MARTIN MYSTÈRE A TROIA E LA STORIA ANTICA DI ALMA-TADEMA

MARTIN MYSTÈRE A TROIA E LA STORIA ANTICA DI ALMA-TADEMA

In questo quadro, Lawrence Alma-Tadema ci mostra una lettura pubblica delle opere di Omero ai tempi antichi. Il che mi fa ricordare gli “Eroi di Troia”, un mio vecchio episodio di Martin Mystère disegnato da Roberto Revello recentemente pubblicato in volume dall’Anafi. E questo mi permette anche di parlare brevemente del mio collega Omero, autore di due storie significative che forse avete sentito nominare: l’Iliade e l’Odissea.

1-a-reading-from-homer-1885
L’Iliade è una storia dove i personaggi rimangono sempre nello stesso posto, instaurando relazioni permanenti tra loro. Questa è la situazione, per esempio, dell’Uomo Ragno di Steve Ditko con Peter Parker, zia May, JJJ, Flash Thompson eccetera. L’Odissea, invece, è una storia dove il protagonista è sempre in viaggio incontrando situazioni nuove, e quindi i personaggi cambiano continuamente. La stessa impostazione del girovago Hulk, per esempio. Non credo esista una terza situazione tipica per le storie avventurose: il paio che abbiamo a disposizione sono state definite una volta per tutte da Omero.

Prendiamo Ulisse naufrago nella spiaggia dell’isola dei feaci. Alcune ragazzine che giocano sulla riva, vedendolo, scappano via gridando. Rimane Nausicaa, che essendo una principessa non può comportarsi da sciacquetta. La ragazzina si avvicina al nudo Ulisse che, imbarazzato, si copre come può. Lui le chiede di essere accompagnato da suo padre, il re Antinoo. Lei risponde affermativamente, dicendo però che sarà opportuno andarci separati: un po’ civetta, Nausicaa fa capire che la gente potrebbe pensare male, benché lui abbia almeno 40 anni e lei sia solo una ragazzina. E dire che Omero ha realizzato le sue opere più di 2600 anni fa. La letteratura è andata in calando negli ultimi millenni.

A coloro che mettono in discussione la superiorità della cultura occidentale fondata sul pensiero razionale, faccio presente che nello stesso periodo di Omero in Oriente veniva scritto l’Antico Testamento, nel quale si narra di un dio che fa stragi di massa per motivi abietti e nei modi più barbari. Nella Bibbia, da una parte ci sono sempre i cattivi (quelli che adorano numerosi dei) e dall’altra i buoni (quelli che ubbidiscono al dio unico). Uno scrittore mediocre lo si riconosce perché taglia con l’accetta i buoni e i cattivi: non cambia niente se il buono sia, per esempio, un antirazzista e il cattivo un razzista. La mancanza di sfumature è all’origine di ogni tipo di fanatismo.

Di Omero si sono dette un sacco di cose assurde. Che non ha scritto lui entrambe le opere (in quegli anni c’era un altro genio con il suo stesso stile?), o che non ha messo niente per iscritto perché si basava sui racconti orali degli aedi. Appunto, si basava. Io ho sempre avuto idee precise su Omero e ora che la ricerca si avvicina alla mia ipotesi, voglio comunicarle al mondo.

Prendiamo l’Odissea. È una storia che contiene un’altra storia. La prima è quella di Telemaco che cerca il padre Ulisse per scacciare i proci, i quali insidiano il trono di Itaca. Alla fine, Ulisse ritorna ed elimina i pretendenti. (Una storia che ricorda l’Amleto di Shakespeare: tra l’altro Telemaco e Amleto sono nomi simili, mi sa che la leggenda medievale danese sia una versione rielaborata dell’Odissea). Dopo questa storia di Telemaco, Omero inserisce i racconti dei viaggi fantastici di Ulisse. Viaggi che Ulisse narra nella reggia di Alcinoo, e che quindi potrebbero essere presi per storie di un marinaio immaginoso. Questi racconti sappiamo bene da dove arrivano: dall’epopea del re sumero Gilgamesh, scritta in Mesopotamia molti secoli prima. Faccio due esempi. Gilgamesh sconfigge il drago Umbaba mettendogli la sabbia negli occhi: cioè l’acceca come Ulisse acceca Polifemo. Poi incontra la dea Inanna (Ishtar nelle versioni accadiche) che trasforma gli uomini in animali, la quale diventa la maga Circe nell’Odissea.

