I 10 MIGLIORI ADATTAMENTI DI DRACULA

I 10 MIGLIORI ADATTAMENTI DI DRACULA

Dracula, il conte transilvano di professione vampiro, nacque nel romanzo gotico omonimo pubblicato dall’irlandese Bram Stoker nel 1897. Leggenda vuole che per la creazione di questo personaggio, destinato a diventare il vampiro per antonomasia nella cultura popolare mondiale, Stoker mischiò tre fonti di ispirazione, oltre naturalmente alle superstizioni dell’epoca e a svariate opere letterarie antecedenti. La prima delle tre fonti è la figura del vampiro aristocratico Lord Ruthven, personaggio letterario inventato dall’inglese John William Polidori e autentico precursore della figura stessa di Dracula. La seconda il personaggio storico di Vlad Tepes III, un voivoda valacco vissuto nel quindicesimo secolo e ricordato come feroce oppositore all’avanzata dei Turchi Ottomani in Europa. Terzo l’aspetto grave dell’attore britannico Henry Irving, suo datore di lavoro ed amico. Nel corso dei decenni, Dracula ha avuto modo di uscire infinite volte dalle pagine di quel romanzo seminale, approdando ad ogni media possibile. In particolare l’opera di Stoker ha visto molteplici adattamenti cinematografici. Di seguito la nostra classifica dei migliori dieci.

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X – “Dracula di Dario Argento”, Dario Argento (2012)

All’ultimo posto il film italiano che ha rastrellato giudizi negativi un po’ ovunque. Un film fiacco, recitato non bene e che vede l’utilizzo di effetti visivi superati. Dopo tre minuti di film l’attrice Miriam Giovanelli è già con le poppe al vento, facendo intuire subito allo spettatore quale sarà l’andamento dell’intera opera. Inoltre un commento musicale eccessivamente ridondante che contrasta con la modestia delle immagini. Lo sceneggiatore Antonio Tentori ha spiegato in un’intervista come la grande novità di questo film sarebbero le trasformazioni di Dracula da uomo ad animale e di come ciò richiamerebbe il cinema argentiano più classico, notoriamente popolato da uccelli, gatti e mosche varie. In particolare sarebbe di Argento l’idea di attribuire a Dracula la facoltà di mutare forma assumendo l’aspetto di una mantide. L’attore tedesco Thomas Kretschmann fa quello che può nel ruolo del vampiro, mal assecondato da Marta Gastini e Asia Argento, rispettivamente Mina e Lucy, nonché da un Rutger Hauer piuttosto sottotono avvolto nel tabarro del Dottor Van Helsing. I fan più irriducibili di Dario hanno comunque apprezzato l’opera in generale, lodandone in modo particolare la fotografia, dove si possono trovare sporadici rimandi al cinema di Mario Bava ed ai suoi faretti colorati degli anni che furono.

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IX – “Dracula”, George Melford (Dracula, 1931)

Noto come la versione spagnola del Dracula di Tod Browning. I due film vennero girati contemporaneamente utilizzando le medesime location, ma mentre Browning e la sua troupe giravano in inglese, un secondo cast tecnico girava questo film parallelo con attori di lingua iberica. Nel ruolo di Dracula ha fatto un discreto lavoro l’attore spagnolo Carlos Villarías. Lupita Tovar, l’attrice messicana protagonista femminile di questa pellicola, è morta il 12 novembre del 2016 alla veneranda età di 106 anni.

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VIII – “Il conte Dracula”, Jesús Franco (Nachts, wenn Dracula erwacht / El conde Drácula, 1970)

Produzione internazionale per un adattamento da Stoker non dei migliori, ma neanche tanto disprezzabile. Vi è una certa accuratezza riscontrabile raramente nei film di Franco. Scelta pertinente delle location, quasi tutte spagnole. Nella parte centrale il ritmo rallenta in modo vistoso ed inoltre è possibile riscontrare alcune stranezze nella trama dovute alla sostituzione della città di Londra con Budapest. Nei panni di Dracula, dopo i fasti della Hammer, torna Christopher Lee, stavolta munito di carismatici baffoni. Nel ruolo di Lucy la bellissima attrice spagnola Soledad Miranda, che morirà poco dopo aver fatto questo film in un incidente d’auto. Herbert Lom, Klaus Kinski e Paul Muller sono rispettivamente Van Helsing, Renfield e Seward.

