IL MARCHESE CASATI STAMPA DAVA LA MOGLIE A TUTTI

IL MARCHESE CASATI STAMPA DAVA LA MOGLIE A TUTTI

Sono le 4 del mattino del 30 agosto 1970, quando il marchese Camillo Casati Stampa, conclusa una battuta di caccia presso la tenuta di Valdagno, in Veneto, telefona alla propria abitazione romana per parlare con la bella moglie Anna Fallarino. L’ora è insolita, ma il marchese ha buone ragioni per essere irrequieto. Dall’altro capo del filo gli risponde Massimo Minorenti, uno studente di 25 anni che conosce bene, benché questa familiarità non gli dia il diritto di stare con sua moglie condividendone il letto matrimoniale. Almeno quando lui è assente.
Appende il telefono e richiama, stavolta è Anna a degnarsi di rispondere. Dopo averla inondata di minacce, il marchese riattacca di nuovo il telefono e si precipita a Roma. Arriva di sera al suo superattico in via Puccini, nell’elegante quartiere Parioli. Spiega ai cinque domestici che si chiuderà in salotto con la moglie e il giovane Massimo: qualunque cosa accada, nessuno lo dovrà disturbare. Da una stanzetta adibita ad armeria prende una carabina Browning calibro 12, va infine nel salotto per sparare tre colpi alla moglie e due all’amante. Usa l’ultimo proiettile in canna per suicidarsi.

Anna Fallarino, che prenderà il nome di Casati Stampa, nasce nel 1929 in una famiglia poverissima di Benevento. A 3 anni è abbandonata dalla madre, che scappa con un amante. A 16, nell’immediato dopoguerra, va a Roma nella speranza di sfruttare il proprio fisico mozzafiato per diventare attrice, ma l’unica parte che riesce a ottenere, dopo anni di tentativi, è una comparsata nel film Totò Tarzan. In quel periodo ha però la fortuna di incontrare un facoltoso imprenditore, l’ingegnere Giuseppe Drommi. Gli scrive: “Spero tanto che la Madonnina ci faccia sposare presto!”. Lui l’accontenta e la introduce nell’alta società capitolina.

Invece il marchese Camillo Casati Stampa di Soncino, detto Camillino, nato nel 1927, non ha mai avuto un problema economico in vita sua. Discendente di una delle più blasonate famiglie italiane, nel 1970, dopo la morte, il suo patrimonio viene valutato intorno ai 400 miliardi di lire, anche se in vita al fisco dichiara un reddito annuo di sole 100mila lire. Tra i suoi possedimenti c’è la villa di Arcore, successivamente acquistata da Silvio Berlusconi.
Nel 1950 sposa la ballerina Letizia Izzo, nota al pubblico come Lidia Hot, che l’anno dopo gli dà una figlia, Anna Maria.

Camillo Casati Stampa incontra per la prima volta Anna Fallarino nel 1958 a Cannes, sulla Costa Azzurra, in una situazione piuttosto movimentata. Durante una serata mondana, un noto playboy, dopo aver a lungo corteggiato Anna Fallarino, le posa una mano sulla spalla nuda. Il marito Giuseppe Drommi lo diffida dal continuare con quell’atteggiamento troppo confidenziale e poi, vedendosi ignorato, gli sferra un pugno. Quando il playboy lo colpisce a sua volta, il marchese Casati Stampa si scaglia verso il molestatore tempestandolo di pugni. Da lì si scatena un’immensa rissa che coinvolge tutti i presenti. Rapito dalla bellezza della donna che ha difeso dall’arrogante playboy, il marchese ne diventa subito l’amante. Siccome il divorzio non è ancora previsto dalla legge italiana, sborsa volentieri un miliardo di lire per ottenere l’annullamento del matrimonio con Letizia Izzo dalla Sacra Rota vaticana. La Izzo non si godrà i cospicui alimenti ottenuti dall’ex marito, perché morirà poco dopo di cancro.

 

IL MARCHESE CASATI STAMPA DAVA LA MOGLIE A TUTTI

 

Da parte sua, Anna ottiene facilmente l’annullamento del matrimonio con Drommi, sempre dalla Sacra Rota, perché i due non hanno figli.
Camillo Casati Stampa e Anna Fallarino si sposano appena possibile, nel 1959. Solo durante il viaggio di nozze il marchese spiega alla moglie di avere gusti molto particolari. Anna dapprima lo guarda sbigottita. Poi, con un sorriso, gli fa intendere che non le dispiace l’idea: se il marito ama guardare, lei adora esibire il corpo. La prima notte viene consumata in tre sotto la doccia della camera di un lussuoso albergo. Il terzo è un cameriere, che per la sua prestazione ottiene una lauta mancia.