A questo punto, chi è Omero? Secondo me, lo scriba di una città greca dell’Asia minore inglobata da un regno orientale. Con l’Odissea, ha voluto creare un’opera che fondesse una storia di origine probabilmente greca (quella di Telemaco e i proci) con una di origine sicuramente orientale, quella di Gilgamesh. Essendo le due opere completamente diverse, realistica la prima e fantastica la seconda, ha risolto il problema trasformando una in un lungo racconto all’interno dell’altra.

Anche l’Iliade, credo, fonde due storie in origine separate: il racconto dell’assedio di alcuni achei a chissà quale città è stato unito alla storia, peraltro indirettamente attestata come opera poetica a sé stante nelle fonti asiatiche, di un assedio a Troia visto dall’interno della città stessa. In questo caso, diversamente dall’Odissea, Omero è riuscito a unificare perfettamente due storie separate creando dei punti di contatto: una sugli assedianti e l’altra sugli assediati. Ciò spiega anche perché, a differenza dei cattivi e dei buoni dell’Antico Testamento, i nemici troiani hanno sentimenti umani esattamente come i greci achei. Così, la cultura occidentale, con Omero, inizia a svilupparsi incorporando la cultura orientale. Non acriticamente, ma rielaborandola in maniera razionale.

Comunque, il volume “Gli eroi di Troia” non parla di questo. Oltre al mio fumetto inedito di Martin Mystère, ci sono i testi di presentazione di diversi esperti. Quello che ho scritto io sul mio primo incontro con Alfredo Castelli è così divertente da valere, da solo, il costo dell’acquisto. Ma immagino che questa preziosa opera sia andata esaurita subito.

1-1445593029795-jpg-la_copertina_di_martin_mystere___gli_eroi_di_troia2-1445593033013-jpg-tavola_da_martin_mystere___gli_eroi_di_troia

Torniamo a Lawrence Alma-Tadema (1836-1912), dal quale eravamo partiti. Nell’ottocento erano di moda i soggetti storici. Per lo stile, mi sembra evidente in Alma-Tadema l’influenza dei preraffaelliti. Credo esista una storia dell’arte alternativa a quella delle “avanguardie” che studiamo a scuola, la quale, mantenendo ben saldo il figurativismo, va dai preraffaelliti inglesi ai secessionisti viennesi, fino all’art déco. Fili conduttori di questa tendenza sono la raffigurazione della donna come un prezioso gioiello e la policromia allo stesso tempo vivace e funerea, che infatti ha lasciato l’impronta su molti cimiteri.

lawrence_alma-tadema%2c_self-portrait
La nostra carrellata delle opere di Alma-Tadema inizia nell’antico Egitto. Il piccolo Mosè trovato nel fiume è un tema leggendario che risale almeno a Sargon di Accad (o Agade, come si scrive oggi). Si applicava spesso ai re che non potevano vantare di discendere da una dinastia, come nel caso di Romolo e Remo. In questo modo si glissava brillantemente su quei poveracci dei loro genitori.

2-1904_lawrence_alma-tadema_-_the_finding_of_moses

Con quel bel culo, la vedova della mummia saprà farsi consolare.

3-lourens_alma_tadema_-_de_egyptische_weduwe

Arriviamo in Grecia, dove alcune ragazze si rilassano languidamente alla faccia nostra. Inevitabilmente le giovani donne ricordano molto, a partire dalla pettinatura, quelle tra fine ottocento e inizio novecento, contemporanee a Alma-Tadema. Così come nei film ambientati nel futuro capiamo subito in quali anni sono stati girati, dato che invece di immaginare una moda diversa si amplifica quella contemporanea.