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VII – “Il demone nero”, Dan Curtis (Dracula, 1974)

Adattamento tutto britannico con script firmato da Richard Matheson. Qui sono assenti i personaggi di Seward e di Morris, mentre il vampiro transilvano ha come principali avversari l’immancabile Van Helsing e Arthur Holmwood. Complessivamente l’opera risente del budget televisivo, ma gli interpreti sono bravi ed in particolare Jack Palance nel ruolo di Dracula fornisce un’ottima performance. Non a caso Gene Colan baserà sulla faccia ruvida di Palance il suo Dracula a fumetti per la Marvel.

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VI – “Dracula”, John Badham (Dracula, 1979)

Una versione interessante tratta dal libro di Stoker che, pur mantenendo mostruosa la figura del vampiro, ne accentua l’aspetto romantico, solitario e triste. Il compito di dimostrare le capacità seduttive di Dracula è portato bene a compimento da un Frank Langella all’apice della sua carriera. La nemesi del vampiro, il Dottor Van Helsing, è invece un Laurence Olivier stranamente sommesso. In questa versione Lucy è la figlia del Dottor Seward, mentre Mina diventa figlia dello stesso Van Helsing. Tagliati i personaggi di Holmwood e Morris. Lodevole la scelta di proporre unicamente colori tenui e opachi nel tentativo di mantenere un contatto con i Dracula in bianco e nero del passato. Discutibile invece quella di ambientare la vicenda interamente sul suolo inglese. Si avverte la mancanza della prima parte del romanzo, quella in Transilvania raccontata nei diari di Jonathan Harker che risulta sempre molto accattivante in tutti gli adattamenti da Stoker. Tirando le somme un film stilisticamente molto buono, ma con poca verve, specie nella parte conclusiva.

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V – “Dracula di Bram Stoker”, Francis Ford Coppola (Bram Stoker’s Dracula, 1992)

Film di pregio, ma non privo di qualche piccolo difettuccio. Ad esempio la parte centrale è resa troppo confusa da una non chiara percezione dello scorrere del tempo. Poi c’è quell’inspiegabile nebbiolina verde e ci sono le protagoniste femminili che continuano compulsivamente a strizzarsi le poppe pensando al bel principe transilvano. La prima volta potrebbe essere sensuale, la decima risulta solo stucchevole. Nel ruolo di Van Helsing, Anthony Hopkins gigioneggia troppo ed il suo doppiatore italiano Cesare Barbetti ostenta un accento farlocco che più ridicolo non si potrebbe. Invece funziona Keanu Reeves come Jonathan Harker ed anche Quincey Morris è reso benissimo da un frizzante Billy Campbell, cugino del più famoso Bruce.

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IV – “Dracula”, Tod Browning (Dracula, 1931)

Primo film su Dracula dell’americana Universal. Nei ruoli del vampiro transilvano e del Dottor Van Helsing l’ungherese Bela Lugosi e lo statunitense Edward Van Sloan, che già avevano interpretato questi personaggi a teatro. Da ricordare anche l’ottimo caratterista Dwight Frye che recita bene la parte del Renfield invasato. Browning è bravo nella costruzione di scenari lugubri e polverosi, mentre Lugosi si fa ricordare per le sue movenze uniche e, almeno nella versione in inglese, per il suo inconfondibile accento dell’Europa orientale. Notevoli, per Il 1931, anche gli effetti visivi.

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III – “Nosferatu il vampiro”, F.W. Murnau (Nosferatu eine Symphonie des Grauens, 1922)

Sul nostro podio virtuale non poteva mancare questo caposaldo del cinema espressionista. Come sanno ormai tutti, il regista Murnau non aveva i diritti del romanzo e per far uscire l’opera fu costretto a cambiare i nomi dei personaggi. Infatti Dracula qui prende il nome di Orlok. Ad interpretarlo l’attore tedesco Max Schreck.

