I FILM SUI SUPEREROI VALIANT PRODOTTI CON CAPITALI CINESI

supereroi Valiant

Dopo Marvel e Dc, stanno per arrivare i film con i supereroi Valiant… prodotti con soldi cinesi!

In una fase come questa in cui si parla sempre più spesso di “nuova via della seta” e dei conseguenti investimenti della Cina in Europa, con una verve che infiamma gli schieramenti politici dividendo i due partiti che sostengono il governo, pochi si sono accorti che il colosso asiatico sta investendo anche in un settore che sembrerebbe del tutto occidentale: i cinecomic, i film tratti dai fumetti dei supereroi.

 

I film Marvel sfondano in Cina

I Marvel Studios, casa di produzione cinematografica della Disney che produce film sui supereroi Marvel, si sono già detti pronti a girare in Cina un progetto incentrato su Shang-Chi, Maestro del kung-fu, supereroe ispirato a Bruce Lee creato nel 1973 dalla penna di Steve Englehart e le matite di Jim Starlin, ma poi lungamente scritto da Doug Moench e disegnato dall’astro nascente Paul Gulacy. Come i vecchi lettori dell’Editoriale Corno ricorderanno bene. Il film, dopo un annuncio fatto a dicembre, verrebbe girato dagli studi Fox, oggi di proprietà della Walt Disney.

 

La versione “classica” di Shang-Chi disegnata da Paul Gulacy (dietro intravediamo il volto del suo padre/nemico Fu Manchu)

 

Secondo The Hollywood Reporter, la Marvel si aspetta che il film di Shang-Chi “faccia un boom come Black Panther all’inizio del 2018”, il cinecomic ambientato nell’immaginario stato africano di Wakanda. Peccato che l’antagonista storico di Shang-Chi non sia stato gradito in Cina. Infatti, su Sina Weibo, social network cinese simile a twitter e facebook, il pubblico è insorto accusando i Marvel Studios di avere insultato la Cina perché nei fumetti Shang-Chi è figlio e nemico di Fu Manchu, protagonista di romanzi popolari d’inizio Novecento scritti da Sax Rohmer, portatore nell’immaginario collettivo occidentale di stereotipi razziali sul cosiddetto “pericolo giallo” (a suo tempo la Marvel acquisì i diritti di Fu Manchu, anche se a un certo punto l’ingombrante cattivone venne tolto di mezzo dalla serie).

 

supereroi Valiant

La locandina del serial in 15 episodi della Republic, “Drums of Fu Manchu” (1940), ispirato al crudele personaggio dei romanzi di Sax Rohmer

 

Comunque il pubblico cinese, al di là degli stereotipi, è tutto eccetto che refrattario ai blockbuster americani sui supereroi: Venom, film Marvel prodotto dalla Sony, ha incassato la bellezza di 111 milioni di dollari nel primo weekend di programmazione mentre Avenger: Infinity War, ne ha incassati 102.
La Cina, in questa fase di “guerra dei dazi” con gli Stati Uniti di Trump e di varo della “nuova via della seta” con l’Europa, sta puntando sull’investimento di forme d’intrattenimento simili a quelle americane.

 

Il “terzo polo” dei supereroi Valiant

Parlando di supereroi si pensa quasi sempre al duopolio mediatico-editoriale Marvel e Dc, la prima dal 2009 della Disney e la seconda dal 1975 della Warner Bros. Ma in America esistono anche numerose case editrici minori che sfornano centinaia di fumetti ogni mese.
Tra queste, quella che presenta il più ampio parco di supereroi è la Valiant Entertainment, creata nel 1989 da Jim Shooter, capo della Marvel Comics dal 1978 al 1987. La Valiant passò nel 1994 nelle mani della Acclaim, per chiudere nel 2004 e venire poi rilanciata nel 2015, tornando a raccontare le avventure di supereroi come X-O Manowar, Quantum & Woody, Bloodshot, Faith, Harbinger, pubblicati in Italia dalla Star Comics di Perugia (mentre gli episodi degli anni novanta erano stati presentati dalla Play Press di Roma).

La Cina, che a dicembre ha annunciato un film animato su Karl Marx finanziato dal governo, sembra sia dietro ai recenti movimenti di proprietà della Valiant. Il sito The Hollywood Reporter ha confermato che Valiant Entertainment è stato acquisita in toto dalla Dmg Entertainment diretta da Dan Mintz con base a Los Angeles, ma con capitali provenienti dalla Cina. Dan Mintz ha dichiarato che, pur possedendo già il 57% della Valiant, come compagnia voleva il controllo totale per sviluppare al meglio queste proprieties in film e altri media spostando il focus “lontano” dai fumetti.