4-women_of_amphissa

Questi dovrebbero essere Saffo e Alceo. Come è stato ricordato all’annuncio del Nobel a Bob Dylan, un tempo la poesia era sempre cantata e suonata. Omero era un Dylan ante litteram che strimpellava le corde della lira, invece di quelle della chitarra, per accompagnare le strofe delle proprie opere. La poesia era a “colori” come le statue e i templi greci, anche se oggi li riproduciamo sbiancati così come ci sono giunti a causa dell’usura del tempo. E, aggiungo io, prima ancora la poesia era pure ballata: basta andare tra le tribù primitive per constatarlo. La poesia solo letta, che va di moda negli ultimi due millenni e passa, fa cadere le palle per il suo freddo intellettualismo.

5-sappho_and_alcaeus

Approfittiamo dell’ellenismo per passare alla storia di Roma, con la regina Cleopatra e l’altrettanto sfigato Marco Antonio. Passaggio non privo di conseguenze. La sofisticata scienza ellenistica era riuscita a misurare la circonferenza del globo terrestre (con un piccolo margine di errore), aveva costruito automi e la macchina a vapore. Se quei semibarbari di romani non avessero tolto i finanziamenti agli scienziati greci, avrebbero potuto dare il via alla rivoluzione industriale prima della nascita di Cristo. Invece, avverrà solo nell’Inghilterra del diciottesimo secolo. Dovessi girare un film di Maciste, lo farei in versione steampunk.

La colorazione di Alma-Tadema ci ricorda più il freddo clima dell’Europa settentrionale che quello dell’Egitto.

6-lawrence_alma-tadema-_anthony_and_cleopatra

Davvero in un palazzo imperiale potevano avere il cattivo gusto di stendere sul pavimento la pelliccia di una tigre?

In ogni caso, la perfetta resa prospettica delle striature dimostra che Alma-Tadema ricalcava le fotografie. Consuetudine normale per gli illustratori, scandalosa per i pittori come lui.

7-lawrence_alma-tadema_-_an_audience_at_agrippa%27s
Alma-Tadema era rimasto così impressionato dall’incoronazione di Claudio avvenuta a opera dei pretoriani, da cui temeva di essere ucciso, che ne fece ben tre versioni (incoronazione è comunque un termine sbagliato, dato che formalmente vigeva ancora la repubblica). Le guardie imperiali trovano il terrorizzato Claudio nascosto dietro una tenda, come racconta Svetonio o Tacito, e lo acclamano imperatore.

8-a_roman_emperor_ad41_detail
A proposito di Claudio, in una sala della sua villa nell’isola di Capri c’era la collezione delle ossa di non meglio identificati giganteschi animali preistorici. Anni dopo le grandi ossa vennero spostate sulla terraferma, sempre in Campania. Poi non si sa che fine abbiano fatto.

9-a_coign_of_vantage

Ragazze che danno da mangiare ai pesciolini.

10-alma_tadema_silver_favourites

Alle terme, dove si andava spesso, le donne facevano il bagno nude insieme agli uomini, anche se in origine i sessi venivano separati.

Il cristianesimo, quando salì al potere, per evitare che la visione di corpi nudi inducesse a trombamenti generalizzati, tagliò la testa al toro vietando le terme. Iniziò così il lurido medioevo.

10-the_baths_at_caracalla

Il raschietto che la ragazza si passa sulla pelle si chiama strigile, serviva per togliersi il sudore.

12-1879_lawrence_alma-tadema_-_strigils_and_sponges

Il frigidario era il locale delle terme con l’acqua fredda.

13-1890_lawrence_alma-tadema_-_frigidarium

Grazie alle tubature di piombo per fare passare il vapore, poste sotto il pavimento, c’erano anche stanze tiepide e calde.

14-tepidarium_lawrence_alma-tadema_%281836-1912%29

Si leggevano i libri nei rotoli: quelli con le pagine da sfogliare cominciarono a diffondersi verso il 100 dopo Cristo, come intuiamo dagli epigrammi di Marziale.

15-favourite_poet

I pensieri segreti di due amiche, forse rivali in amore.

16-alma-tadema_unconscious_rivals_1893

Questo è lo stesso appartemento affacciato al Colosseo che, quasi duemila anni dopo, un ministro della Repubblica italiana riceverà in regalo “a sua insaputa”. Sopra al Colosseo vediamo i tiranti del tendone che proteggeva gli spettatori dai raggi del sole.

