A CACCIA DI PAESAGGI DIPINTI

A CACCIA DI PAESAGGI DIPINTI

Guardare un quadro e riconoscere il paesaggio nello sfondo. Ammirare un panorama e ritrovarlo in un dipinto. Sembra un gioco di parole ma è, invece, il lavoro di due ricercatrici, Rosetta Borchia e Olivia Nesci.
La prima è una pittrice e fotografa, la seconda una geomorfologa, docente di Geografia fisica all’università di Urbino. Nel mondo dell’arte e della scienza sono conosciute come le “cacciatrici di paesaggi”. E non a caso.
Ad oggi hanno infatti individuato le vedute fissate in una ventina di capolavori del Rinascimento: la più famosa è la Gioconda di Leonardo, ma ci sono anche opere di Piero della Francesca e di Raffaello.
La loro indagine è nata in maniera casuale. Nel 2007 Rosetta Borchia, dopo aver fotografato la Valle del Metauro, nelle Marche, si rese conto di qualcosa di particolare in quelle immagini. Dopo averle osservate attentamente capì che la collina che aveva immortalato era quella dipinta da Piero della Francesca nel ritratto di Federico di Montefeltro. Fu a quel punto che Rosetta chiese la consulenza scientifica di Olivia Nesci, che confermò la sua intuizione.
Nacque così un sodalizio professionale che portò ad altre scoperte, come la raffigurazione dell’intero ducato di Urbino nel dittico dei Duchi di Urbino, al termine di un anno di ricerche.


Gli studi di Rosetta e Olivia hanno sempre un approccio scientifico.
Il territorio viene studiato attraverso foto, analisi geologiche e rilievi. Ma anche calcoli, ricostruzioni al computer e comparazioni. Spesso con l’ausilio di archeologi e paleoclimatologi, passando per archivi e biblioteche dove cercare testi e documenti a supporto delle loro ipotesi.
La determinazione e la passione di entrambe le ha portate a svelare i misteri che avvolgevano alcune tra le principali tele dell’arte italiana.
Il caso più celebre è la Gioconda, il cui sfondo, che si credeva essere in Toscana, è stato rintracciato invece vicino a Rimini, in Valmarecchia. Ma hanno appurato anche dell’altro. Nel celebre dipinto, Leonardo aveva mescolato il paesaggio romagnolo con quello marchigiano.


Sviscerare questa fusione non era facile, ma le due studiose, dopo quattro anni di verifiche, sono riuscite a decriptare per la prima volta il paesaggio della Gioconda. Anche i quadri di Raffaello sono passati al setaccio da Rosetta e Olivia, sebbene le indagini siano ancora in corso e quindi molti panorami debbano ancora essere radarizzati.
Tra le scoperte recenti, la localizzazione del paesaggio della Madonna del Cardellino in Sant’Angelo in Vado (PU). Le regioni dell’Emilia Romagna e delle Marche, intuendo la portata di questi lavori – le cui risultanze sono presentate in tutto il mondo – hanno promosso degli itinerari turistici nei paesaggi che fanno da sfondo alle opere di Piero della Francesca, come la località di Petrella Guidi (RN), raffigurata nel quadro Il Battesimo di Cristo, e di Leonardo Da Vinci, a partire da quelli dipinti nella Gioconda.

Questi percorsi, nelle intenzioni delle due “cacciatrici”, dovrebbero avvicinare i giovani alle bellezze artistiche e paesaggistiche del nostro Paese, motivandoli alla ricerca del bello e del particolare.

1 commento

  1. […] seconda metà del 1400, Federico da Montefeltro, duca di Urbino, si circondò di artisti, pittori, architetti, matematici. Fece costruire il suo […]

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