoi risparmi. Nonché, ci so’ voluti ben cinque anni per completare il tutto, visto che Harada ha disegnato a mano e da solo più di cinquemila fogli d’animazione.

Buona parte del materiale originale è andato perso, un po’ perché in Giappone la distribuzione è stata pressoché nulla. Infatti è stato proiettato occasionalmente solo in eventi particolari a un pubblico ristretto. E poi perché se in Giappone era considerato “estremo” negli altri paesi era praticamente illegale. Perciò distribuzione zero anche in questo caso. Tuttavia, una manciata di copie bootleg è sopravvissuta e grazie a internet oggi è possibile buttare un occhio al film. Non completo, ovviamente, ma tant’è. Ci tengo a precisare che alcune cose vanno oltre il mio limite di sopportazione.

Bene, direi che con questo anche stavolta è tutto.

Stay Tuned ma sopratutto Stay Retro.

1 commento

  1. https://www.youtube.com/watch?v=98-dXUu6yf0 Ecco qui il link di Midori Shoujo Tsubaki

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