I FANTASTICI GIOCATTOLI DEGLI ANNI OTTANTA E NOVANTA

I FANTASTICI GIOCATTOLI DEGLI ANNI OTTANTA E NOVANTA

E così parliamo di vecchi giocattoli, quelli degli anni ottanta e novanta. Quelli che spaccavano e infognavano malamente, insomma. In virtù di questo andiamo a buttare l’occhio su una lunga carrellata di paccottiglia da annegare in un mare di lacrime amarcord.

I Micronauti

giocattoli micronauti gig

Vediamo d’iniziare col piede giusto con un colpo bassissimo dritto nella nostalgia: “I Micronauti”. Chi sta sotto i trenta difficilmente conosce ‘sti pupazzetti, ma erano di un infognante che ti devi spaventare.

giocattoli micronauti

I Micronauti vennero prodotti originariamente dall’azienda giapponese Takara, all’inizio degli anni settanta. Per la precisione, la linea di giocattoli “originali” era chiamata Microman. Alcuni anni più tardi la casa produttrice americana Mego rilevò i diritti dei giocattoli e li importò in America con il nome di Micronauts. Da noi arrivarono importati dalla GiG tra il 1975 e il 1976, ed ebbero un successo mostruoso. Tanto che la Mego si ficcava in saccoccia trenta milioni di dollari l’anno con ‘sti cosi.

Comunque sia, dei primi giocattoli della serie originale degli anni settanta non ne ho mai avuto manco uno perché non è che so’ così vecchio, eh. Ho solo i due più famosi qui da noi: Baron Karza (quello nero) e Force Commander (quello bianco), che facevano parte dell’ultima linea uscita verso la seconda metà degli anni ottanta. Erano giocattoli molto particolari. Li potevi smontare in diversi pezzi e ricombinarli a piacere, visto che testa e articolazioni anziché avere i classici giunti erano tenuti insieme da sferette magnetiche.

(La seconda foto è di una collezione privata)

Masters of the Universe

he-man giocattoli

Come non continuare con He-Man e i dominatori dell’universo della Mattel? I Masters penso siano stati i giocattoli più venduti di sempre. Dal 1981, quando uscirono sul mercato, fino al 1987-1988 ebbero un successo sfolgorante. Seguito da un altrettanto rapido quanto clamoroso declino. Ma questa è un’altra storia.

catalogo di giocattoli anni 80

In poco più di un lustro, uscì veramente l’impossibile: su qualunque schifosa, micragnosa cosa si potesse schiaffare un logo, stai sicuro che ce n’era uno della linea Masters of the Universe. Lasciando fuori dal discorso i playset, credo che molta della loro popolarità come giocattoli fosse data dal prezzo da tre per due al discount. Un singolo personaggio costava fra le cinque e le diecimila lire al massimo. Un po’ come se oggi un giocattolo popolare costasse circa cinque euro.

Se i Masters v’infognano ancora e siete tutti fissati, provate a buttare un occhio al sito He-Man.org.

Tartarughe Ninja

giocattoli tartarughe ninja

Ah, chi non ricorda le Tartarughe Ninja? Create nel 1984 da una coppia di aspiranti fumettari squattrinati senza nessuna pretesa, nel giro di pochi anni invasero letteralmente il mercato diventando un fenomeno globale. Tanto che qualche tempo fa andammo a elencare i dieci peggio cloni delle Tartarughe. La loro incarnazione più famosa è la versione dello show televisivo del 1987, da cui fu tirata fuori talmente tanta di quella desiderabile paccottiglia da poterci riempire gli stadi.

