NELLA SURREALE BRUXELLES ALLA RICERCA DI MAGRITTE

NELLA SURREALE BRUXELLES ALLA RICERCA DI MAGRITTE

A Bruxelles ci sono ben due musei dedicati a René Magritte.

Del resto la capitale del Belgio è la patria del surrealismo, essendovi vissuto e morto “le saboteur tranquille”, l’artista che con i suoi quadri amava insinuare dubbi sul reale rappresentando il reale. Non per ritrarlo o per interpretarlo, ma per mostrarne il mistero indefinibile. Intenzione dell’opera più nota di Magritte era alludere, non definire.

Per il resto, dipinse anche altro al di fuori del surrealismo, opere che ebbero scarsissima fortuna.

 

Ho vissuto in Belgio abbastanza a lungo per sapere che René Magritte è l’artista che cattura meglio lo spirito di questo Paese.

Bruxelles è tutta permeata da questo surrealismo magrittienne.  È una città indefinita che rimane insondabile agli occhi stranieri e straniti.
Una città di difficile lettura, a cui ci si avvicina senza capirla fino in fondo.

Tutto sembra cozzare: dal disegno prospettico privo di regole, alla vie mai uguali. Bruxelles è molteplice, eclettica, multipolare, ma priva dell’arroganza di altre capitali.

Musee-Rene-Magritte-Maison.

Musee Rene Magritte Maison.

Per verificarlo basta cercare su Internet gli orari di apertura del Museo Magritte di Bruxelles.

Si scopre, come dicevo, che ci sono due musei sull’artista a Bruxelles. Uno si chiama Museo Magritte. L’altro si chiama Museo René Magritte.

 

Già questo è abbastanza surreale, ma è così che vanno le cose in Belgio. Del resto, se provassimo a cercare il “vero” museo Magritte contattando l’ufficio turistico di Bruxelles, scopriremmo che ci sono tre diversi uffici che si chiamano “ufficio turistico di Bruxelles”.

Ho deciso di iniziare con il Museo René Magritte, situato nel sobborgo di Jette. Il tram mi ha lasciato a una fermata di nome Cimetière de Jette, il che mi ha messo dell’umore opportuno. Del resto stavo per fare visita all’artista che si era burlato di Jacques-Louis David sostituendo Madame Récamier con una bara.

Bruxelles due musei per Magritte

 

Il museo-abitazione si trova in una tranquilla strada di periferia. Le autorità locali hanno sistemato un lampione in stile Magritte davanti alla casa in cui viveva l’artista. Leggo il cognome Magritte su una semplice targhetta sotto il campanello, come se il pittore sia ancora in casa.

Ho suonato il campanello e, mentre aspettavo, per un attimo ho pensato che l’amata Madame Magritte potesse aprire la porta, magari con una gigantesca triglia sospesa sulla testa.

Bruxelles due musei per Magritte

 

In effetti mi ha aperto una donna, ma non c’erano triglie. Mi ha guidato in una breve quanto istruttiva visita, indicando il camino che appare in un dipinto di Magritte, quello con un treno a vapore che emerge dal muro, e altri dettagli dell’arredamento.

Bruxelles due musei per Magritte

 

Dopo aver esplorato la casa di Magritte, ho preso il tram per l’altro museo Magritte, in Place Royale. Qui ho ammirato la vasta collezione di dipinti, fotografie e video.

Alla fine della visita, sono passato dal negozio per comprare una cartolina, scegliendo la famosa immagine di una pipa cui l’artista ha aggiunto le parole “Ceci n’est pas une pipe” (“Questa non è una pipa”).

Bruxelles due musei per Magritte

 

Stavo aspettando pazientemente di pagare, quando ho notato il cartello attaccato al bancone: “Questa non è una cassa”.

Ho alzato gli occhi al cielo e mi sono accorto della grossa mela verde che si librava sopra la mia testa…

Bruxelles due musei per Magritte

 

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