CLAUS VON BÜLOW HA UCCISO LA MOGLIE?

Claus von Bülow

Una festa dopo l’altra senza fermarsi mai. E alla fine lo stesso concetto di tempo, in questa enorme casa in riva all’oceano Atlantico, finisce per perdere senso. Ormai il giorno e la notte sono indistinguibili, dato che gli ospiti entrano ed escono in continuazione.

Dopo aver ingurgitato ogni genere di alcolico, Sunny comincia a sentirsi la testa pesante. Anche questo rientra nella norma: del resto, per riuscire ad addormentarsi, l’alternativa sarebbe prendere due o tre pillole. Sì, ormai prende pillole per ogni situazione. Da quando ha iniziato a vivere così? La colpa è del suo ultimo marito, Claus, o è proprio lei a non funzionare bene?

Comunque sia, non è il caso di starci a pensare adesso, dato che non riesce nemmeno a riaprire gli occhi. Questo, lo sente, sarà un sonno lungo. Lunghissimo. Anche se, nel vago barlume di coscienza che ancora le rimane, non immagina certo che durerà quasi 30 anni.

A proposito di Claus, lui nasce a Copenaghen l’11 agosto 1926. Suo padre è Svend Boberg, un drammaturgo, e la madre è una nobildonna di lontana origine tedesca, Jonna von Bülow. Quando durante la Seconda guerra mondiale la Danimarca viene occupata dai tedeschi, Svend e Jonna, che hanno divorziato da alcuni anni, mandano il figlio adolescente in Inghilterra con un aereo da turismo.

Alla fine del conflitto, Svend viene condannato a quattro anni di prigione per aver attivamente collaborato con il nemico, e muore poco dopo essere stato scarcerato. Claus, che ha continuato a studiare nelle migliori scuole inglesi, a questo punto decide di rinunciare allo screditato cognome paterno, Boberg, per prendere quello ben più prestigioso della madre, von Bülow, appartenuto ad avi che erano stati grandi uomini di Stato.

Laureatosi in Giurisprudenza a Cambridge, Claus von Bülow finisce per diventare assistente personale di Paul Getty, un petroliere americano trasferitosi a Londra. Un uomo ricchissimo famoso per le sue stravaganze: i suoi ospiti, per le loro chiamate, devono usare il telefono a gettoni che ha installato nella villa.

Siccome Paul Getty odia viaggiare, incarica il suo assistente di rappresentarlo nelle importanti riunioni d’affari in giro per il mondo. Durante queste riunioni, Claus von Bülow ne approfitta per intraprendere nuove avventure sentimentali. Non gli è difficile, essendo un uomo seducente, alto, bello ed elegante.

Il suo aspetto e la sua professione gli permettono di avere agganci importanti nel mondo finanziario, anche se personalmente non può certo dirsi ricco perché Getty, da grande tirchio quale è, lo paga meno del dovuto.

A quarant’anni, nel 1966, Claus von Bülow fa l’affare della sua vita sposando Sunny Crawford, la bionda e attraente figlia unica del defunto “re” dell’energia elettrica americana. Un matrimonio che gli garantisce una rendita immensa.

L’ereditiera, cinque anni più giovane di lui, è reduce dal divorzio con il principe austriaco Alfred von Auersperg, con il quale aveva avuto due figli (Annie-Laurie e Alexander). Sunny si era stancata dell’Austria, dei tradimenti di quel primo marito e dei suoi continui safari africani. Spera ardentemente che stavolta le andrà meglio.

L’anno dopo, la coppia ha la sua prima e unica figlia, Cosima. Nel 1968, Claus lascia il ruolo di braccio destro di Paul Getty per diventare consulente di varie compagnie petrolifere. Anche se, di fatto, non avendo bisogno di guadagnare, presto smette di lavorare dedicandosi alla vita mondana, che del resto gli è congeniale. Frequenta da sempre il jet set internazionale e tra i suoi amici c’è Gianni Agnelli, il proprietario della Fiat, che ha conosciuto a Capri nel 1949.