 

supereroi Valiant

 

Infatti Dmg Entertainment, ben presente nell’intrattenimento cinematografico e televisivo cinese, punterebbe alla realizzazione di un universo cinematico formato dai supereroi Valiant, con attenzione anche a possibili serie televisive e alla diffusione in tutta l’Asia. Il comunicato sottolinea che il mercato cinematografico cinese è quello in più forte espansione nel mondo: nel 2014 ha raccolto 4,8 miliardi di dollari di incassi al box office.
Dato che il pubblico cinese è particolarmente entusiasta del genere supereroistico, la Dmg ha già collaborato in passato con i Marvel Studios co-producendo e co-finanziando Iron Man 3, che è risultato essere il sesto più alto incasso locale.

 

 

Adesso la Dmg ha la possibilità di sviluppare nuovi franchise cinematografici grazie all’acquisizione completa della Valiant. Un film su Bloodshot è già stato annunciato, in partnership con Sony Pictures e Original Film. Nel 2017 si è saputo che la sceneggiatura sarà di Eric Heisserer, candidato al premio Oscar 2017 per aver sceneggiato Arrival. Heisserer sarà al lavoro anche sulla trasposizione per il grande schermo del fumetto di Harbinger.

 

 

I due film porranno le basi per Harbinger Wars, quinto film in ordine di distribuzione all’interno di quello che dovrebbe divenire il Valiant Cinematic Universe. Gli altri due titoli in programma sono Shadowman, in partnership con Sean Daniel Company, per la sceneggiatura di J. Michael Straczynski, scrittore del serial di fantascienza Babilon 5 e di fumetti come l’Uomo Ragno e Superman. L’altro film sui supereroi Valiant sarà Archer & Armstrong, in partnership con Sean Daniel Company, su sceneggiatura di Ben David Grabinski.

 

supereroi Valiant

 

Gli attuali prodotti cinematografici cinesi sono troppo ingessati e freddi per contrastare la potenza di fuoco con cui la produzione hollywoodiana gestisce e riproduce l’epos dell’immaginario collettivo globale. Anche se non va dimenticato che, dalla fine degli anni settanta, il Giappone è riuscito a imporre al mondo i propri canoni stilistici nei fumetti e nei disegni animati.
Probabilmente le autorità cinesi, non sentendosi ancora pronte dal punto di visto creativo, ma decise di imporre al mondo la loro soft power attraverso l’entertainment, in questa fase stanno sondando il mercato mondiale utilizzando come intermediarie società basate in America.

 

3 commenti

  1. Lungi da me l’idea di spaccare il capello in quattro, ma lo Shang Chi di Englehart e Starlin non reagisce tanto al successo planetario di Bruce Lee quanto al telefilm Kung Fon con David Carradine. Il dinamico duo propose il concept alla DC che disse di non essere interessata e poi alla Marvel che era nella fase di espansione a generi diversi dai supereroi. Moench e Gulacy – cartoonist che prese il segno di Steranko e lo spogliò dalla psichedelìa e dalle contaminazioni pop con cose come Sal Dalì – portarono la testata al successo contaminando le arti marziali con il mood degli 007 movies. La Casa delle Idee smise di utilizzare Fu Manchu già negli anni novanta perché aveva perso i diritti sul personaggio pulpeggiante. Oggi naturalmente avrebbe difficoltà ad impiegare un cattivone che è uno stereotipo culturale diffusissimo nel secolo scorso ( basti pensare al Mandarino ed allo Artiglio Giallo ed ai cattivi ” gialli ” nelle covers di Detective Comics pre Batman ) che non era più tollerabile già negli anni novanta ( basti pensare alle proteste per la epidermide gialla dei cinesi nel Sandman Mystery Theatre di Wagner/Seagal/Watikss della Vertigo ). Oggi Chi combatte il papà che ha un altro nome che non ricordo e che son troppo pigro per andare a pescare in rete.
    Sono interessato alla Valiant sullo schermo perché ricordo lo scampolino di Valiant di Shooter via Play Press – non ho letto invece le storie contemporanee , limitandomi a spiarle in rete – e ho nostalgia di quegli anni oltre alle due Big Guns erano nelle edicole anche i picchiatelli in costume di Malibu e Bravura Comics, Image, Dark Horse Comics e Tekno Comix. Non era tutta roba originalissima, ma alcune serie erano divertenti.

  2. Speriamo bene, dal punto di vista editoriale la star comics sta facendo un’ ottimo lavoro in Italia.
    Le serie sono molto belle, e non bisogna seguire 10.000 testate come per la marvel per capire qualcosa del suo universo.
    Spero che i film vadano bene anche per dare risalto alle testate cartacee

  3. C’era da aspettarselo che visto il successo del M CU in tutto il mondo ora ci sarà al corsa agli universi fumettistici.
    Non leggo i fumetti Valiant e quindi non mi permetto di esprimere giudizi sul materiale al quale si ispireranno i film, la sola cosa che mi chiedo è fino a che punto la”bolla” film di super eroi reggerà prima di scoppiare.
    Infatti ritengo certo che prima o poi gli spettatori si seccheranno di andare a vedere questo genere di film e quindi ci sarà il crollo o un forte ridimensionamento, e questo lo dico da amante del genere

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