VIETATO RIDERE DI ERDOGAN IN GERMANIA

VIETATO RIDERE DI ERDOGAN IN GERMANIA

A volte mi capita di immaginare come sarebbe stata la mia vita se fossi nata altrove.

Mi immagino nei panni di un carpentiere serbo, a molarmi le unghie dei piedi con la pialla o a controllare con la bolla da quale parte mi pende di più il pisello; o magari sarei potuta essere un pescatore irlandese con la panza semisferica e la barba rosso ruggine, l’alone sotto l’ascella e una collezione di epatiti che comprendono tutto l’alfabeto e anche il pi greco. Ma la mia reincarnazione preferita è sicuramente quella del sociopatico tedesco, seduto da solo al bar del paese con il Bild-Zeitung e un cimitero di Fink Brau sul tavolino, a intonare rutti che registrano l’ottavo grado sulla scala Mercalli e a sputtanare la politica estera della quale ho sentito parlare solo nei programmi spazzatura in seconda serata.

Sarei un perfetto sociopatico alcolizzato tedesco se non fosse che in Germania, se diffami un esponente politico di un altro paese, ti cucchi cinque anni di sbarre. Sì, perché in Germania puoi tranquillamente indossare i calzini sotto i sandali, ma che non ti scappi che Michelle Obama sbaglia i passi a Zumba, eh! Che non ti salti per la testa di dire che Hollande non si fa il bidet o che le tette della Kitarovic sono di poliuretano espanso, perché ti sbattono al buio.

Che poi, parliamoci chiaro, che cosa se ne fa di ‘sta legge l’Angelona? Non sarà mica che quando decidi di entrare in politica devi anche mettere in conto che ci sarà la coda per prenderti per il culo? Chiedetelo un po’ alla Bindi, che quando è ora di sfottere è sempre sulla lingua di tutti; e lei che fa? Distribuisce querele? Ti trascina in tribunale? Si toglie i baffi? No, si compra una nuova casacca a fiori, che la fa sembrare un prato intero, e va avanti.

Lo stesso però non vale per l’amico nostro Erdogan. Eh no, perché Erdy è un tantino permaloso e se ti scappa di dire che si inchiappetta le pecore finisci con una denuncia da un intero stato. Quando Putin gli ha detto che la cravatta non si intonava con la giacca, gli ha abbattuto un jet.

Tempo fa, il comico tedesco Boehmermann ha recitato una poesia dove insinuava che il presidente turco, oltre ad intrattenersi in relazioni intime con le pecore, guardava film pedopornografici e prendeva a calci curdi e cristiani. Al momento il popolo sardo si sta rivoltando, sostenendo che solo loro possono detenere il primato di inchiappettapecore. I pastori isolani sono scesi in piazza imbracciando forconi e sbraitando “crucco infame per te solo letame” e “Merkel bastarda per te solo bottarga”.

Mi chiedo solo come faccia un esponente così importante come Erdogan a trovare il tempo di setacciare la satira estera alla ricerca di qualcuno che lo sfotte. Avrà mica ingaggiato un team di ricercatori selezionati appositamente per questo?

Me lo immagino lì, alla sua scrivania, mentre controlla gli introiti degli shawarma, preoccupato del fatto che il sensa scipola stia dilagando a macchia d’olio, quando scatta la sfotto sirena e una squadra di militari irrompe nell’ufficio gridando: PRESIDENTE, IN POLONIA INSINUANO CHE HA UN FALAFFEL AL POSTO DELLO SCROTO, e via subito a lanciare azioni legali con oggetto “chi lo dice lo è cento volte più di me”.

Quella che ha fatto guadagnare a Boehmermann una querela dall’intera nazione è stata però una semplice provocazione: lui ha voluto dimostrare come questa norma vada contro la libertà di espressione e di satira.

La legge infatti risale all’Ottocento, quando i legislatori pensavano si dovesse ancora difendere l’onore dei governanti stranieri. La Merkel si è dimostrata piuttosto accondiscendente nei confronti del presidente turco, acconsentendo al processo contro il comico tedesco.

Ora, non vorrei espormi troppo, non sia mai che finisca processata come il povero Boehmermann, ma l’abbiamo vista anche da qui la leccata di culo con doppio avvitamento.

2 commenti

  1. Divertente, mi piace da matti l’introduzione!

    • Grazie 🙂

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