19-the_colosseum

Concludiamo con due immagini dei tempi della dinastia dei Severi, all’incirca il 200 d.C., quando l’Impero romano inizia il suo lunghissimo tramonto etico e culturale (oltre che militare) anche a causa dell’affermazione delle teocratiche culture orientali che pian piano ne minarono il tradizionale razionalismo.

La dinastia severa, di origine africana, era influenzata da imperatrici mediorientali che seguivano i culti più bizzarri. Uno dei loro figli imperatori, per dire, adorava una pietra. In seguito, l’imperatore Filippo l’Arabo si distinse per adorare un po’ tutto quello che proveniva dal suo Vicino oriente.

Prevalse il cristianesimo solo perché Costantino, che pure era inizialmente indeciso tra il Sole Invitto e Gesù Cristo, diversamente dei suoi effimeri predecessori governò per decine di anni imponendo nel tempo il culto che voleva. I successori ordinarono la condanna a morte per chi continuava a seguire altre religioni, salvo l’ebraismo: volevano convertire facile.

20-caracalla_et_geta

La cultura occidentale iniziata con Omero subisce così un brusco arresto, dal quale per fortuna si riavrà secoli dopo. Alcuni tra i primi vescovi, ex intellettuali “pagani” alla ricerca di una occupazione ben retribuita dallo Stato, fecero in modo che la cultura classica continuasse a essere studiata. Le antiche opere, essendo scritte in maniera elegante, furono copiate nei secoli come esempi di stile a prescindere dal loro contenuto, dato che il latino continuava a essere la lingua della cristianità.

Qualcuno, per esempio, propose di vietare il libro De rerum natura di Lucrezio, dove nel proemio la dea Venere viene rappresentata come la personificazione della natura, una specie di immane figa creatrice, ma nessun papa osò farlo.

Aèneadùm genetrìx, | hominùm divùmque volùptas,
àlma Venùs, | caelì subtèr | labèntia sìgna
quaè mare nàvigerùm, | quae tèrras frugiferentis
còncelebràs, | per tè quoniàm | genus òmne animàntum
còncipitùr | visìtque exòrtum | lùmina sòlis:
tè, dea, tè fugiùnt | ventì, te nùbila càeli
àdventùmque tuùm, | tibi suàvis daèdala tèllus
sùmmittìt florès, | tibi rìdent aèquora pònti
plàcatùmque nitèt | diffùso lùmine caèlum.
Nàm simul àc speciès | patefàctast vèrna dièi
èt reseràta vigèt | genitàbilis àura favòni,
àeriaè primùm | volucrès te, dìva, tuùmque
sìgnificànt initùm | percùlsae còrda tuà vi.
Ìnde feraè pecudès | persùltant pàbula laèta
èt rapidòs | tranànt amnìs: | ita càpta lepòre
tè sequitur cupidè | quo quàmque indùcere pèrgis.
Dènique pèr maria àc montìs | fluviòsque rapàcis
fròndiferàsque domòs | aviùm campòsque virèntis
òmnibus ìncutièns | blandùm per pèctora amòrem
èfficis ùt cupidè | generàtim saècla propàgent.
Quaè quoniàm rerùm | natùram sòla gubèrnas
nèc sine tè quicquàm | diàs in lùminis òras
èxoritùr | neque fìt laetùm | neque amàbile quìcquam,
tè sociàm studeò | scribèndis vèrsibus èsse,
quòs ego dè rerùm | natùra pàngere cònor
Mèmmiadaè nostrò, | quem tù, dea, tèmpore in òmni
òmnibus òrnatùm | voluìsti excèllere rèbus.
Quò magis aèternùm | da dìctis, dìva, lepòrem;
èffice ut ìntereà | fera moènera mìlitiài
pèr maria àc terràs | omnìs sopìta quièscant;
nàm tu sòla potès | tranquìlla pàce iuvàre
mòrtalìs, | quoniàm bellì | fera moènera Màvors
àrmipotèns regit, ìn | gremiùm qui saèpe tuùm se
rèicit aèternò | devìctus vùlnere amòris,
àtque ita sùspicièns | teretì cervìce repòsta
pàscit amòre avidòs | inhiàns in tè, dea, vìsus
èque tuò pendèt | resupìni spìritus òre.
Hùnc tu, dìva, tuò | recubàntem còrpore sàncto
cìrcumfùsa supèr, | suavìs ex òre loquèllas
fùnde petèns placidàm | Romànis, ìncluta, pàcem.
Nàm neque nòs agere hòc | patriài tèmpore inìquo
pòssumus aèquo animò | nec Mèmmi clàra propàgo
tàlibus ìn rebùs | commùni dèsse salùti.

