L’ESOTERISMO A FUMETTI DA MOORE A PRATT

L’ESOTERISMO A FUMETTI DA MOORE A PRATT

All’origine della parola esoterismo c’è l’aggettivo greco esoterikos (interno), usato per indicare insegnamenti riservati a una cerchia ristretta di discepoli. In contrapposizione a exoterikos, essoterico (esterno), che si riferisce a insegnamenti indirizzati a tutti.

Le dottrine esoteriche si basano su una conoscenza segreta che viene trasmessa, attraverso specifici rituali, solo agli iniziati. Fondamentali per la trasmissione di questa conoscenza sono le figure del maestro e dell’apprendista. La figura del maestro può incarnarsi di volta in volta in quella del mago, del mistico o dello sciamano. Tracce di questa conoscenza attraversano le culture di tutto il mondo nel corso del tempo. Alcune lo fanno attraverso i fumetti.

IL BARDO DI NORTHAMPTON

Alan moore
Il bardo è un antico poeta o cantore di imprese epiche presso i popoli celtici. Alan Moore può certamente considerarsi un moderno bardo. Se non fosse che lui si considera anche un mago. Tutta l’opera del mago Moore è fortemente imbevuta di esoterismo. Ovviamente anche Watchmen, il suo capolavoro. Numerosi temi che si rifanno alla conoscenza segreta si ritrovano in quest’opera. Troppi anche solo per accennarli in questa sede. Ci limitiamo al concetto di eternalismo.

L’eternalismo

Watcmen
L’eternalismo è una corrente filosofica che cerca di descrivere la vera natura del tempo. Essa considera il tempo come un’altra dimensione dell’universo fisico, allo stesso modo dello spazio. Ogni singola porzione di spazio e di tempo è considerata reale e presente nello stesso momento assieme a tutte le altre. In pratica vengono a cadere le nozioni di passato, presente e futuro. Tutto vive contemporaneamente in una specie di eternità. L’eternalismo è un tema importante nel romanzo di Kurt Vonnegut “Mattatoio n. 5”. I tralfamadoriani, una specie aliena nel romanzo, grazie a una vista quadridimensionale possono vedere tutti i punti contemporaneamente. Dal momento che tutti i momenti esistono contemporaneamente, ognuno è sempre vivo. L’eternalismo compare in Watchmen già a partire dalla struttura stessa dell’opera .

Il Dr. Manhattan

Dr manhattan
Alan Moore affida al personaggio del Dr. Manhattan il difficile compito di rilevare ai profani questa conoscenza millenaria. In un capitolo, il Dr. Manhattan spiega come percepisce il tempo. Poiché gli eventi passati, presenti e futuri si verificano tutti nello stesso momento per lui, egli parla di tutti loro al tempo presente. Per esempio, dice: “Quaranta anni fa, gli ingranaggi piovono a Brooklyn”, riferendosi a un evento in gioventù quando suo padre getta le parti di un vecchio orologio fuori da una finestra. La sua ultima frase nella serie è “Niente finisce, Adrian, niente finisce mai”.

 L’ALCHIMISTA DI MALAMOCCO

Pratt
Hugo Pratt è stato un grande affabulatore. Raccontava storie come i grandi scrittori di inizio secolo: i Conrad, i London, i Kipling. Affascinato da sempre dall’esoterismo, il rispettabilissimo Maestro muratore di Malamocco ha raccontato scampoli di dottrine segrete negli episodi di Corto Maltese. In “Rosa Alchemica” ha superato se stesso. Rosa alchemica è anche il titolo di un componimento del poeta irlandese William Butler Yeats, adepto dell’Ordine Ermetico dell’Alba Dorata.

Ospiti di Herman Hesse

Casa camuzzi
La storia inizia a Montagnola, nel Canton Ticino (Svizzera), dove Corto e Steiner sono ospiti di Herman Hesse. Qui, nel 1919, lo scrittore tedesco affittò un piccolo appartamento nella splendida Casa Camuzzi, dove scrisse, tra l’altro, “L’ultima estate di Klingsor”. Il libro, in parte autobiografico, è denso di esoterismo. Insegna a vivere intensamente, a inebriarci del mondo che ci circonda, a bere alla fonte della conoscenza con eterna, inesauribile arsura. Nel libro di Hesse, Klingsor è un pittore: nel racconto di Pratt, Corto Maltese comincia a confondersi con lui e la realtà inizia a mescolarsi al sogno.