 

 

Passano gli anni e il marchese continua a scegliere dei bei giovani che paga per avere rapporti con la moglie, mentre lui si limita a scattare qualche foto ricordo. Un gioco tra adulti consenzienti. I due partecipano a un’intensa vita mondana, non si perdono una prima alla Scala di Milano, ma è sempre la trasgressione ad appagarli maggiormente. “Al mare con Anna ho inventato un nuovo gioco”, scrive nel diario il marchese Casati, “l’ho fatta rotolare sulla sabbia, poi ho chiamato due avieri per farle togliere i granelli con la lingua”. “Mi piace quando lei è a letto con un altro”, scrive in un’altra pagina, “sento di amarla ancora di più”. Queste poche frasi sono il massimo che possiamo pubblicare del diario fin troppo particolareggiato del marchese, dove viene descritta la moglie mentre ha rapporti con giovani pagati fino a trentamila lire. Anche se lo farebbero sicuramente gratis, con una donna così bella.

 

 

«Erano degli zozzoni», ricorderà in seguito un bagnino riscopertosi moralista, «venivano sulla spiaggia e si mettevano nudi. Un giorno mi hanno invitato a stendermi tra loro. L’ho fatto e mi sono sentito sfilare il costume, poi quella donna mi ha attirato sopra di sé. È accaduto tutto sotto gli occhi del suo compagno. Alla fine lui era talmente contento che mi ha dato cinquemila lire di premio».

 

 

Rileggendo il diario del marchese Camillo Casati ci si rende conto di come, nel corso degli undici anni di matrimonio, dentro di lui cresca il timore di venire tradito negli affetti. Per evitare che ciò accada, il marchese cambia il più possibile i compagni della donna. Finché non conoscerà bene nessuno, pensa, non ci saranno innamoramenti. Ma Anna Fallarino non è una marionetta, ha pensieri e passioni, e a un certo punto perde la testa per un ragazzo. Si chiama Massimo Minorenti, un venticinquenne studente fuori corso di Scienze politiche, del quale si dice che sia un neofascista violento e che abbia una relazione con la showgirl Lola Falana. Lui è bello e ci sa fare, non è un guardone come il marito.

Il marchese è anche impotente? Non lo si sa per certo, ma questa circostanza spiegherebbe molte cose. All’inizio è il marchese a pagare Minorenti perché vada con la moglie. In seguito, Anna convince il marito a organizzare feste con molte persone, in modo che la presenza continuativa di Minorenti non gli appaia sospetta.

 

 

Con il tempo i due amanti cominciano a frequentarsi anche fuori di casa, senza preoccuparsi dei pettegolezzi. Il marchese è messo in guardia dagli amici, preoccupati per lo scandalo. Lui risponde sconsolato: «È la prima volta che mia moglie mi tradisce con il cuore, ma sono sicuro che le passerà». Non ha il coraggio di separare i due amanti, ma chiede ad Anna di essere più discreta. Invece, più passa il tempo e più Massimo Minorenti diventa arrogante nei confronti del marchese, e Anna lo lascia fare per l’amore che sente per lui.

Amore forse ricambiato dal giovane, malgrado i 16 anni di differenza. La donna riesce a mantenersi avvenente anche con qualche intervento di chirurgia estetica: è una delle prime a farsi inserire le protesi di silicone nel seno. Anche se i soldi che elargisce al ragazzo possono spiegare in altro modo la situazione: è questa la cosa che più manda in bestia il marchese, tanto che definisce Minorenti “pappone”, sfruttatore di donne.
Tra il luglio e l’agosto del 1970, dalle frasi che scrive sul diario, si capisce che Camillo ha ormai la certezza di essere arrivato alla rottura completa con la pur sempre adorata moglie. Nessuna donna, prima di lei, si era dimostrata tanto complice nel partecipare alle sue trasgressioni. Butta giù una lettera che annuncia il proprio suicidio, chiedendo ad Anna di venirlo a trovare ogni tanto al cimitero, poi ci ripensa e, dietro un calendario, scrive: “Amore mio, vita mia, perdonami, ma quello che farò lo debbo fare. Addio, mia unica gioia passata”.

 

 

Il primo corpo in cui si imbattono i poliziotti è quello di Anna Fallarino. Sembra ancora viva, seduta sul divano con le gambe incrociate sopra uno sgabello. Ha le mani in grembo e il volto sereno. Unica nota stonata, un fiotto di silicone misto a sangue sulla camicetta.
Secondo la relazione della magistratura inquirente: “Il Casati era pervenuto a una concezione della sua relazione con Anna Fallarino da consentirgli non solo la più ampia tolleranza verso i rapporti della moglie con occasionali amanti dell’uno o dell’altro sesso, ma anche e soprattutto di goderne”.

 

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A impressionare l’opinione pubblica sono le 1.500 foto scattate dal marito alla moglie nei momenti più intimi, trovate nella scrivania del marchese e finite ai giornali.
Ultime tracce di un gioco pericoloso finito male.

 

 

Contatto E-mail: info@giornale.pop

1 commento

  1. Marchesi impotenti che concedono le proprie belle mogli a fascisti con finale nel sangue … sembra Lo sconosciuto di “Largo delle tre api”.

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