Presumibilmente, nel loro periodo aureo dei primi anni novanta credo non ci fosse bambino al mondo che non possedesse almeno un giocattolo o un qualsivoglia oggetto legato al franchise: te la tiravano veramente appresso ‘sta roba. Tra le millemila versioni dei personaggi, qui sopra potete ammirare “Donatello guscio-ripostiglio”. A pensarci bene, aprire una parte del proprio corpo per usarla come “deposito” è alquanto inquietante, Però all’epoca faceva figo.

giocattoli tartarughe ninja

Poi c’era tutto l’immancabile corredo di inutilità di contorno, compresi i mezzi di trasporto che apparivano nello show: il furgoncino, il technodromo e compagnia cantante. Però, però, però io desideravo lo stramaledettissimo dirigibile! Con i moduli su cui andavano le tartarughe che si staccavano dalla struttura, e tutta una serie di missiletti e cazzate varie che si potevano sparare. Incredibile.

Skeleton Warriors

giocattoli skeleton warriors

Personalmente ho sempre adorato questa linea con cui se ne uscì la Playmates all’improvviso o quasi. Doveva essere il 1994, quando gli Skeleton Warriors arrivarono nei negozi accompagnati dall’ovvia serie animata di supporto.

La particolarità della serie stava nel concetto alquanto bizzarro di fondo dei personaggi e nell’aspetto “estremo” delle figures. Del resto, per essere dei giocattoli, avevano un sculpt e una realizzazione generale più che buone. Purtroppo affondarono subito, diventando quasi impossibili da trovare. Il problema fu che gli Skeleton Warriors, nonostante avessero riscosso un certo successo e apprezzamento tra gli osservatori del settore, fecero appassionare più gli adulti collezionisti piuttosto che i bambini a cui era indirizzata la vendita.

Ah, l’avresti mai detto che il creatore degli Skeleton Warriors è Gary Goddard? Lo stesso che creò la serie Capitan Powe, nonché regista del film di He- Man?

Biker Mice da Marte

giocattoli biker mice

Da un lato le Tartarughe Ninja, dall’altro i Thundercats: queste due serie di enorme successo, nate a cavallo della prima metà degli anni ottanta, diedero il via a un esercito di “pseudo-cloni”. Così che ci trovammo invasi, ma di prepotenza, da un esercito di eroi-mostrilli con le fattezze di animali antropomorfizzati.

In questo caso, i Biker Mice furono probabilmente gli ultimi di questa “moda”, mi pare che la loro serie si concluse nel 1998, dopodiché il filone d’oro si esaurì. A ogni modo, la serie fu anch’essa un grande successo commerciale, dando il via libera alla consueta invasione di paccottiglia che disperatamente desideravamo.

giocattoli biker mice

A parte i pupazzetti c’è stata un’invasione di moduli, “basi segrete”, mezzi di trasporto e tutto l’immancabile companatico. Perché, giustamente, mille pupazzetti non bastano. No, mi devi spacciare pure i veicoli e gli accessori. Tipo i playset, che di norma costavano sempre intorno ai “sei-impazzito-mila-lire”. Però, in quegli anni lì, diciamo che era un surplus non indifferente se ce lo avevi. Al di là di questo, devo ammettere che i Biker Mice erano alquanto infognanti. Quel look “tamar-ciclista”, con motoretta truccata d’ordinanza, faceva il suo porco effetto.

BraveStarr

giocattoli Bravestarr

Altra serie eroica di stampo e sapore puramente anni ottanta, BraveStarr della Mattel arrivò in contemporanea con il relativo cartone animato nella seconda metà del decennio. Ricordo che la serie in sé, un techno-western sci-fi, non è che mi sia mai piaciuta più di tanto. Il cartone non era male, solo che personalmente il western come genere, in qualunque salsa provassero a sciorinarmelo, non mi è mai andato a genio.

giocattoli BraveStarr

La linea di action figures, invece, spaccava malamente. Non è che si discostassero più di tanto nelle fattezze e nella realizzazione da dozzine di prodotti similari dell’epoca, però, anche guardandoli oggi, appaiono ben fatte. Personalmente possedevo BraveStarr e il suo antagonista, Tex-Hex. Forse pure qualche personaggio minore, però non sono sicuro più di tanto.

