CRESCE LA TENSIONE TRA RUSSIA E OCCIDENTE

CRESCE LA TENSIONE TRA RUSSIA E OCCIDENTE

Vladimir Putin flette i muscoli e mostra i denti. Due giorni fa il leader del Cremlino ha annullato l’incontro con il presidente francese Hollande, fissato per il prossimo 19 ottobre, durante il quale si sarebbe dovuto discutere della crisi siriana. Punti di vista diversi hanno indotto l’entourage russo a depennare l’appuntamento che avrebbe forse potuto suscitare qualche imbarazzo, visto che la Russia sta proseguendo il flirt con il regime di Damasco, dove è stato trovato un accordo per l’ampliamento della base navale militare di Tartus, unica presenza militare russa nel Mediterraneo. Oltre ad Assad, anche il turco Erdogan si sta rivelando un prezioso collaboratore. Dopo le frizioni per l’abbattimento dell’aereo militare russo, la Turchia sembra ora aver trovato una nuova sintonia con Mosca, la quale le sta chiedendo di mantenere una posizione neutrale nelle schermaglie in corso con l’America. A partire dall’invasione dell’Ucraina orientale e la precedente annessione della Crimea, fino ad arrivare alle divergenze sulla gestione del conflitto siriano, si è assistito a una escalation della tensione tra la Russia e le potenze occidentali, tra tutte gli Usa.

La cancellazione della visita a Parigi, ufficialmente perché soppresse dal programma alcune attività legate all’apertura di un centro culturale russo, è solo uno dei tanti segnali di nervosismo e insofferenza che provengono dalla Russia. Recentemente, il governatore della città di San Pietroburgo, Georgy Poltavchenko, ha annunciato che, in caso di guerra (con chi?), destinerà una razione giornaliera di 300 g di pane ai propri residenti. Non solo. A Kaliningrad, tra Lituania e Polonia, i missili russi sono stati schierati in direzione dell’Europa. Normali esercitazioni di routine, si sono affrettati a dichiarare le autorità militari sovietiche. Ma non sfugge a nessuno il carattere intimidatorio del gesto. Inoltre, stando a quanto riportato dalla testata on-line Znak.com, l’amministrazione presidenziale russa avrebbe addirittura raccomandato ai deputati del parlamento e ai funzionari presidenziali e regionali di far rientrare subito in patria i parenti che risiedono all’estero. Lo stesso invito sarebbe stato esteso anche ai dipendenti delle aziende di Stato.
Per il momento prosegue comunque l’attività diplomatica. Lo stesso Hollande, gettando acqua sul fuoco, si è reso disponibile a un nuovo incontro per cercare di placare gli scontri ad Aleppo e ricucire un dialogo che si sta strappando ogni giorno di più.

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