Traduzione

Genitrice della stirpe di Enea, gioia di uomini e dei,
Venere che dai la vita, che sotto gli astri scorrenti
del cielo rendi popoloso il mare colmo di navi e la
terra fertile di messi, poiché ogni genere di viventi
nasce da te e, sorta, contempla la luce solare:
te, dea, te fuggono i venti, te e la tua avanzata il cielo
nuvoloso, per te la terra industriosa fa sgorgare fiori,
per te sorridono le vaste superfici del mare
e, placato, splende il cielo di una diffusa chiarezza.
Non appena s’è spalancato lo splendore primaverile
dei giorni e, libero, prende forza il Favonio fecondo.
come primi gli uccelli preannunciano te, dea, e il tuo
arrivo, i cuori toccati dalla tua energia vitale.
Poi bestie feroci e greggi scorrazzano per pascoli felici
e guadano rapidi torrenti: così, preso dalla magia,
chiunque, ardente, ti segue ovunque lo porti.
Infine, per mari e monti e fiumi impetuosi, e per le
magioni frondose degli uccelli e per i campi
verdeggianti, infondendo a tutti per i petti un dolce
amore, fa che con passione le stirpi propaghino
secondo il genere. Poiché tu sola reggi la natura
delle cose, e nulla sorge senza te nei divini mondi
della luce, né accade alcunché di lieto o piacevole,
te voglio come compagna per comporre i versi
che io provo a scrivere sulla natura delle cose,
per i discendenti di Memmio, che tu, dea, hai voluto
si distingussero, ornata d’ogni dote. Tanto più, o dea,
concedi un fascino infinito ai miei versi; intanto
fa’ che le selvagge azioni di guerra riposino tutte
in pace, per mari e terre; infatti, tu sola puoi aiutare
i mortali con una serena pace, poiché i crudi onori
della guerra li governa Marte, potente in armi,
che spesso poggia il capo sul tuo grembo, vinto da
eterna ferita d’amore; così, sollevando gli occhi,
col collo armonioso reclino, ammirando te, dea,
nutre gli avidi occhi d’amore, e dal tuo viso pende
il respiro di lui che è riverso. Quando lui è sdraiato
sul tuo sacro corpo, tu, dea, abbracciandolo da sopra,
proferisci dalle labbra dolci parole, chiedendo
per i romani, o gloriosa, una serena pace. Infatti,
né io posso accingermi con spirito tranquillo
in un tempo infelice, né l’illustre stirpe di Memmio
può mancare in tale situazione alla comune salvezza.

Alma-Tadema seppellisce l’antichità della “decadenza” sotto una miriade di profumati petali di rosa.

21-the_roses_of_heliogabalus

Contatto E-mail: info@giornale.pop

12 commenti

  1. Spero di riuscire a comprare il fumetto, grande descrizione e definizione altissimo livello. Complimenti Sauro Pennacchioli ?

