“LA POSTA DI FRA MANSUETO” IL DOVERE DELL’ACCOGLIENZA

“LA POSTA DI FRA MANSUETO” IL DOVERE DELL’ACCOGLIENZA

Caro Fra Mansueto,

mi chiamo Antongiulio, sono avvocato e scrivo da Golasecca sul Ticino. Ti illustro brevemente il mio problema.
Circa un anno fa ho deciso di aderire all’invito fatto dal mio parroco di accogliere nella mia casa un profugo, e fare così la mia piccola parte (in spirito cristiano) per alleviare questa tragedia umana.
Subito mi sono dovuto scontrare con le perplessità e le resistenze culturali (e diciamolo pure, l’egoismo) di mia moglie Elettra, e ho faticato non poco per farle accettare il mio punto di vista, anzi, ho dovuto impormi.
La scelta è caduta su Amadou, un ragazzone ghanese di venticinque anni, simpaticissimo, molto cortese e in possesso di ben due lauree, una in fisica e l’altra in ingegneria elettronica. Amadou non solo vive con noi in villa ma, visto il suo notevole background, gli ho affidato alcuni semplici lavori di potatura e ripulitura del giardino, piccola manutenzione, ecc., per cui gli passo un modesto mensile, giusto un pourboire per farlo sentire parte della famiglia.
Lui tuttavia, molto assennatamente, spende pochissimo anche perché, forse intimorito dalla gente, non va quasi mai in paese se non per frequentare la Chiesa (è molto devoto), e quando ho provato a incoraggiarlo ha detto che qui, “nella sua famiglia”, ha tutto ciò che gli serve. Mi sono commosso.
Purtroppo mia moglie non riesce, tuttora, a condividere questa gioia. Evidentemente non ha saputo rinunciare completamente alla sua diffidenza e al suo egoismo, e i nostri rapporti negli ultimi mesi sono decisamente peggiorati.
Con il ragazzo si mostra sempre corretta, ma molto fredda, direi altera. Spesso lo fissa con eccessiva intensità, quasi volesse farlo sentire in soggezione, e addirittura pretende (mi vergogno un po’ a dirlo) di essere chiamata “padrona”.
A nulla sono valsi i miei tentativi di farla ragionare, anzi, da qualche mese Elettra ha cominciato (per dirla brutalmente) anche a rifiutarsi di compiere il suo dovere coniugale nei weekend, adducendo scuse meschine quali emicranie o malori, e arrivando al punto, qualche settimana fa, di voler dormire in una camera separata. Sì, a questo siamo arrivati, e non è tutto.
Dalla parete che ci separa sento ogni notte i suoi gemiti rabbiosi e i suoi singhiozzi, come dei mugolii animaleschi, e la sento rigirarsi continuamente nel letto, quasi fino all’alba!
Quale meschina sceneggiata! Mai avrei sospettato, in quella donna, tanto livore. Forse pecco di orgoglio, fra Mansueto, ma non sono ingenuo. Non le chiedo se sta male, non busso alla sua porta. So che non ha niente, che la sua è solo una ripicca, un modo piccino di punirmi per aver fatto il mio dovere di cristiano, per aver seguito la volontà del Signore.
L’unico che, nel suo candore, non si è accorto di tutto questo disagio è proprio Amadou, che sto iniziando a considerare un po’ come il figlio che non ho avuto e a cui non potrei, ormai, rinunciare. Lui è sempre gentile e di buon umore e cerca pazientemente di assecondare mia moglie in tutte le sue piccole stravaganze, come quando gli ha chiesto di descriverle gli uccelli tipici del suo paese. Ieri addirittura Elettra se ne è uscita con un “Ohé, Mandingo! Allora vai tu a fare la spesa? Mi raccomando il burro, eh?”. Ti giuro, avrei voluto sprofondare! Ma lui, che il Cielo lo benedica, si è limitato a sorridere.
Questa situazione non può durare, ormai per me lo stress è troppo forte. Dammi un consiglio tu, fra Mansueto, aiutami a far capire a mia moglie che deve abbandonare la sua idiosincrasia, che deve smettere di considerare il nostro ospite un “corpo estraneo”.

Antongiulio da Golasecca sul Ticino
Carissimo Antongiulio,

ho già seguito situazioni di “convivenza forzata” come la tua, e per esperienza posso dirti che, con un po’ di tempo e di pazienza, spesso dopo aver raggiunto un punto critico si risolvono da sole.
Sono felice che tu sia determinato a non recedere dal tuo proponimento. Seguire la volontà del Signore implica a volte il dover superare penose difficoltà, ma vedo che la tua fede è forte e ti sostiene, non farla vacillare.
Io posso solo esortarti a perseverare, e vedrai che anche tua moglie, illuminata dal tuo esempio, abbandonerà il suo puntiglio. Sono convinto che anche lei stia già cominciando, piano piano, ad aprirsi di più verso questo nostro giovane fratello e a capire che questa esperienza le può dare tanto a livello umano, così come lo ha dato a te.
Pregherò per te, perché sulla tua testa rimanga quella meravigliosa aureola di carità e amore che oggi vedo!

Fra Mansueto

Fratelli e sorelle ricordate,

se qualcosa vi fa vacillare, se desiderate dare e ricevere il conforto di una parola amica, scrivete a

“La Posta di Fra Mansueto”
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