La rosa alchemica

Corto
Tutto finisce per ruotare intorno alla Rosa alchemica. Per gli antichi egizi la Rosa era il simbolo della “conoscenza segreta”. Questo tipo di conoscenza era consacrata ad Iside, antica divinità femminile. Allo stesso modo la Rosa per i popoli Occidentali è diventata il testimone dello stato trascendentale che l’uomo deve raggiungere. Troviamo questo stesso simbolo nell’alto medioevo all’interno della “eresia” catara, espressione di un profondo esoterismo legato al concetto di perfezione. In seguito lo troveremo associato alla croce. Qualcuno ha affermato che “unire la Rosa alla Croce” significa ottenere il massimo simbolo della iniziazione più elevata. Questo è quello che fecero i misteriosi Rosacroce, eredi di una millenaria tradizione alchemica. Cogliere la rosa alchemica significa dunque abbeverarsi alla fonte dell’immortalità, cioè raggiungere l’ultima e più recondita conoscenza degli antichi misteri.

LO PSICOMAGO DI TOCOPILLA

Jodorowsky
“Moebius e io abbiamo lavorato otto ore al giorno, per un anno, all’adattamento di Dune per il cinema. Il progetto è fallito e il fallimento ci ha lasciato frustrati. Tutto quello che avevo inventato per lo script di Dune l’ho recuperato per l’Incal. Quel che ho cercato di fare con l’Incal è costruire una storia di fantascienza a partire da un atto apparentemente insignificante che prenderà in seguito proporzioni enormi”. Tutto in Alejandro Jodorowsky è simbolo, archetipo, mito, magia, esoterismo, mistero. Una delle sue più grandi passioni sono i tarocchi. John Difool, il protagonista dell’incal non rappresenta altro che il matto (fool) dei tarocchi.

Il matto

Il matto
Il Matto è la carta numero zero degli Arcani Maggiori dei tarocchi. Questa carta rappresenta la pura follia che permette di cominciare la vita da zero per ricrearla dal principio. Lo sguardo perso del Matto indica il distacco dalla realtà illusoria. L’animale che gli morde la gamba rappresenta gli istinti materiali che tentano di legare l’uomo al mondo sensibile. Questo animale cerca di trattenere il pellegrino e di impedirgli di proseguire nel suo cammino verso la Verità. Il fagotto rappresenta tutto l’insieme delle esperienze passate che gli rendono difficile il cammino verso la vera conoscenza. Il bastone che il Matto tiene nella mano destra e a cui si sorregge è l’Axis mundi. Egli è l’eterno pellegrino che non è sopraffatto dalle passioni, senza legami, indifferente a ciò che lo circonda, distaccato dalle cose terrene e materiali.

Il cambiamento

Moebius
Il matto esprime l’esoterismo del cambiamento, della perenne trasformazione. Il Matto parla, ma le sue idee sono incomprensibili ai più. Essendo la sua povertà assoluta non può essere condizionato o strumentalizzato da nessuno. Non ha casa nè famiglia perché la sua casa è il mondo, di conseguenza non ha legami nè affetti: vive solo con il proprio spirito. Il Matto è l’inizio di ogni cosa, il vivente nella sua primitiva purezza. L’entusiasmo e l’incertezza, la libertà perfetta e spaventosa, al di là di qualsiasi legame, prima di ogni relazione. Questo è il suo potere, il coraggio o la follia dell’andare avanti, senza pensieri, lasciandosi alle spalle ciò che non serve più.

IL SUPEREROE PSICHEDELICO

Grant
Grant Morrison è un esploratore spirituale, un eroe controculturale, un maestro di esoterismo, uno sciamano occasionale, una  rockstar bisbigliante completamente calva, con occhi neri carismatici e orecchie a punta. Per Morrison, la “cosa più magica” è il modo in cui si guadagna da vivere. “Trovo abbastanza fottuta, a dirla tutta, l’idea che i pensieri più stravaganti possano pagare per la tua esistenza”. Tra i suoi pensieri più stravaganti c’è senz’altro Arkham Asylum. In Arkham Asylum Batman, come Ercole, Ulisse ed Enea prima di lui, compie una discesa agli inferi. In quel luogo buio dove le diverse follie si incrociano, Batman compie un viaggio iniziatico. Alla ricerca del Joker finisce per trovare se stesso e la sua personale scheggia di follia. Il cupo e claustrofobico manicomio di Arkham è la moderna rappresentazione di una antica caverna.

La caverna

Dent
La caverna è presente nei miti di origine, di rinascita e di iniziazione di numerosi popoli. Il valore simbolico della caverna deriva dal suo essere antro e cavità oscura. In questa regione sotterranea dai limiti invisibili, ci attende un abisso spaventoso da cui emergono i mostri. Sono i nostri mostri personali che affiorano dall’oceano dell’inconscio. La caverna è considerata anche come un gigantesco ricettacolo di energia profonda. Una sorta di tempio sotterraneo dove hanno luogo pratiche magiche. Uno dei luoghi principe di ogni esoterismo. Uno dei terreni di elezione per le pratiche della stregoneria. Il carattere centrale della caverna la rende luogo di morte e di rinascita. Nelle antiche caverne avvenivano le iniziazioni, momenti di rinascita liberi dalla paura della morte. Terreno di conquista di una nuova e più elevata dimensione spirituale.

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