La coppia ha diverse abitazioni, ma vive soprattutto in una grande villa di 20 stanze nella cittadina costiera di Newport, una località per milionari a nord di New York. I loro amici possono venirli a trovare a ogni ora del giorno, sempre accolti con una coppa di champagne.

L’esistenza non si rivela felice, malgrado il lusso. Sunny litiga con Claus o si stordisce con gli alcolici, per combattere la depressione che la divora. Cambiare marito non è servito a niente. Mentre lui, rimpiangendo la vita ben più interessante che conduceva lavorando per Paul Getty, cerca appagamento altrove. Soprattutto tra le braccia della civettuola e viziatissima Andrea Reynolds, una profuga ungherese (il suo cognome da nubile è Milos) diventata ricca dopo alcuni divorzi da mariti milionari.

Il 21 dicembre 1980, all’età di 36 anni, Sunny Crawford viene ritrovata priva di sensi sul pavimento del bagno. All’ospedale non riescono a rianimarla: la donna è caduta in un coma permanente. Nel suo sangue viene individuata una certa quantità di insulina, la sostanza usata per curare il diabete. La cosa strana è che la donna non soffre di questa malattia. Dato che sul luogo dove era stata ritrovata non c’era la siringa, la polizia perquisisce tutta la villa.

Una siringa con tracce di insulina sull’ago viene trovata nascosta in un armadio nella stanza del marito. A questo punto, gli investigatori pensano che si tratti di un tentato omicidio organizzato da Claus von Bülow per sposare l’amante Andrea, senza dover rinunciare ai soldi della moglie.

L’amante ungherese, comunque, da lì a poco lo pianterà in asso preferendo convolare a nozze con un famoso chirurgo. Anche la madre di Sunny, Laurie Aitken, e i due figli del primo matrimonio sospettano di Claus von Bülow.

Solo la figlia Cosima, di 13 anni, crede fermamente nell’innocenza del padre, con il quale ha sempre avuto un ottimo rapporto, e lo difende a spada tratta. Provoca l’ira di nonna Laurie, che per questo motivo le toglie i 110 milioni di dollari che aveva stabilito di lasciarle in eredità.

Il processo per uxoricidio inizia nel 1982. Oltre alla presenza della siringa, contro l’imputato gioca la circostanza di aver chiamato l’ambulanza con grande ritardo. Secondo il pubblico ministero, Claus von Bülow ha somministrato una dose massiccia di insulina alla moglie approfittando del suo stato di ubriachezza.

Per la difesa Sunny, oltre a scolare un whisky dopo l’altro, divorava chili di dolci. Per non ingrassare, la donna bruciava gli zuccheri ricorrendo all’uso disinvolto dell’insulina. Un anno prima, nel 1979, era già caduta in coma, ma per fortuna erano riusciti a risvegliarla in ospedale. Probabilmente anche quella volta aveva ecceduto nell’uso di insulina.

A favore di questa tesi c’è la testimonianza del famoso scrittore Truman Capote, amico di famiglia, al quale Sunny aveva confidato di usare l’insulina a questo scopo. La tesi difensiva non convince i giurati: all’imputato vengono inflitti 30 anni di carcere per tentato omicidio.

Infuriato con i propri difensori, Claus von Bülow ingaggia Alan Dershowitz, un agguerrito, anche se ancora poco noto, avvocato che insegna alla facoltà di Giurisprudenza di Harvard. Nel 1984, il nuovo difensore ottiene il processo d’appello, pur essendo il secondo grado di giudizio non automatico in America.

Dershowitz cambia completamente strategia e, grazie alla sua straordinaria abilità dialettica, riesce a convincere la giuria che la siringa sporca di insulina è stata rinvenuta dagli investigatori secondo una modalità legalmente non corretta. Di conseguenza, questa unica prova contro il suo assistito non ha alcun valore.

