QUANDO BERTRAND CANTAT UCCISE MARIE TRINTIGNANT

QUANDO BERTRAND CANTANT UCCISE MARIE TRINTIGNANT

Nel luglio del 2003, Bertrand Cantat, solista del gruppo francese Noir Désir, parte per Vilnius, capitale della Lituania. In questa città Marie Trintignant, l’attrice con la quale sta insieme da sei mesi, ha appena finito di girare una miniserie televisiva sulla vita della scrittrice Colette. Marie ha 41 anni, Bertrand 39. La coppia festeggia l’incontro nella camera d’albergo tra fiumi di champagne.

La mattina del 27, la donna viene trovata in coma dal suo figlio maggiore Roman, di 17 anni, che aveva dormito in un’altra ala dell’albergo. Sul volto apparentemente senza vita della madre, il ragazzo scorge segni evidenti di percosse. Portata di corsa in ospedale, due interventi chirurgici non bastano per scongiurare gli effetti devastanti dell’edema che le si è formato nel cervello. Non c’è più speranza di salvarla. Il padre, il famoso attore Jean-Louis Trintignant, chiede di riportarla a Parigi, affinché possa morire in terra francese. Marie si spegne così il primo agosto. Intanto, trattenuto in Lituania, Bertrand Cantat viene arrestato con l’accusa di omicidio.

QUANDO BERTRAND CANTAT UCCISE MARIE TRINTIGNANT

Bertrand Cantat e Marie Trintignant

 

Jean-Louis Trintignant ha 26 anni quando, nel 1956, interpreta il suo primo film (E Dio creò la donna di Roger Vadim), insieme a Brigitte Bardot. Con Brigitte ha anche una breve storia d’amore. Sei anni dopo, viene in Italia per lavorare con Vittorio Gassman ne Il sorpasso di Dino Risi. Ricordiamo tutti la sua parte di studente timido a fianco del Mattatore, che guida l’auto in maniera sempre più spericolata fino al tragico finale.

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Jean-Louis Trintignant e Vittorio Gassman ne “Il Sorpasso” (1962)

 

Tornato a Parigi, Trintignant riabbraccia la moglie, l’attrice Nadine Marquand, che proprio nello stesso anno gli dà una figlia, Marie. Una bambina molto sensibile che tende a chiudersi in se stessa. Quando, pochi anni dopo, la sorellina Pauline muore prematuramente all’età di nove mesi, Marie diventa muta per un lungo periodo. Proprio per contrastare il suo carattere timido, papà Jean-Louis la incoraggia a intraprendere la carriera di attrice. Ormai divenuto uno dei più popolari divi francesi, l’attore riesce a imporre la figlia, sin dall’età di quattro anni, al suo fianco in una decina di film.

QUANDO BERTRAND CANTAT UCCISE MARIE TRINTIGNANT

La giovane Marie Trintignant

 

Anche Nadine aiuta la figlia Marie quando, lasciata la professione di attrice per quella di regista, la fa recitare nelle pellicole che dirige. Film che danno a Marie una certa notorietà, anche se non diventerà mai un’attrice celebre. Viene apprezzata per la sua bellezza malinconica, in grado di esprimere disperazione. Le danno spesso ruoli “border-line”, come quello della prostituta o dell’alcolizzata, della feticista o della cleptomane. Dalla relazione con diversi uomini, tre dei quali sposa, ha quattro figli: Roman, nel 1986, con il batterista del gruppo Telephone, Richard Kolinka; Paul, nel 1993, con l’attore Francois Cluzet (diventato famoso anche in Italia per il ruolo di un paraplegico nel film Quasi amici); Leon, nel 1996, con Mathias Othnin-Girard; e Jules, nel 1998, con il regista Samuel Benchetrit.

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Bertrand Cantat, leader dei Noir Désir

 

Nel 2002, Marie inizia a frequentare Bertrand Cantat. Lui è più giovane di due anni, essendo nato nel 1964 sui monti Pirenei, al confine con la Spagna. Il padre è un militare, mentre Bertrand ha uno spirito ribelle. Assomiglia più alla madre insegnante, da cui impara a scrivere poesie. A 16 anni, quando frequenta il liceo nella città di Bordeaux, forma un gruppo rock “alternativo” insieme a tre compagni di scuola, con il nome di Noir Désir (“Desiderio nero”).

Il gruppo stenta ad affermarsi, anche perché Bertrand, che ricopre il ruolo fondamentale di solista e autore dei testi, spesso non sta bene: ha una sincope durante un concerto e un’altra volta deve essere operato alle corde vocali. Negli anni novanta, Bertrand utilizza il proprio carisma di leader dei Noir Désir per combattere i movimenti anti-immigrati. Una lotta che lo fa diventare il beniamino dei giovani alternativi e dei “no global”. Molti ragazzi imparano a memoria le sue canzoni, anche perché la musica del gruppo è migliorata decisamente.

