IL BUDINO DEGLI ANTICHI ROMANI: UNA RICETTA FACILE

IL BUDINO DEGLI ANTICHI ROMANI

Stare in cucina mi è sempre piaciuto, mi rilassa e mi diverte. Sono una fan della storia, e della storia romana in particolare, per questo ho preso il coraggio di affrontare le ricette originali di quest’epoca così affascinante.
Ogni volta che proverò qualche pietanza, pubblicherò un articolo con ricetta e procedimento, così se vorrete potrete rifarla anche a casa.

Gli antichi romani non erano soliti scrivere le ricette come noi, con gli ingredienti, ma si focalizzavano solo sul procedimento. Perciò mi atterrò spesso alle rivisitazioni o interpretazioni di tali ricette originali, segnalandovi comunque quella originale.
Come prima ricetta ho scelto qualcosa che sia allo stesso tempo abbastanza facile e senza troppi ingredienti o di difficile reperibilità.

La ricetta ci viene tramandata da Apicio, un cuoco e scrittore romano, vissuto tra il I secolo avanti Cristo e il I secolo d.C. Grazie alla sua opera, il “De re Coquinaria”, ci sono giunte a noi la maggioranza delle ricette dell’antica Roma.
Come quella della tiropatina, un budino a base di latte e uova che proveremo a fare oggi.

Gli ingredienti sono pochi e semplici, tutti noi sicuramente li abbiamo sempre in cucina. Latte, uova, miele e pepe.
Le uova sono un ottimo addensante e proprio per questo non c’è bisogno dell’uso di farina o di amido di mais. Non essendoci ancora lo zucchero, in epoca romana il dolcificante per eccellenza è il miele, molto usato dai nostri antenati. Così come il pepe, una spezia che pare fosse molto amata da Apicio.

Vi riporto qui di seguito prima il procedimento originario, con traduzione annessa, e in seguito il procedimento che ho seguito.

 

La ricetta originale

Accipies lac, adversus quod patinam aestimabis, temperabis lac cum melle quasi ad lactantia, ova quinque ad sextarium mittis, si ad eminam, ova tria.In lacte dissolvis ita ut unum corpus facies, in cumana colas et igne lento coques. Cum duxerit ad se, piper aspargis et inferes.

Prenderai tanto latte quanto entrerà nel tegame, scioglierai il latte con il miele quasi per farne un dolce al latte, metti 5 uova per un sestiario di latte (542 ml) o 3 per un’emina di latte (271 ml). Sciogli nel latte in modo da fare un corpo unico, cola in una cumana (terrina bassa con coperchio) e cuoci a fuoco lento. Quando sarà rappresa cospargi di pepe e servirai.

 

Ricetta del budino interpretata nel dettaglio

Ingredienti per tre persone

3 uova

300 grammi di latte intero

3 cucchiai di miele

pepe nero macinato quanto basta

 

IL BUDINO DEGLI ANTICHI ROMANI

 

Procedimento

Preriscaldiamo il forno a 150°.

IL BUDINO DEGLI ANTICHI ROMANI

1 – In un pentolino riscaldiamo il latte con il miele, fino a farlo sciogliere.

IL BUDINO DEGLI ANTICHI ROMANI
2 – Sbattiamo le uova con un frusta, delicatamente.
IL BUDINO DEGLI ANTICHI ROMANI

3 – Uniamo alle uova il latte con il miele e mischiamo delicatamente.

4 – Mettiamo il composto, dopo averlo filtrato, all’interno di uno stampo o di pirottini.

5 – Inseriamo i pirottini, o lo stampo, in una pirofila più grande con all’interno dell’acqua calda fino a coprire metà dell’altezza dei pirottini.

6 – Inforniamo il tutto e lasciamo cuocere per 1 ora / 1 ora e mezza (fino a quando si addensa e, inserendo una lama di coltella, ne uscirà pulita).

 

Mi raccomando, la temperatura del forno non deve mai superare i 160° perché il budino deve cuocere e addensarsi lentamente, e l’acqua non deve bollire.

Una volta pronti tiriamoli fuori, lasciamoli freddare e mettiamoli in frigorifero per almeno 4 ore.

Aiutandoci con un coltello, stacchiamoli dai pirottini e capovolgiamoli su un piatto. Poi condiamo con una spruzzata di pepe macinato e/o a piacere.

 

Io ho deciso di condirli con pepe, miele e alcune more fresche che avevo in giardino.

I budini così sono pronti per essere mangiati e apprezzati da tutti, poiché hanno una consistenza e un sapore molto simili a quello dei budini moderni.

 

Considerazioni personali

Io in casa avevo solo dei pirottini in silicone molto flessibili con i quali non mi sono trovata un granché bene soprattutto alla fine, quando ho dovuto sformare il budino. Infatti ho notato che un po’ rimaneva sempre attaccato ai pirottini, in fondo, Credo che sarei riuscita a ottenere un risultato migliore e più preciso usando pirottini e forme più rigide.

Non fatevi spaventare dall’uso del pepe in una ricetta dolce come questa. Non sapendo se il contrasto mi sarebbe piaciuto, ho deciso di macinarci sopra poco pepe e di aggiungere anche un cucchiaino di miele come topping. Sono rimasta positivamente sorpresa per quanto mi sia piaciuto il contrasto pepe/miele che si è creato. Provare per credere (perfino mio padre ne è andato pazzo).

Posso ritenermi pienamente soddisfatta per questa prima ricetta, tanto che ora non vedo l’ora di sperimentare qualcos’altro.

Fatemi sapere se anche voi avete deciso di cimentarvi in questa ricetta e come è andata.

 

(Per leggere gli altri articoli sull’antica cucina romana cliccate QUI)

 

1 commento

  1. “A parte la sua origine storico romana, mi sembra una ottima ricetta che vorrei seguire se non che mio amogli enon milasci acucinare (dice che non sono preciso) e allora pazienza…..grazie comunque e…complimenti per le foto e per la spiegazione veramente anglo sassone”

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