Inoltre, la difesa porta a testimoniare otto medici universitari, i quali sostengono che il coma di Sunny non era stato indotto da overdose di insulina. Questa sostanza è stata trovata nel sangue della donna, peraltro in un unico esame non ripetuto, solo perché in un certa misura viene prodotta naturalmente dall’organismo umano.

Secondo questi medici, il coma è stato prodotto da un mix di cause diverse: indigestione, farmaci vari, alcol e condizioni di salute compromesse da una vita sregolata. Le sedute del tribunale suscitano un tale clamore che la Cnn, la rete televisiva di sole notizie, gli dedica 70 ore di programmazione.

Il processo si conclude con l’assoluzione di von Bülow, che dopo 18 mesi esce di prigione. Dershowitz, oltre aver incassato una parcella da un milione di dollari, scrive un fortunato libro sulla vicenda. I diritti verranno comprati per girare, nel 1990, un film intitolato Il mistero von Bülow, con Jeremy Irons (che per l’interpretazione vincerà il premio Oscar) e Glenn Close.

In seguito, Dershovitz si distinguerà per la difesa dell’asso di football americano O.J. Simpson, facendolo assolvere dall’accusa di avere ucciso l’ex moglie. Come il controverso O.J. Simpson, neppure Claus von Bülow è stato però “assolto” dagli opinionisti dei giornali, i quali accusano l’avvocato Dershowitz di vincere le cause grazie alla sua capacità di “plagiare” i giurati con le sue arti retoriche.

Allo stesso modo la pensa famiglia di origine di Sunny, che vuole riportare von Bülow sotto processo con una causa civile, per ottenere un risarcimento ultramilionario. In America si può essere condannati in sede civile dopo essere stati assolti in quella penale, come accadrà proprio a O.J. Simpso.

Alla fine, Claus von Bülow accetta di accordarsi con la famiglia, divorziando da Sunny, sempre priva di coscienza, e rinunciando così alla sua fortuna, che passa alla figlia Cosima. Padre e figlia, intanto, sono andati ad abitare a Londra. Nella capitale inglese, dove aveva vissuto in gioventù, Claus von Bülow inizia la sua nuova vita come critico teatrale e d’arte per i giornali.

Cosima cresce e diventa bella come la madre. Per riempire le sue giornate, inizia a svolgere anche lei l’attività di giornalista, scrivendo dell’alta società inglese. Per fare questo frequenta Buckingham Palace, la residenza della famiglia reale. Durante un ricevimento a palazzo, conosce e si innamora di un banchiere della City, il conte napoletano Riccardo Pavoncelli.

Il loro matrimonio avviene nel 1996, quando lei ha 29 anni e lui 37. Tra il ristretto numero di invitati non può certo mancare papà Claus. Dopo il rito civile nella capitale inglese, il matrimonio viene festeggiato nella campagna di Orvieto con due giornate mondane di cocktail, pranzi, cene, visite nelle tenute e balli nelle notti umbre rischiarate da mille fiaccole.

Sotto il cappellino infiocchettato da sposa, che le nasconde un poco i capelli biondi, Cosima sorride ai suoi prestigiosi invitati, tra i quali ci sono il solito Gianni Agnelli, Francesca von Thyssen, i Rotschild e i rampolli delle principesche famiglie romane. Poi la coppia torna in Inghilterra, dove in pochi anni mette al mondo tre bambini.

Nel 2008, dopo 28 anni di silenziosa agonia, Sunny si spegne definitivamente in una lussuosa clinica di New York. Il suo corpo atrofizzato ha assunto, nel tempo, la posizione fetale.   

Claus von Bülow diventa un anziano eccentrico che continua a frequentare i più esclusivi club londinesi, dove ama scherzare con gli amici sulla sua “innegabile” abilità di assassino. Malgrado il discutibile umorismo nero, tutti lo considerano una persona leale, generosa, intelligente e gentile.
Muore il 25 maggio 2019 nella sua residenza londinese.


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