“BUONI TEMPO” PER BAMBINI

“BUONI TEMPO” PER BAMBINI

E così ora si regalano i buoni tempo ai propri figli. Bene, bene…
L’idea è di una mamma di Bergamo, tale Lorena, che per il nono compleanno del suo pargolo ha deciso di realizzare una serie di “buoni”, in ognuno dei quali è descritta una attività da svolgere insieme.
Ovviamente ha pubblicato tutto sul profilo Facebook e in breve l’iniziativa è diventata “virale” su ogni sorta di social.

Mamma Lorena dichiara: “Mio figlio compie 9 anni e per il suo compleanno gli ho regalato del tempo. Gli ho confezionato un plico di buoni da utilizzare quando vuole, e ogni buono prevede un’attività da fare insieme che solitamente per mancanza di tempo, voglia o impossibilità, non riusciamo a fare”.
Il piccolo potrà scegliere tra: “Un giro in bicicletta insieme”, “Richiedere la tua cena preferita”, “Un pomeriggio in piscina” e altre normali attività di ogni bambino.

Quando sono venuta a conoscenza di questa iniziativa ho avuto due immediate e contrastanti reazioni.
Prima reazione: “Wow! Che bello! Da mamma single e squattrinata per vocazione questo potrebbe essere un bel regalo per il terzo compleanno di mia figlia. No, forse è troppo piccola, ma potrei renderlo più semplice, così che la qualità del tempo che trascorriamo insieme sia sempre un regalo”.
Seconda reazione: “Come? Ho letto bene? Regalo? Spiegami, Lorena, io dovrei regalare il mio tempo a mia figlia? No tesoro, non ci siamo.”

Ecco, questo è il punto.
“Regalare” del tempo ai propri figli non si può sentire!
Perché a prescindere dall’età, dalla situazione familiare, dagli stili di vita, dalle esigenze e compagnia danzante, è un dovere per il genitore e un diritto per il figlio avere “tempo insieme”.
Mi sento spesso dire che non conta la “quantità”, ma la “qualità” del tempo trascorso insieme. Vero, fino a un certo punto.
Quando la sera arriviamo a casa alle 18 e siamo tutte e due stanche, non posso e non voglio sentirmi perennemente in colpa perché l’unico desiderio di entrambe è togliersi le scarpe e accoccolarsi sul divano a vedere un po’ di tv prima di cena.
Forse mamma Lorena di Bolzano ha giornate di 25 ore (o più) o non so quali super-poteri. Forse mi giudicherebbe l’anti-Cristo della Montessori, mentre si trasforma nell’Urlo di Munch dandomi della madre degenere.
Io proporrei a questa mamma di fare la cosa opposta.
Che siano i nostri figli a scegliere (ognuno nei limiti di possibilità e ragionevolezza) come trascorrere il tempo che noi genitori dobbiamo loro.

Mamma Lorena, forse i buoni da spendere avresti dovuto farli scrivere a tuo figlio.
Nel momento in cui si diventa genitori, il nostro tempo è già in gran parte di loro proprietà. Anche durante quelle interminabili ore di lavoro, spese anche per tentare di regalargli un futuro migliore del nostro.

Scrivi un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.I campi obbligatori sono evidenziati con *

Dichiaro di aver letto l'Informativa Privacy resa ai sensi del D.lgs 196/2003 e del GDPR 679/2016 e acconsento al trattamento dei miei dati personali per le finalità espresse nella stessa e di avere almeno 16 anni. Tutti i dati saranno trattati con riservatezza e non divulgati a terzi. Potrò revocare il mio consenso in qualsiasi momento, integralmente o parzialmente, con effetto futuro, ed esercitare i miei diritti mediante notifica a info@giornalepop.it

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

*