DOPPIA IMMAGINE NELLO SPAZIO, QUESTA NON È LA MIA CASA

Doppia immagine nello spazio

In un prossimo futuro, l’Eurosec, l’Agenzia Spaziale Europea diretta da Jason Webb (Patrick Wymark), decide di intraprendere una missione spaziale con l’intento di raggiungere un pianeta del sistema solare fino ad allora sconosciuto, che orbita simmetricamente alla Terra dall’altra parte del Sole. Il Dr. Hassler (Herbert Lom), che lavora per una potenza straniera, tramite una microcamera sistemata all’interno di un occhio finto scatta foto di documenti riservati dell’agenzia, ma viene scoperto e ucciso. Grazie all’aiuto economico dell’americano David Poulson (Ed Bishop), viene costruita la Phoenix, astronave con due membri di equipaggio, il colonnello della Nasa Glenn Ross (Roy Thinnes) e l’astrofisico inglese John Kane (Ian Hendry), che partirà per una missione esplorativa verso il nuovo pianeta.


Mantenuti in animazione sospesa nelle tre settimane della durata del viaggio e risvegliati in prossimità della meta, i due astronauti scoprono che il pianeta sottostante presenta condizioni di vita praticamente identiche a quelle della terra. Ma travolta da una tempesta in fase di atterraggio l’astronave precipita e, nell’esplosione che segue, Kane rimane ucciso, mentre Ross riporta miracolosamente solo qualche ferita. Con suo grande stupore, viene tratto in salvo e condotto al centro spaziale dell’Eurosec: il razzo non si è schiantato sul pianeta da poco scoperto, ma sulla Terra. Per Kane comincia una serie di interrogatori da parte degli scienziati del centro spaziale, i quali vogliono sapere come mai la missione è stata interrotta per fare ritorno sulla Terra.
Qualcosa però per Kane “non è al posto giusto”, qualcosa di strano e di diverso lo convince del fatto che quella su cui ha fatto ritorno forse non è la Terra o, almeno, forse non è la sua Terra.


Nonostante sia uscito nel 1969, l’anno successivo del capolavoro di Stanley Kubrick, 2001: Odissea Nello Spazio, e alcuni anni prima prima di Star Wars (1977) di George Lucas, Doppia immagine nello spazio (Doppelgänger – Uk / Journey to the Far Side of the Sun – Usa) si colloca ancora pienamente nel genere della fantascienza classica.
Esteticamente tipico della fantascienza dei primi anni sessanta, l’atmosfera ricorda parecchio gli anni in cui il film è stato girato, invece di evocare una possibile evoluzione stilistica cento anni nel futuro (il film è ambientato nel 2069). Probabilmente perché gli ultimi anni sessanta, con le minigonne e i vestiti multicolori, avevano già un look futuristico rispetto ai decenni passati.

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Per quanto riguarda gli effetti speciali siamo di fronte a una realizzazione decisamente buona per lo standard dell’epoca, grazie all’esperienza e alla maestria dei coniugi Anderson (Gerry Sylvia), già famosi per le serie in supermarionation (una tecnologia di loro ideazione che applica parti elettriche per i movimenti all’interno di marionette mosse da sottilissimi fili) come Fireball XL5StingrayThunderbirdsCaptain Scarlet and the MysteronJoe 90 e altre che verranno di lì a poco come Spazio 1999 (1973-1976) e soprattutto la precedente serie di Ufo (1970-1971), della quale il film getta le basi estetiche, stilistiche e scenografiche: i mezzi, la tecnologia e l’abbigliamento sono pressoché identici.

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L’idea alla base della storia è forse una delle migliori viste nel cinema fantascientifico di quegli anni, e offre parecchi sviluppi, magari non del tutto sfruttati, a partire dalla critica sociale.
Forse sarebbe stato meglio concentrarsi solo sulla seconda parte del film per evitare di arrivare un po’ troppo velocemente al finale, anche se comunque di sicuro effetto e inaspettato.
Il film non è minimamente invecchiato a 40 anni, divenendo un vero e proprio cult.
La fantascienza semplice, ma intelligente, che è alla base della storia e il solido cast riescono a catturare lo spettatore in un crescendo di curiosità.

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Nel ruolo del protagonista troviamo Roy Thinnes, amato attore televisivo già protagonista negli anni sessanta di alcune popolari serie televisive americane quali General Hospital (id., tra il 1963 ed il 1965), The Long, Hot Summer (1965-1966), The Invaders (“Gli Invasori”, 1967-1968) e numerose apparizioni in altre tra le quali Gunsmoke (1962), The Eleventh Hour The Untouchables (“Gli Intoccabili”, 1962). Alla sua seconda prova cinematografica, la prima risale al film del 1959 FBI Story (Sono un agente Fbi) in cui fa una piccola parte non accreditata, la sua convincente interpretazione è certo uno dei punti di forza della pellicola.

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Doppia immagine nello spazio è diretto con capacità da un regista di mestiere come Robert Parrish, vincitore nel 1947, insieme a Francis D. Lyon, dell’Oscar per il Miglior Montaggio con il film Anima e corpo (“Body and Soul”) e già regista di film quali, tra gli altri, Fuoco nella stiva (“Fire Down Below”, 1957), Il magnifico Bobo (“The Bobo”, 1967) e James Bond 007 – Casino Royale (“Casino Royale”, 1967).

È sicuramente un film che mi sento di consigliare a tutti, appassionati del genere e non. Pur non essendo un capolavoro sa tenere alta l’attenzione dall’inizio alla fine con una buona realizzazione, buoni attori e una trama non banale.

Doppia immagine nello spazio

(Doppelgänger – Uk / Journey to the Far Side of the Sun – Usa)

Soggetto: Gerry e Sylvia Anderson
Sceneggiatura: Gerry e Sylvia Anderson, Donald James, Tony Williamson
Regia: Robert Parrish
Cast: Roy Thinnes, Ian Hendry, Lynn Loring, Herbert Lom, Ed Bishop, Patrick Wymark, Loni von Friedl

Fantascienza
Regno Unito
1969

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