ILLUSTRARE DINOSAURI CON LA PALEOARTE

ILLUSTRARE DINOSAURI CON LA PALEOARTE

Per paleoarte si intende le illustrazioni, per lo più dipinte, degli animali preistorici come i dinosauri. Non tutte le opere a tema preistorico sono paleoarte: un fantasioso tirannosauro cavalcato da un tarzanide in una generica foresta equatoriale non lo è.

Il termine paleoart è stato coniato negli Stati Uniti durante gli anni Ottanta per distinguere le illustrazioni scientifiche a tema paleontologico da quelle popolari, legate spesso alla fantascienza e senza nessuna finalità scientifica o divulgativa anche se ne prendevano l’iconografia.

Prima della paleoarte c’era… la paleoarte, anche se non si chiamava ancora così. Malgrado non avesse un nome, finalità e modalità erano le medesime di oggi. Fin dall’Ottocento, soprattutto con la scoperta dei dinosauri, si misero in luce grandi e influenti artisti come gli statunitensi Charles R. Knight e Rudolph F. Zallinger, e il ceco Zdeněk Burian, quest’ultimo forse il più importante di tutti e ancora oggi imitato. I musei avevano la necessità di attirare il pubblico raffigurando “in vita” i giganti preistorici attraverso l’illustrazione, il murale o la scultura in scala reale o ridotta.

1) Charles R. Knight, murale di fine Ottocento al museo di Chicago. 2) Particolare del murale di Rudolph F. Zallinger di fine anni Quaranta all’università di Yale. 3) Iguanodonte di Zdeněk Burian, 1950

 

ILLUSTRARE LE SCOPERTE

La paleoarte si caretterizza per finalità e modalità.
La finalità dell’illustrazione paleoartistica è essere il supporto visivo di uno studio scientifico che rappresenti, per esempio, la scoperta di un nuovo reperto fossile di un animale preistorico: l’illustrazione mostrerà la ricostruzione “in vita” nel suo ambiente naturale.
La modalità della paleoarte impone all’artista di basarsi il più possibile sui dati paleontologici e paleoambientali, limitando al massimo la fantasia sotto l’occhio vigile degli scienziati, autori dello studio in questione. L’atto creativo potrebbe apparire gravemente limitato da questo controllo, d’altra parte ciò che viene rappresentato è qualcosa che nessun occhio umano ha mai visto: quindi la scelta dei colori, la struttura compositiva, la situazione immaginata e la tecnica pittorica rimangono sostanzialmente una scelta dell’illustratore.
All’artista sono richieste abilità per le anatomie animali e gli ambienti naturali.

Una buona illustrazione farà viaggiare con la mente anche il pubblico meno esperto, trasportandolo in un lontano passato, in mondi vergini e incontaminati popolati da creature bizzarre, quasi aliene. Oltre a ciò, una buona illustrazione può rendere l’articolo scientifico più appetibile per le riviste scientifiche e divulgative finendo, magari, in copertina.

Due illustrazioni di Davide Bonadonna per la copertina del settimanale Nature e per il paginone pieghevole del mensile National Geographic, che per un “dinomaniaco” vale quanto il paginone centrale di Playboy

 

UN PO’ DI FANTASIA

Anche i paleoartisti hanno dei momenti dove si lasciano andare, immaginando una preistoria fantastica o inserendo elementi preistorici in contesti fantastici. Ben consapevoli, in quei momenti, di non stare facendo paleoarte. Successe al grande Burian, che mise un tracodonte anatomicamente impeccabile in un contesto fantascientifico, o all’italiano Emiliano Troco, a cui piace ogni tanto perdersi in divertenti speculazioni.

Zdeněk Burian in chiave fantascientifica con un mastodontico tracodonte, ed Emiliano Troco con un apatosauro corredato di sacca gulare e bargigli, di cui non esistono tracce nei fossili

 

CONTAMINAZIONI

La paleoarte racconta, quindi, mondi che sono esistiti, ma che nessuno ha mai visto. Per rendere questa visione il più realistica e credibile possibile, per dare sicurezza in chi disegna e immedesimazione in chi guarda, la carta vincente è rifarsi alla natura di oggi. Douglas Henderson dipingeva ittiosauri e plesiosauri in silhouette tra le onde, ispirandosi alla natura, che a loro volta hanno ispirato l’immaginario hollywoodiano e popolare in una scena del film Jurassic World – Il regno distrutto.

1) Foto di un cetaceo odierno tra le onde. 2) Due illustrazioni di D. Henderson con plesiosauri e ittiosauri tra i flutti. 3) Scena con il mosasauro in “Jurassic World – Il regno distrutto”

 

 

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