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Kristina Rady, la prima moglie di Bertrand

 

In questo periodo, Bertrand si innamora di una giovane intellettuale, Kristina Rady. Nata a Budapest nel 1968, Kristina è traduttrice, organizzatrice di eventi artistici e direttrice del centro di cultura ungherese a Parigi. I due si sposano nel 1997 e hanno subito due bambini. Nel 2002 arriva il grande successo dei Noir Désir, con l’album che contiene il brano Le vent nous porterà (“Ci guiderà il vento”): alla chitarra c’è Manu Chao, un altro idolo dei giovani. L’album vende quasi un milione di copie e il brano viene trasmesso senza sosta da tutte le radio del continente, Italia compresa, dove arriva al primo posto delle hit. Dopo tanti anni di gavetta, Bertrand raggiunge l’apice della carriera. Nello stesso periodo si separa dalla moglie Kristina per legarsi alla bella attrice Marie Trintignant. Una relazione passionale e burrascosa, troncata a Vilnius nella tragica notte del 27 luglio 2003.

 

Secondo la ricostruzione degli investigatori lituani, quella notte Bertrand Cantat era completamente ubriaco. In un attacco di gelosia provocato dal messaggino inviato sul cellulare a Marie Trintignant da uno dei suoi ex mariti, si sarebbe lanciato sulla compagna colpendola con diciannove pugni al volto e alla testa. Una volta resosi conto di quello che aveva fatto, invece di chiamare i soccorritori, che avrebbero ancora potuto salvare Marie, se n’era andato a dormire.

La versione di Cantat è diversa: «Marie era strafatta di hashish e sembrava come impazzita. Le avevo dato qualche schiaffo solo per cercare di calmarla, ma lei è inciampata e cadendo ha battuto la testa sul termosifone. Non ho chiamato l’ambulanza perché non pensavo fosse grave». Le tracce lasciate dalle numerose percosse sul corpo di Marie, però, lo contraddicono.

Il rocker chiede perdono ai genitori della donna, ma i vecchi Jean-Louis e Nadine non glielo concedono. I suoi stessi fan sono perplessi: come possono credere ancora alle canzoni di un uomo che ha ucciso a botte la propria compagna? Per loro era più di un cantante, era un esempio di vita. Nel 2004, il giudice del tribunale di Vilnius condanna Cantat a otto anni di reclusione per omicidio colposo e accoglie la richiesta dell’avvocato difensore di fargli scontare la pena in una prigione francese. Già nel 2007 torna in libertà per buona condotta, malgrado Nadine, la mamma di Marie, si opponga con tutte le forze.

Bertrand Cantat riunisce i Noir Désir e l’anno dopo fa uscire un nuovo disco, con scarso successo. I suoi fan non lo seguono più. 
La maledizione non è finita. Il cantante rivede spesso la sua ex moglie ungherese Kristina Rady, che negli ultimi anni l’aveva sempre difeso dalle accuse, sostenendo che lui non fosse capace di fare del male a nessuno. Il 10 gennaio 2010, Cantat passa un periodo in casa di lei, anche per stare insieme ai due figli avuti durante il matrimonio. A un certo punto Kristina prende il telefono e chiama i genitori. Siccome non sono in casa, registra il messaggio sulla segreteria telefonica. Dice che la sua nuova vita con Cantat si è rapidamente trasformata in un calvario, per le violenze che è costretta a subire: «Ieri mi ha lanciato qualcosa e ho rischiato di perdere un dente. Il mio gomito è tumefatto. Bertrand è pazzo. Spero che potrete ancora ascoltare la mia voce».

Kristina Rady e Bertrand Cantat

 

Quando i due figli ancora piccoli rientrano in casa, la trovano impiccata. Aveva 42 anni.
Cantat spiega alla polizia che, nel momento in cui è avvenuta la disgrazia, lui stava dormendo. Alcuni parenti della vittima lo accusano di essere il responsabile di quanto è successo, ma per la magistratura si è trattato di suicidio.

Malgrado l’età avanzata, Jean-Louis Trintignant è sempre conteso dai registi. Anche se lui ha deciso di smettere di recitare in quel fatale 2003, una produttrice gli chiede insistentemente di tornare davanti alla cinepresa: «No», risponde, «piuttosto sto pensando di suicidarmi». «Prima lei fa il film e poi si suicida», replica la donna e l’ha vinta.

Jean-Louis Trintignant

 

Nel 2012, il vecchio Jean-Louis gira Amour, di Michael Haneke, Palma d’Oro al Festival di Cannes e Oscar come miglior film straniero. “Per due mesi sono stato come morto”, scrive l’attore nella sua autobiografia rievocando la fine della figlia. Lo aveva fatto tornare in sé solo il pensiero di doversi occupare dei quattro nipoti rimasti privi dell’affetto materno.

Intanto, Bertrand Cantat ha sciolto i Noir Désir per formare un nuovo gruppo, i Detroit. Nella speranza di riacciuffare il successo perduto.

Il ritorno alle scene di Bertrand Cantat

 

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