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II – “Nosferatu – Il principe della notte”, Werner Herzog (Nosferatu: Phantom der Nacht, 1979)

Remake del Nosferatu del 1922 che omaggia Murnau e tutto il cinema espressionista tedesco. In questa versione vengono ridati ai personaggi i nomi usati da Stoker nel romanzo, ma Jonathan Harker è sposato con Lucy e non con Mina, la quale appare solo come personaggio di contorno. Stranamente si concede poco rilievo anche a Van Helsing, mentre altri personaggi mancano del tutto. Al posto di Londra c’è la città tedesca di Wismar. Tutta o quasi la prima ora ha luogo in Transilvania ed è avvolta in un’atmosfera cupa e gelida assolutamente straordinaria e forse irripetibile. La seconda parte conserva alcuni momenti sublimi, come gli appestati che banchettano in piazza tra i ratti, ma resta meno intensa e meno coinvolgente rispetto alla prima parte. Klaus Kinski superlativo e animalesco al punto giusto, con i suoi incisivi aguzzi in bella mostra e con i suoi vaniloqui sulle ombre notturne e sulle glorie perdute. E lodi anche al suo doppiatore italiano Sergio Graziani. A questo proposito, la nostra edizione è stata doppiata in italiano dalla versione internazionale girata in inglese. Di questo film esiste anche una versione girata con gli stessi attori, ma in lingua tedesca.

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I – “Dracula il vampiro”, Terence Fisher (Horror of Dracula, 1958).

Vincitore di questa classifica è il grande successo della Hammer e primo dei sette Dracula interpretati da Christopher Lee per la casa inglese. Opera memorabile con attori che rimarranno icone indelebili nella storia del cinema dell’orrore. Dracula è Lee, mentre un gigantesco Peter Cushing incarna il miglior Van Helsing di sempre. Ottima regia di Fisher e sceneggiatura senza sbavature di Jimmy Sangster, tutto in perfetto stile Hammer.

2 commenti

  1. Bella classifica ! Sono daccordo su tutto. Il Dracula della Hammer non è privo di difetti ma è anche il mio preferito. Tra i difetti mi pare di ricordare che non ci sia il viaggio tra Transilvania e Gran bretagna ma ci si muova di continuo in carrozza e poi c’è quella scena in cui Dracula si alza dalla bara dietro Harker e inspiegabilmente è sulla soglia della porta in cima alle scale. Detto questo i due protagonisti sono meravigliosi e in certe scene ho ritrovato un fumetto che ha trattoqualche ispirazione dal film, “Zagor contro il vampiro” come quella dell’attesa dell’arrivo di Dracula dietro il separè. Quello di Bowning è bello ma ne ho visto una versione non meravigliosa per il doppiaggio, il simpatico Elio Pandolfi che doppia Dracula lo trovatto inadatto.

  2. Sottoscrivo anche le virgole. Fisher meriterebbe d’essere maggiormente ricordato. La sua regia sfrutta al meglio le musiche e le scenografie per creare un’atmosfera gotica degna dei Frankenstein di Whale, con in più un sanguigno technicolor di Jack Asher e un innovativo montaggio ricco di colpi di scena (l’improvviso primo piano di Dracula con le zanne insanguinate). Lee e Cushing SONO Dracula e Van Helsing. La sceneggiatura di Jimmy Sangster cede a modifiche e semplificazioni, tutte a vantaggio del ritmo, ma è fedele all’essenza della storia e dei personaggi. L’esatto contrario, insomma, del film di Coppola, verso iol quale mi sento ancor più severo di voi: segue il libro alla lettera, ma al tempo stesso lo snatura aggiungendo un’inutile love story e istupidendo i personaggi. Dracula è un angelo caduto riscattato dall’amore (viva il politically correct), Lucy una ninfomane, Van Helsing un vecchio pazzo e gli altri eroi bambocci ai suoi ordini. Solo la bellissima confezione salva il film.

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