CI SIAMO PERSI SULLE STRADE DELL’APPENNINO

CI SIAMO PERSI SULLE STRADE DELL’APPENNINO

La circolazione sulle strade dell’Italia centrale è piuttosto difficile. Ci sono due autostrade con andamento nord-sud:  l’Autostrada del Sole e l’Adriatica, che costeggia il mare. Mentre non sono mai state realizzate strade con carreggiata a quattro corsie con andamento est-ovest. La maggior parte delle strade si ferma davanti agli Appennini. Ci sono alcuni tratti di superstrada che però non sono raccordati completamente.

Sono stati fatti molti studi e progetti per collegare la costa Tirrenica a quella Adriatica, ma non sono stati attuati. La viabilità interna è grosso modo ancora quella dell’Impero Romano, con la via Salaria e la via Flaminia come arterie principali.
In queste condizioni sgombrare le macerie del terremoto è un vero problema.

Le autostrade

Rete delle autostrade (in verde) e delle superstrade (in blu) di lunghezza superiore ai trenta chilometri

Dopo la Seconda guerra mondiale ci fu una notevole spinta alla ricostruzione. Esistevano già alcune strade con una corsia per entrambi i sensi di marcia riservate al traffico delle auto e dei camion. All’epoca si pensava che se si fossero costruite delle nuove strade si sarebbe dato impulso allo sviluppo economico.
Le autostrade dovevano essere più larghe, più scorrevoli e dritte delle strade costruite precedentemente. Dovevano unire più facilmente e con minore spesa le diverse località. Con i relativi investimenti sarebbe circolato più danaro e il costo delle merci sarebbe diminuito. Il trasporto avrebbe inciso di meno sul loro prezzo.

La prima autostrada lunga fu quella del Sole, la A 1, che collega Milano a Napoli. Iniziata nel 1956, fu inaugurata nel 1964. Gli automobilisti impiegavano due giorni per andare da Milano a Napoli prima che entrasse in funzione.

In questo filmato d’epoca sono documentati i lavori realizzati per costruire l’Autostrada del Sole.

La cosiddetta autostrada mediterranea ex Salerno Reggio Calabria

La maggior parte delle altre autostrade è stata concepita in quegli anni, anche se la loro realizzazione è avvenuta molto tempo dopo perché le condizioni economiche del paese incominciarono a peggiorare. Il nostro debito pubblico aumentava e la classe politica non era più così determinata a raggiungere gli obiettivi programmati.

Le autostrade nel centro Italia

Rete autostradale del centro Italia

Come si può osservare dalla cartina, il centro Italia è attraversato per il lungo dalla A1, cioè dall’Autostrada del Sole. Da tale autostrada si dirama il tratto Perugia-Bettolle. Arriva a Perugia partendo dall’autostrada e non prosegue. Da Roma c’è la A 24, la Strada dei Parchi, che collega Roma con L’Aquila e Teramo. A Teramo l’autostrada termina. Per arrivare all’Adriatico con l’autostrada bisogna prendere la Torano Pescara, sempre della Strada dei Parchi. I lavori per questa autostrada iniziarono nel 1963 e sono terminati nel 2009.

Lungo l’Adriatico corre l’Autostrada Adriatica, la A 14.
Alcune strade dalla A 14 vanno verso gli Appennini, dove si perdono o si trasformano in strade a una corsia per ogni senso di marcia e molto tortuose.  Sono la SS Fano-Urbino, la Falconara Marittima-Perugia (superstrada non completata), la Civitanova Marche-Foligno (superstrada terminata nel 2016), la Martin Sicuro Ascoli Piceno (superstrada). Non si raccordano con nessuna autostrada.

Il quadrilatero Marche Umbria

Il quadrilatero Marche Umbria

Nel 2008, il governo e le regioni Umbria e Marche hanno fondato la società “Quadrilatero Marche Umbria Spa”.
Lo scopo era di rendere più agevole la viabilità della zona. Inoltre, si voleva costruire le infrastrutture per togliere dall’isolamento tanti paesi dell’interno: la loro grande ricchezza era il patrimonio artistico, ma erano difficilmente raggiungibili specialmente con il cattivo tempo. Si intendeva così collegare con autostrade o superstrade le città di Perugia, Ancona, Civitanova Marche e Foligno, le quali formano i vertici di un quadrilatero.

Molti tratti sono già stati ultimati e un lato del quadrilatero è l’autostrada Adriatica.

Le statali

Traffico pesante sulla strada statale 4 Salaria

Le strade statali delle Marche, dell’Umbria, del Lazio percorrono zone appenniniche e valli strette e tortuose.
La larghezza della carreggiata di solito è di una sola corsia per ogni senso di marcia, al massimo arriva a dieci metri. Diventa problematica se viene percorsa da due mezzi pesanti che marciano in senso opposto. Erano stati fatti esperimenti con strade a tre corsie, di cui quella centrale riservata al sorpasso a senso alternato, ma questa tipologia fu abbandonata perché troppo pericolosa.

