L’ORGASMO DELLA DONNA È SOLO CLITORIDEO: ECCO COME OTTENERLO

L’ORGASMO DELLA DONNA È SOLO CLITORIDEO: ECCO COME OTTENERLO

L’orgasmo femminile è clitorideo, non esiste orgasmo vaginale. Queste sono le conclusioni delle ultime ricerche. Resistono ancora delle retroguardie che credono e propagandano l’orgasmo vaginale che si verificherebbe allorché, durante il rapporto sessuale, il pene agisce su parti profonde del clitoride raggiungibili anche attraverso la vagina. Sarebbe quindi solo il clitoride a innescare l’orgasmo con tutta una serie di accorgimenti e di posizioni particolari.

Il 20 per cento delle donne non ha mai raggiunto l’orgasmo: sicuramente la manipolazione del clitoride è la strada maestra per raggiungerlo.

Il clitoride è una piccola protuberanza a forma di pera che si trova al vertice delle grandi labbra. La parte esterna varia da mezzo centimetro a un centimetro, mentre la parte interna può arrivare a dieci centimetri di lunghezza e da tre centimetri a sei centimetri di larghezza. Come il pene, è un organo erettile e ha un cappuccio coperto da un glande. È ricco di terminazioni nervose che sono circa tre volte quelle del pene. Si divide in due lunghe radici che circondano la vagina. È composto dal glande e dal corpo (ossia la parte libera), e dalle crura, o radici, che sono la parte saldata al labbro inferiore.


Le ovaie nella femmina producono estrogeni e progesterone. Sono le molecole della pulsione sessuale e da esse dipende l’interesse sessuale per l’altro sesso. È il testosterone, l’ormone androgeno presente in piccole quantità anche nella femmina, a costituire per entrambi i sessi il mezzo per l’apparire del desiderio sessuale.

L’uomo è un animale sociale che vive fin dall’infanzia in comunità. Allevare un bambino fino a portarlo alla maturità, oltre a intense cure, richiede circa venti anni di lavoro e di affetto. Il bambino sperimenta l’amore dei genitori e l’affetto speciale della madre che, se è fortunato, lo avrà allattato al seno. Per la conservazione della specie è essenziale che l’affetto dei genitori si mantenga e si rinnovi per moltissimi anni.

Innamoramenti e unioni seriali e multiple non permettono l’allevamento e la crescita affettiva dei figli. La possibilità di cementare i rapporti, di rinnovarli, di approfondirli risiede in una soddisfacente e intensa vita sessuale che non sia solo finalizzata alla procreazione ma anche al piacere. Il piacere più forte che la donna può provare è l’orgasmo.


Quando la donna comincia a eccitarsi, i corpi cavernosi richiamano il sangue al clitoride che si gonfia e diventa molto sensibile. Il sangue affluisce alla vagina che viene irrorata dai secreti vaginali delle ghiandole di Bartolini e di Skene che la lubrificano in modo da facilitare la penetrazione. La donna può unirsi sessualmente al suo compagno senza far coincidere questo atto con un orgasmo. Solo la conoscenza del proprio corpo, la consapevolezza di sé e della propria anatomia consente alla donna di raggiungere il piacere sessuale.


Che cosa succede dal punto di vista chimico nel nostro corpo durante l’orgasmo? I neuroni dei centri del piacere producono dopamina che è l’ormone della soddisfazione, dell’eccitazione, dell’innamoramento. Il cervello dell’innamorato è pervaso dalla sensazione di piacere e di eccitazione. Si sperimenta lo stesso effetto che produce l’anfetamina, una droga stimolante che provoca benessere, euforia, infaticabilità e mancanza di appetito. Dopo l’orgasmo la neuroipofisi produce una notevole quantità di ossitocina che causa una sensazione di attaccamento, tranquillità e regolarità.

Nella donna, per favorire la contrazione dell’utero, la produzione di ossitocina è attivata dalla stimolazione del seno. Con la stimolazione della mammella e del capezzolo si ha un aumento della secrezione di un altro ormone dell’ipofisi: la prolattina. La prolattina, a differenza dell’ossitocina, non favorisce l’eccitazione sessuale.