  2. Complimenti.

  3. Nulla potrebbe dare l’idea di cosa voglia dire CULTURA POP meglio del progetto di questo articolo: l’idea è grandiosa, come la maggioranza di quelle partorite dalla mente geniale di Sauro Pennacchioli, che nel ruolo di “ideatore” esprime uno dei suoi molteplici e incomparabili talenti. Qualcosa diventa un espediente, una scusa (fondata su ragioni logiche) per portare a tutti con un linguaggio semplice e immediato anche quei temi che tradizionalmente presuppongono una specifica preparazione culturale, anche scolastica purtroppo: non ho mai capito infatti perché si debba precludere a chi sceglie scuole ad indirizzo tecnico o commerciale la possibilità di calarsi in materie che sono fonte di ricchezza esistenziale come la storia dell’arte o la lettura dei classici greci e latini. Fin qui tutto perfetto, peccato che poi Sauro Pennacchioli tiri via “un tanto al chilo”, svogliatamente e frettolosamente quello che aveva pensato di fare, perché si sa che i geni sono intelligenti ma si stancano presto: così questo articolo risulta il classico “niente fasciato nell’oro”, uno di quei pacchi deludenti che prima o poi a Natale chiunque si è visto rifilare subendo una cocente delusione. Tanta roba, troppa roba, che fa scena e riempie, a partire dal pittore emblematico dell’Edonismo Vittoriano Alma-Tadema, per andare a toccare tutto molto in alto senza però dire nulla di sostanziale, se non opinioni buttate qua e là a caso per fare effetto e del tutto opinabili (non è Sgarbi che parla e il resto del mondo china il capo e tace), condite con qualche termine che ha la pretesa di svecchiare e rendere cool l’argomento, senza che ce ne fosse alcun bisogno. Si promuove doverosamente il fumetto, del quale, però, non ci vengono dati elementi significativi, per uscire di casa, mettere mano al portafoglio e comprarlo. Tutto si risolve in una supercazzola che mira alla marchetta personale e che con qualche copia e incolla, di scarsa originalità ed evidente indolenza, scomoda Omero, l’Iliade, l’Odissea, poi come se non bastasse chiama in causa Svetonio e Lucrezio per non far torto a nessuno. DIVULGAZIONE è parola nobile e sacra, ma non ha in BANALIZZAZIONE il suo sinonimo: pertanto trovo l’articolo straordinario ed eccellente nelle intenzioni, ma del tutto deludente e furbo, nella peggiore accezione del termine, nell’esecuzione e nel risultato. Quest’abitudine di ridurre tutto a barzelletta non è di facile identificazione, perché se lo facesse qualcuno che non sa di cosa parla lo capirei, mentre da parte di chi, come Sauro Pennacchioli, è persona coltissima e super qualificata anche e soprattutto nell’arte della trasmissione del messaggio e mago di empatia, non me la spiego: è l’atteggiamento che ho criticato nell’articolo su Jacovitti, dove strideva un po’ ma si salvava in corner. Qui si tracima, si esagera e quello che sarebbe dovuto diventare POP ed essere una genialata, è diventato TRASH, scaraventando di colpo 2600 anni di cultura nel cassonetto della banalità. Speriamo che almeno il fumetto sia così bello da farmi dimenticare questo scempio compiuto in modo maldestro .

    • Non ho fatto pubblicità al mio libro, infatti non dico nulla su di esso. Non si può nemmeno acquistare, credo sia esaurito. Non c’è un solo copia e incolla nell’articolo: le idee, unite da un filo rosso, sono tutte mie. Lo scrittore Leonardo Gori, che si è complimentato qui e altrove, in quanto esperto di storia romana ha invece capito che non ho detto banalità.

  4. Nella mia testa, fin da quando ero bambina e avevo letto l’Iliade ma soprattutto “Miti ed eroi” ,un popolo che ha degli dei imperfetti, anzi con i nostri stessi difetti, cioè invidia, paura, odio, amore, lussuria ecc ecc mi sembrava un popolo saggio e superiore. Io pensavo che ogni popolo si crea un Dio per spiegare il dolore innocente che è il vero dilemma O non esiste Dio e dobbiamo accettarlo, oppure se esiste è cattivo e ci gode dei mali che ci capitano, oppure, per spiegare il male innocente, si deve ricorrere ad un supposto peccato originale. Perché se Dio, in quanto Dio è giusto come si può conciliare la sua esistenza con il male innocente? I Greci che avevano un Pantheon di Dei capricciosi accettano l’inconoscibilità delle ragioni del reale. La forza che guida le cose è oscura, ingiusta. Infatti nell’Iliade i fatti avvengono per il capriccio di una Dea o di un Dio. E’ come dire: è inutile agitarsi tanto, tutto avviene al di fuori della nostra volontà. E’ una lezione di grande umiltà. la Greca è una cultura superiore che accetta la pochezza dell’uomo. Ettore è più umano, più nobile di Achille eppure viene sconfitto. Cioè colui che viene sconfitto è superiore moralmente a chi lo sconfigge, e scusate se è poco! Ma ho chiesto ad Atanasio che mi accompagnava sul Partenone se è così e lui mi ha detto di no, che i Greci credevano a tutto quel Pantheon come noi crediamo ai nostri santi.
    Sono rimasta delusa. Tu che ne pensi?