La Flaminia

Statale 3 Flaminia

La strada statale 3 Flaminia percorre il vecchio tracciato dell’antica via romana. Va da Roma a Fano, nelle Marche. Il tratto da Foligno a Fossato di Vico dovrebbe diventare il quarto lato del quadrilatero.

In colore blu il tracciato originale della via Flaminia, in viola il diverticulum via Flaminia nova e in arancione la variante marchigiana meridionale.

La via Flaminia romana arrivava fino ad Amiminum (l’odierna Rimini). Fu costruita dal 220 al 219 avanti Cristo sotto il console Gaio Flaminio Nepote. Il suo compito era di collegare Roma con l’Italia settentrionale. Fu restaurata e ampliata sotto l’Impero. Come tutte le strade romane, la Flaminia decadde nel medioevo, ma durante il Rinascimento e nei secoli successivi rinacque. Nella prima metà del Settecento il tratto da Fossato di Vico al porto di Ancona fu restaurato da Papa Clemente XII con un altro tracciato. Per questo la strada fu chiamata strada Clementina.

L’antica via Flaminia a Fossombrone, l’antica Forum Sempronii

Per costruire le strade, i romani si servivano degli schiavi di cui si rifornivano con le guerre. I cippi delle pietre miliari segnavano la distanza da Roma in miglia (all’incirca un chilometro e mezzo). Lungo le strade c’erano taverne per il ristoro dei viaggiatori e stazioni di posta per il cambio dei cavalli.

Costruzione di una strada romana

I romani dotarono l’Impero di una rete di strade per favorire il veloce spostamento dell’esercito. Inoltre, erano spinti a costruirle da motivi politici e commerciali.
Si pensa che avessero imparato a fare le strade dagli Etruschi. Scavavano una fossa profonda e poi la colmavano di materiale eterogeneo. Coprivano il tutto con massi di basolato. Riempivano gli spazi fra uno e l’altro con sabbia. In questo modo permettevano all’acqua di filtrare senza danneggiare la strada.

La Salaria

La strada statale 4, via Salaria

La statale 4 Salaria è una strada a due corsie che collega Roma al mare Adriatico. Passa per i capoluoghi di provincia di Rieti, nel Lazio, e di Ascoli Piceno, nelle Marche. Segue il percorso della via Salaria romana che era stata costruita per portare il sale dai campi delle saline di Fiumicino e di Maccarese in Sabina.

Ponte romano lungo la Salaria ad Acquasanta Terme

Il sistema viario dell'antica Roma di collegamento con il mar Adriatico: la via Salaria la via Tiburtina Valeria la via Flaminia

Via Flaminia in blu, Via Salaria in rosso , via Tiburtina Valeria in rosa

La cartina sopra rappresenta l’antico sistema viario romano. La via Flaminia è tracciata in blu, la via Salaria in rosso e la Tibutina Valeria in rosa.

Il terremoto di agosto e ottobre 2016

 

Pescara del Tronto: macerie del terremoto del 2016

Le strade sono una fattore importante per la ricostruzione delle zone terremotate.
Il terremoto dell’agosto 2016 aveva come epicentro Amatrice, nel Lazio, ma interessò anche le Marche e l’Umbria.
Il primo problema che si presentò ai soccorritori fu quello di sgombrare le macerie.

Una cava di Posta, fra Amatrice e Antrodoco, viene usata dai militari per scaricare le macerie

In alcune zone mancavano però gli spazi attrezzati per raccogliere le macerie e trattarle. Le disposizioni emanate erano molto restrittive e indicavano minutamente che cosa si dovesse fare per poter usare un sito come discarica perché nelle macerie c’erano anche rifiuti tossici e amianto. Intanto era arrivato l’inverno e c’era necessità di disporre le piazzole attrezzate per poter sistemare le casette prefabbricate.

Pescara del Tronto: senso unico alternato per i camion che trasportano le macerie e le pale

La regione Marche ha trasportato le macerie da Arquata e Pescara del Tronto fino a Roma con un notevole aggravio di costi. Otto camion ogni giorno andavano dalla zona terremotata alla capitale a circa 180 chilometri di distanza. La discarica delle macerie era sulla Laurentina dove si doveva procedere alla differenziazione. I camion percorrevano la Salaria.

Strada Castelluccio Norcia dopo il terremoto

Sono stati fatti circa cinquecento interventi per rendere le strade percorribili e ci sono 250 progetti di ripristino. In questo sito dell’Anas c’è una mappa interattiva di tutti gli interventi che si stanno facendo per mettere in sicurezza le strade e renderle percorribili.

Norcia :nuovo sisma in centro Italia

Se la viabilità fosse stata migliore lo sgombero delle macerie sarebbe più agevole.

(Lorraine Lorena ha segnalato il problema relativo alla viabilità della zona geografica considerata, ha fatto le ricerche per il reperimento del materiale e ha collaborato alla sua elaborazione).

 

 

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