Dopo l’orgasmo si ha un aumento notevole delle endorfine, sostanze prodotte dall’organismo simili alla morfina e all’eroina. Le endorfine danno un senso di appagamento e di soddisfazione che tolgono il desiderio sessuale. Ad esse va ricondotto il periodo refrattario dell’uomo, ossia quel tempo dopo l’orgasmo in cui non c’è possibilità di raggiungere una nuova eccitazione.

Le endorfine spengono il desiderio e la reattività sessuale ma, al pari dell’ossitocina, favoriscono l’attaccamento nei confronti del partner che viene rapidamente associato al soddisfacimento del piacere. È il meccanismo più forte della fedeltà e della stabilità delle coppie. La dopamina promuove l’eccitazione dei nuovi incontri. Le endorfine invece sono le molecole della pace e del benessere.


Il concetto di desiderio è strettamente legato a quello del piacere. Normalmente non ci può essere il primo senza il secondo. La donna non arriva all’orgasmo se il clitoride non è stato stimolato convenientemente. Il desiderio, per restare vivo, ha bisogno di un costante rinforzo di soddisfazione che viene assicurato dall’orgasmo.

L’orgasmo è senza dubbio il momento dell’abbandono più completo per un essere umano. In quel momento non si teme alcun pericolo. Dopo l’orgasmo, il maschio preferisce prendersi una pausa di isolamento. I genitali maschili hanno una fase di detumescenza rapida, a differenza di quelli femminili in cui la congestione sanguigna impiega più tempo a diminuire. È questo il motivo per cui la donna è generalmente più pronta a un altro rapporto sessuale dopo il primo. Dunque il piacere, sorretto essenzialmente dalla dopamina, accompagna in vario modo tutte le fasi della risposta sessuale: dal desiderio all’eccitazione, dall’erezione alla sensibilità erogena, dall’orgasmo alla fase del dopo coito.


Gli ormoni sessuali sono prodotti su diretto ordine del cervello. La centralina di partenza risiede nell’ipotalamo. Da lì partono dei “fattori di rilascio” che emettono due ormoni sessuali distinti con la funzione di dar vita alla produzione di ormoni gonadici o di ovuli e spermatozoi. L’ormone follicolo-stimolante, nel maschio agisce in una parte dei testicoli dove promuove la produzione e la maturazione degli spermatozoi, nella femmina stimola lo sviluppo dei follicoli ovarici contenenti la cellula uovo. L’altro ormone ipofisario è l’Lh, ormone luteinizzante, che nel maschio stimola la produzione di testosterone e nella femmina presiede alla formazione del “corpo luteo” che favorisce la fissazione dell’uovo fecondato nell’utero.

Tali fenomeni avevano indotto a credere che i maschi con migliori orgasmi e quindi con una maggiore produzione di spermatozoi fossero vincenti nella lotta per la conservazione della specie. Nelle donne la fissazione degli ovuli è favorita dalla formazione del corpo luteo che è legata al ciclo mestruale e non al raggiungimento dell’orgasmo.

Che cosa avviene a livello fisico muscolare? L’orgasmo è un complesso di reazioni neuro-muscolari involontarie, di breve durata, che corrisponde al culmine dell’eccitazione sessuale conseguente alla stimolazione fisica e psicologica delle zone erogene e degli organi sessuali. Nell’uomo il suo esito fisiologico è l’eiaculazione, mentre nella donna, dopo una adeguata stimolazione del clitoride, sono contrazioni peri-vaginali.

Una donna, per raggiungere l’orgasmo, deve tenere presente che il primo organo sessuale è la testa. C’è bisogno del desiderio e il desiderio si scatena quando entrano in circolo gli estrogeni, il progesterone, il testosterone e la dopamina. Ciò avviene immaginando il rapporto sessuale. Quindi la donna deve rilassarsi e con fantasie, immagini, film, massaggi, musiche ad hoc prefigurarsi il sesso. Esplorare il clitoride ai ritmi che il corpo richiede, insistendo nei punti più sensibili. Se non c’è abbastanza lubrificazione, occorre servirsi di rimedi reperibili con facilità in farmacia. Anche usare i sex toy può servire, e si può fare partecipare il compagno a questi giochi. Chi non ha mai raggiunto l’orgasmo deve tenere presente che tutte le cose si possono imparare: se c’è un blocco psicologico, con pazienza si può superarlo. Non fissarsi nel volere godere insieme al compagno: occorre seguire i propri tempi e poi dedicarsi a lui.

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