DA AIRPORT ALL’AEREO PIÙ PAZZO DEL MONDO

DA AIRPORT ALL’AEREO PIÙ PAZZO DEL MONDO

L’aereo più pazzo del mondo (Airplane!, Usa 1980), scritto e diretto dal trio ZAZ (Jerry Zucker, Jim Abrahams, David Zucker), è la parodia di un film statunitense del 1957, Ora zero (Zero Hour!), girato da Hal Bartlett.

Il protagonista di Ora zero è il pilota canadese Ted Stryker (Dana Andrews), che anni prima, in una missione aerea durante la Seconda guerra mondiale, per una decisione sbagliata ha causato la morte di sei commilitoni. Ted è ossessionato dal proprio fallimento. Vive a Manitoba con la moglie e il figlio piccolo e passa da un lavoro all’altro.

Un giorno rientrando a casa trova un biglietto della moglie: la donna ha deciso di lasciarlo. Prende un aereo per Vancouver portando con sé il figlioletto. Ted la segue per convincerla a tornare con lui. A un certo punto del viaggio, alcuni passeggeri e i piloti si sentono male a causa del pesce avariato che hanno mangiato. Stryker è l’unico in grado di far atterrare l’aereo.

L’aereo più pazzo del mondo è in effetti costruito su una vicenda molto simile: il trio ZAZ ha preso di peso situazioni e personaggi dal film originale, parodiandoli.
Soggetto e sceneggiatura di Ora zero portano la firma del romanziere inglese Arthur Hailey.

Lo stesso Hailey in seguito scrive un best-seller che viene pubblicato nel 1968 e che due anni dopo diventa il film Airport (id.), un campione d’incassi diretto da George Seaton che dà il via al genere catastrofico.

Il successo di pubblico è tale che la casa produttrice Universal realizza altre tre pellicole. Nel 1974 Airport ’75 (Airport 1975), di Jack Smight. Segue Airport ’77 (id.), diretto da Jerry Jameson.
Infine, nell’estate del 1979 esce negli Stati Uniti Airport ’80 (The Concorde… Airport ’79), per la regia di David Lowell Rich.

Esattamente un anno dopo viene distribuito L’areo più pazzo del mondo. Prodotto da una major concorrente della Universal, la Paramount, riprende in chiave comica varie scene dei primi due.
Airport ’75 è il più utilizzato. In particolare, due sequenze del film di Smight vengono parodiate dal trio ZAZ.

Al minuto 06:00 un medico telefona a un responsabile dell’aeroporto per assicurarsi che venga data massima assistenza alla ragazzina che si reca a Los Angeles per un trapianto di rene.
Il trio Zaz propone la propria versione con maniacale precisione temporale. Al minuto sei il capitano Ouver viene raggiunto da una telefonata (al telefono bianco) del dottor Brody. Il quale gli comunica che sul suo volo viaggerà una ragazzina di nome Lisa Davis, diretta a Minneapolis per essere sottoposta a un trapianto.

Da notare che il trio ZAZ in questa sequenza opera una sintesi tra Airport ’75, Airport ’77 e in un certo senso anche Airport ’80.
La sequenza infatti inizia con Ouver che sfoglia alcune riviste (pornografiche) nell’edicola dell’aeroporto.
La stessa cosa fa Chambers (che si è sostituito a un pilota) in Airport ’77.

Ouver poi viene chiamato al telefono come in Airport ’75. Mentre in Airport ’75 si tratta di un trapianto di rene, in L’aereo più pazzo del mondo è il cuore a dover essere trapiantato. È quello che accade in Airport ’80, nel quale però a viaggiare in aereo non è la paziente ma il cuore stesso, che viene conservato nel freezer.

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Ancora più rilevante è la seconda situazione riproposta in chiave comica dal trio di sceneggiatori e registi. Legata narrativamente alla precedente: se nella scena della telefonata veniva soltanto raccontata la triste vicenda della bambina, qui essa diventa la protagonista.

In Airport ’75, al minuto 24:40, una giovane suora canta una canzone alla bambina malata, suonando la chitarra. I passeggeri si voltano a guardare.
Nella versione parodistica (al minuto 31:23) viene introdotta qualche variazione. È una delle due hostess a cantare per la bambina, facendosi prestare la chitarra da una suora.

In L’aereo più pazzo del mondo si possono trovare ulteriori rimandi, più o meno evidenti, ad altre pellicole della serie.
In Airport, per esempio, viene inquadrato, sotto il cartello che indica l’uscita, il segnale luminoso che invita ad allacciare le cinture di sicurezza.
Nel film del trio ZAZ il segnale appare sul retro di uno dei sedili. Se la scritta in inglese è del tutto ordinaria, per quella spagnola i registi inseriscono un termine da cui nasce l’effetto comico.

 

 

 

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