DRACULA DAL CINEMA ALLA RISTAMPA DEL ROMANZO

DRACULA DAL CINEMA ALLA RISTAMPA DEL ROMANZO

“Il vampiro è il solo mostro dell’horror classico a essere rimasto una star anche nell’horror contemporaneo”. Lo ha detto Emanuela Martini all’ultima edizione del Torino Film Festival, di cui ne è la direttrice, dove era presente la rassegna “Si può fare!” dedicata alle pellicole horror dagli anni venti ai sessanta. Non a caso nella copertina del catalogo della rassegna, “Da Caligari agli zombie” (Il Castoro), curato dalla stessa Martini, ci sono le spose di Dracula tratte dal film del 1931 diretto da Tod Browning con Bela Lugosi.

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Il catalogo della rassegna del Torino Film Festival “Si può fare!”

Quello di Lugosi, pur celebre, non è però il conte vampiro per antonomasia, il titolo spetta al non morto interpretato da Christopher Lee a partire da “Dracula il vampiro” (1958) diretto da Terence Fisher. Anche se probabilmente la versione cinematografica migliore del romanzo è “Dracula di Bram Stoker” (1992) di Francis Ford Coppola, la cui versione a fumetti firmata da Roy Thomas (testi) e Mike Mignola (disegni) è stata recentemente ristampata da Panini.

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La versione a fumetti di “Dracula di Bram Stoker”, di Roy Thomas e Mike Mignola

È davvero un grande momento per il signore della notte.
Il romanzo di Bram Stoker è tornato in libreria per gli Oscar Draghi Mondadori in una versione annotata a cura dello studioso torinese Franco Pezzini.
Classe 1962, da tempo Pezzini si occupa dei rapporti fra mito, letteratura e arte: la versione annotata del romanzo è nata dalle sue lezioni su Dracula, tenute a Torino e raccolte in due volumi editi da Odoya.

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La nuova edizione del romanzo “Dracula” di Bram Stoker

Pezzini ha un po’ i modi del Professor Abraham Van Helsing (nel film interpretato da Peter Cushing, altra icona dell’horror), l’arcinemico di Dracula, Non a caso, fra i suoi libri, c’è (scritto con Angelica Tintori) “Peter & Chris – I dioscuri della notte” (Gargoyle) sugli attori e Peter Cushing e Christopher Lee, famosi fra l’altro per le loro interpretazioni rispettivamente del professor Abraham Van Helsing e del Conte Dracula.

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Il saggio su Christopher Lee e Peter Cushing

Peter Cushing è il professor Van Helsing mentre Christopher Lee interpreta Dracula nel film di Terence Fisher

“Il Dracula di Terence Fisher, pur se a basso budget fa degna concorrenza al precedente degli anni trenta con Bela Lugosi quanto a impatto sull’immaginario”, dice Franco Pezzini. “La sceneggiatura è brillante, la regia accurata e si respira un genuino clima vittoriano. Ma fondamentali, e in grado davvero di incarnare archetipi, sono le carismatiche interpretazioni di Lee e Cushing, per quelli della mia generazione il Dracula e il Van Helsing per antonomasia”.

Secondo Pezzini il romanzo “Dracula”, uscito nel 1897, è una autentica “opera mondo”. “È un precipitato impressionante dell’intero panorama della realtà del suo tempo, dove si ritrova di tutto, dalla religione alla scienza, dalla politica all’economia, dai timori legati a sesso, malattie, alterità culturali a elementi più ottimistici – macchine per scrivere, fotografiche eccetera – di una quotidianità aperta al futuro. Compreso quanto si può al tempo prevedere o temere del secolo nuovo in arrivo. L’età vittoriana vede in fondo le prove generali della globalizzazione che conosciamo, e la morte dei genitori a un certo punto del romanzo implica la scelta tra due possibili padri d’adozione, Dracula e Van Helsing. Cioè tra due modi completamente diversi di rapportare passato, presente e futuro”.

Franco Pezzini con il “Dracula” annotato, insieme alla scrittrice di thriller e horror Cristiana Astori

La copertina è una sorta di sindone blasfema, l’anti-sindone di un Anticristo, come è il Dracula di Stoker, lontano dall’eroe romantico di film come il già citato “Dracula di Bram Stoker” (1992), dove, interpretato da Gary Oldman, era innamorato di Mina Murray (Winona Ryder). “C’è un secondo livello nel quale il mito si riplasma, reinterpreta, rilegge”, conclude Pezzini. “In questo senso l’operazione di Coppola è pienamente lecita”.

Dracula/Gary Oldman e Mina/Winona Ryder in “Dracula di Bram Stoker” di Francis Ford Coppola

Curioso, e quasi inquietante se fossimo in un film dell’orrore, che il romanzo esca negli Oscar Draghi, visto che Dracula era il soprannome del personaggio che aveva ispirato Stoker per il conte vampiro: Vlad Tepes, sovrano della Valacchia (una regione dell’attuale Romania) nel XV secolo. E significa figlio del Drago.

 

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