UN LINO BANFI PIÙ SCOLORITO CHE MAI TORNA CON “UN MEDICO IN FAMIGLIA 10”

UN LINO BANFI PIÙ SCOLORITO CHE MAI TORNA CON “UN MEDICO IN FAMIGLIA 10”

Mercoledì 7 e giovedì 8 settembre andranno in onda su Raiuno le prime due puntate di “Un medico in famiglia 10”, la serie che ha consacrato Lino Banfi come attore per famiglie, dopo decenni di film comici non adatti a tutti.

Dalla trama semplice, incentrata sulla vita di un medico condotto e della sua famiglia, la fiction è basata su un format spagnolo di Telecinco, “Médico de familia”. Il cast è composto da attori di buon livello come Giulio Scarpati e Lino Banfi, Milena Vukotic e Francesco Salvi, Enrico Brignano e Claudia Pandolfi, e da astri nascenti come Margot Sikabonyi o da figure atipiche come Eleonora Cadeddu, inizialmente bambina e poi “cresciuta sul set” e inserita in un ruolo simile a quello di Margot agli esordi.

Lino Banfi ormai si sente molto legato al personaggio di nonno Libero, nonostante l’iniziale ritrosia a interpretare un personaggio così anziano. Ormai è il nonno più amato d’Italia, grazie alle sue perle di saggezza condite con il suo solito umorismo “pugliese”.
Per questo, oltrepassata da poco la soglia degli 80 anni vuole dare un consiglio ai giovani: “Realizzate sempre i vostri sogni pur in mezzo a mille difficoltà. Io a 20 anni non avevo un lavoro e dormivo negli androni dei palazzi, ma non ho mai dubitato che ce l’avrei fatta”. In effetti Lino Banfi di “gavetta” ne ha fatta parecchia, in tanti anni.

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Zagaria è il vero cognome di Banfi, sostituito dietro suggerimento del grande Totò. Lino muove i primi passi nell’avanspettacolo. Sono stati Franco Franchi e Ciccio Ingrassia a inserirlo nell’ambiente cinematografico. Tra una commissione e l’altra, il giovane Banfi faceva qualche posa nei loro film.

La sua prima pellicola da protagonista è “Il brigadiere Pasquale Zagaria ama la mamma e la polizia” (1973), dove i tormentoni banfiani e la sua parlata diventano sempre più evidenti (celebre il “pere che il pompelmo faccia mele”, ovvero “pare che il pompelmo faccia male”).

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Un’altra sua frase famosa, “una parola è troppa, due sono poche”, scandita in “L’insegnante al mare con tutta la classe” è stata ripescata da nonno Libero nel telefilm di Raiuno.

Tra la metà anni settanta e l’inizio degli ottanta, Lino Banfi diventa l’imperatore della commedia sexy con film come “La ripetente fa l’occhietto al preside”, “La dottoressa ci sta col colonnello” e “L’onorevole con l’amante sotto il letto”.

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Tutti film sceneggiati da Francesco Milizia, mentre alla regia si sono alternati Tarantini, Laurenti e Girolami.

Poi il boom di Pierino, nel 1981, con Alvaro Vitali. E infine il tracollo del genere che rischiò di seppellirlo.

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Negli anni ottanta Banfi abbandona i film scollacciati per recitare in film comici come “Vieni avanti cretino”, il cult “L’allenatore nel pallone” e “Al bar dello sport” (dove interpreta un 47enne emigrato a Torino costretto a vivere con la sorella sperando nel “colpaccio” del 13 al Totocalcio).

A causa della crescente crisi del cinema, Banfi si butta nei telefilm insipidi della Rai, prima con “Il vigile urbano” e, dal 1998, con “Un medico in famiglia” che lo consacra attore per famiglie, appunto.

Lo scorso luglio Lino Banfi ha compiuto 80 anni. Dire che non li dimostra tutti sarebbe un po’ ipocrita.

2 commenti

  1. bellissimo articolo, omaggio ad un grande attore che ha fatto ridere intere generazioni.

  2. …e ci recita pure mio figlio!!!!
    Leonardo Vanessi :)))

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