MONOLITH, IL PRIMO FILM PRODOTTO DALLA BONELLI

MONOLITH, IL PRIMO FILM PRODOTTO DALLA BONELLI

Immaginate di essere rimasti bloccati con l’auto nel bel mezzo di un deserto. Immaginate che l’auto sia la più sicura al mondo, ipertecnologica, dotata di una sofisticata (ma non eccessivamente) intelligenza artificiale e creata per garantire massima sicurezza e comfort per i suoi passeggeri. Immaginate che per una combinazione di eventi, uniti a qualche spruzzata di vostra stupidità, nell’auto sono rimasti chiusi vostro figlio di due anni, le chiavi e il cellulare.

L'attrice Katryna Bowden è Sandra

Katryna Bowden nel ruolo di Sandra

Questa è la trama di Monolith, il primo film prodotto dalla Sergio Bonelli Editore (in collaborazione con Sky Italia e Lock&Valentine), presentato in anteprima nazionale al Trieste Science+Fiction Festival. Nato dalla mente di Roberto Recchioni, Monolith è un progetto che viaggia su due strade parallele, da un lato la graphic novel, scritta dallo stesso Recchioni, coadiuvato da Mauro Uzzeo e disegnata da Lorenzo LRNZ Ceccotti, dall’altra il film, diretto da Ivan Silvestrini.

Copertina della graphic novel.

La graphic novel

Il bellissimo deserto dello Utah fa da sfondo a quasi tutto il film, la lotta alla sopravvivenza e il disperato tentativo di salvare un figlio non pienamente desiderato, fanno da cornice alle vicessitudini di Sandra, ex popstar interpretata da Katrina Dowden.

La troupe nel deserto dello Utah.

La troupe nel deserto dello Utah

Nella prima parte del film vediamo Sandra affrontare insicurezze e timori che sono un po’ comuni nella vita di tutti i giorni (il presunto tradimento del marito, una carriera distrutta dalla maternità, la nostalgia dei giorni vissuti in spensieratezza), nella seconda parte la vediamo lottare contro problemi più grandi e dalle conseguenze più immediate. Cercare aiuto, dissetarsi e difendersi da animali selvaggi, sono solo alcune tra le difficoltà cui la protagonistà andrà incontro nel disperato tentativo di salvare il figlio in costante pericolo di vita.

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Il pregio di Monolith è che riesce a giocare con lo spettatore; soffriamo con Sandra, ma allo stesso tempo la odiamo per le sue scelte, diamo per scontato certe situazioni, ma inaspettatamente piccoli colpi di scena ribaltano la visione. Alcune sue decisioni possono sembrarci paradossali o poco realistiche, specie nel finale, ma poi ricordiamo che Sandra non è nient’altro che una sorta di ex-Spice Girls che gioca a fare Willie il Coyote, solo che qui la ricompensa non è Beep Beep, ma la propria soppravvivenza e quella del figlio.

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Monolith è un film che non delude e, nel bene e nel male, tiene lo spettatore incollato allo schermo per tutti i novanta minuti della sua durata.
Non è un film contro la tecnologia, ma sull’uso irresponsabile e superficiale della stessa. L’auto ipertecnologica non è il demone contro cui combattere, ma è un oggetto immobile, che svolge semplicemente le funzioni per cui è creato. Il vero demone del film è l’inadeguatezza della protagonista a gestire la maternità, causa scatenante di tutto ciò che le succede. Non a caso l’idea originale di Recchioni è partita da un fatto di cronaca di qualche anno fa: un bambino morì dopo essere stato dimenticato in auto dalla madre.

David, il figlio di Sandra.

David, il figlio di Sandra

Il lavoro dietro alla realizzazione del film è stato immenso: il fumettista Ceccotti ha costruito realmente il suv Monolith, riuscendo nell’intendo di renderlo inespugnabile e credibile allo stesso tempo. Inoltre ha realizzato circa 1500 pagine di storyboard che, con il suo inconfondibile stile grafico, hanno fortemente influenzato il regista Silvestrini.

La Monolith esposta al Lucca Comics & Games.

La Monolith esposta al Lucca Comics & Games

Dal set di Monolith.

Dal set di Monolith

La ricerca di una location adatta (il film è stato girato quasi per intero nel deserto dello Utah), di una protagonista che potesse interpretare al meglio il carattere fragile e duro allo stesso tempo di Sandra, l’uso di cani e bambini sullo stesso set, e l’impronta altamente professionale che il regista Silvestrini ha dato all’opera compiuta, sono stati premiati al Tsffper la grande capacità di dimostrare l’alto livello che può raggiungere una produzione italiana“.

Da sinistra Roberto Recchioni, Lorenzo Bertuzzi (presentatore), Ivan Silvestrini, Lorenzo LRNZ Ceccotti e Claudio Falconi (produttore) sul palco del TSFF.

Da sinistra Roberto Recchioni, Lorenzo Bertuzzi (presentatore), Ivan Silvestrini, Lorenzo LRNZ Ceccotti e Claudio Falconi (produttore) sul palco del Tsff (Foto by Raina)

Il film non ha ancora una data ufficiale di distribuzione italiana, mentre la graphic novel sarà pubblicata in due parti, Primo e Secondo Tempo. Il primo tempo è stato presentato in anteprima allo scorso “Lucca Comics & Games“, e verrà distribuito in tutte le librerie sotto il marchio “Sergio Bonelli Editore” nel gennaio 2017.

Tre tavole tratte dalla graphic novel.

Tre tavole della graphic novel

Il primo teaser del film.

Monolith – teaser

ho scritto e pubblicato racconti, fumetti, un cortometraggio, articoli e recensioni. Nel tempo libero lavoro anche. Su fb mi trovate come ButchWolf. johnilbastardo@gmail.com

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