Extreme Dinosaurs

extreme dinosaurs giocattoli

Tornando al discorso “clonazzi”, altro pseudo tentativo di ricalcare il successo delle Tartarughe venne da uno show in cui quattro dinosauri antropomorfi vivevano le loro pezzenti avventure.

Volendo essere ancor più precisi, questi Extreme Dinosaurs erano una sorta di “copia della copia”, in quanto la loro prima apparizione avvenne nelle puntate finali della serie Street Sharks. Mi pare, comunque, che apparvero in contemporanea con i Biker Mice e terminarono il loro ciclo vitale poco prima.

Senza divagare troppo, non è che mi appassionai più di tanto, siccome:
A) al pari degli Street Sharks, la linea di giocattoli non mi piaceva;
B) la mia “fase dinosauri” era già bella che finita;
C) tra il 1997 e il 1998 ero abbastanza grandicello, quindi il cartone animato doveva attirarmi particolarmente altrimenti si poteva benissimo sciacquare dal beneamato.

Mon Cicci

mon cicci giocattoli

Qui urge lo spiegone. Non è che avessi mai desiderato o tanto meno posseduto uno di questi bambolotti con relativo cartone animato annesso. Solo che, avendo una sorella di dieci anni più piccola di me, per buona parte degli anni novanta in casa hanno gravitato e stazionato anche molti giocattoli dedicati al pubblico femminile.

Nonostante la nascita dei Mon Cicci risalga addirittura agli anni settanta, credo che siano sul mercato ancora oggi.

Jem e le Holograms

giocattoli jem

Qui torniamo in un campo a me più consono. Jem e le Holograms della casa produttrice Hasbro fu una serie di culto nella prima metà degli anni ottanta. Non mi importava che il cartone fosse pensato per lo più per il pubblico femminile, mi piaceva e lo guardavo.

jem e le holograms giocattoli

Va da sé che il relativo merchandising composto da queste bamboline decisamente pezzenti non è che l’abbia mai posseduto e, se è per questo, manco mai desiderato lontanamente. Almeno la serie si discostava dalle solite, banalissime e puerili produzioni femminili, fatte di semplici cavallucci, principessine et similia.

Exosquad

giocattoli vecchi exosquad

Saranno quasi tre ore che sto a cercare, copiare e incollare immagini e diciamo che il beneamato si è quasi rotto. Quindi voglio concludere con una linea di pupazzetti che all’epoca m’infognò da farti venire uno di quei coccoloni mortali: gli Exosquad. La serie veniva mandata in onda su Bim Bum Bam verso la metà degli anni novanta e, sinceramente, il tema sci-fi dello show era decisamente gradevole.

giocattoli exosquad

Al di là del programma che mi piaceva non poco per trama e ambientazione, la cosa meravigliosa era la linea di giocattoli. Ogni personaggio, oltre all’equipaggiamento, aveva in dotazione un’armatura-esoscheletro da battaglia che si snodava, lanciava cose, si trasformava.

giocattoli exosquad

Voglio dire, ma guarda là che roba! Come di consueto, oltre ai pupazzetti c’erano veicoli, playset, accessori e quant’altro. La malvagia lobby dei giocattoli ti faceva desiderare queste cose a più non posso per farti, giustamente, spendere a più non posso. In questo caso con me c’erano riusciti non alla grande. Alla grandissima, proprio. Perché ‘sti pupazzetti vigliacchi li adoravo. Senza nascondere il fatto che tuttora mi piacciono.

Ok, spero di avervi fatto trascorrere un po’ di tempo in maniera piacevole. A onore del vero c’erano altre linee di giocattoli di cui volevo parlare, però adesso mi so’ scocciato e semmai le vedremo la prossima volta.

Detto questo, credo sia tutto.

Stay Tuned e sopratutto Stay Retro.

 

1 commento

  1. Non hai citato i GI JOE, per questo COMANDANTE COBRA ti lascerà alle “cure” congiunte della BARONESSA e del DR. MINDBENDER!!!!

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