    • Credo che i miti per gli antichi greci fossero racconti per trascorrere il tempo nelle serate senza televisione. Anche se Zeus scopava la sorella Era, nessuno credeva che questa fosse una cosa giusta, anzi. In generale la religione greca rispondeva a esigenze diverse tra loro: se il popolino voleva i santini a cui chiedere la grazia, i filosofi la ignoravano. La religione greca, e ancora più quella romana, era solo un insieme di riti, non c’era un libro sacro a cui obbedire, come la Bibbia o il Corano. In questo, greci e soprattutto romani erano simili ai giapponesi scintoisti di oggi.

  5. Sì, la Bibbia e il Corano sono libri sacri per i Cristiani , gli Ebrei e per l’Islam. Non conosco il Corano ma nella Bibbia c’è veramente tutto e il contrario di tutto. C’è l’orrore, la violenza, la guerra, tantissime regole e disquisizioni per cui si sono battute generazioni di Ebrei e di Cristiani. Teniamo presente che per noi il Nuovo Testamento fa parte della Bibbia, quindi i Cristiani dovrebbero credere ad un Dio Vindice e tremendo e a un Dio Padre, buono e sollecito. Eppure c’è gente che crede acriticamente e che, sicuramente, se leggessero questa mia vorrebbero crocifiggermi e penso siano in buona fede. Magari anche i Greci credevano così. E’ terribile!

  6. Fra le nuvole, lassù ben in alto, si ode un brontolio come di tuono foriero di tempesta. Possibile che sia un’altro temporale?? Tendo bene l’orecchio e aguzzo la vista: perbacco, un grande aquila, no,no, mi pare un’arpia di mitologica memoria, volteggia su di noi stridendo e lanciando lampi dagli occhi. Una voce stentorea risuona cupamente: traduco dal greco omerico aiutato dalla mia gatta che ha studiato alla Sorbona. ” Tomaso, sei troppo bislacco, io voglio solo cose approfondite ed impeccabilmente esposte!”
    Cribbio, è la voce dell’erinni Silvia D’Amico che dopo aver fatto barba e capelli all’innocente Sauro si appresta a farmi la pelle dopo aver abusato di un povero vecchio ottantenne, ancora illibato per quanto riguarda certe disdicevoli pratiche sessuali!.
    Ma questo mostro mitologico ed esperto( lei dice di no) fumettologo è veramente troppo legato agli stereotipi della ortodossia della struttura del messaggio scritto, penso io che conosco da poco tempo le sue esternazioni di stampo dogmatico.
    Eh, beh, facciamoci ogni tanto due risate, perbacco!!!
    Coomee? Si può ridere e far divertire senza scrivere in modo un poco sconnesso??
    “Ehi, Jac” – urlo – “tu che ne pensi??”
    Jacovitti si ferma, smonta dalla bici, ritorna sui suoi passi, si risiede e sorbisce rumorosamente il suo mezzo litro di café au lait e con un sospiro di soddisfazione senza nulla dire ( ma mi fa l’ occhiolino) scruta Zazie che come al solito è imbronciata. Con fiero cipiglio la ragazzina sta osservando la fotocopia di copertina del nuovo albo Bonelli intitolato ” Martin Mystere- Le nuove avventure a colori- Numero 1, ” Il ritorno all’impossibile” pagine 100 colorate con un computer daltonico, scritte da un gruppo di ben sei scrittori sceneggiatori supervisionati dal fantasma di non so quale castello danese!! Prezzo? beh, a parte quello scontato del primo numero, sarà di euro 4,90 cadauno!!
    “Ma sono pazzi??4,90 euro in tempo di vacche magre; 4,90 euro ‘ste palle (mon cul, nell’originale francese)!!”
    Zazie è una bambina ma è aggiornatissima sulla situazione economica e soprattutto segue con interesse l’editoria dei saggi sul fumetto e relative novità editoriali. Io intervengo per calmare la piccola ribelle: “eh, sei quasi peggio di quella baccante che poco fa volteggiava fra le nubi Zazie, non sei obbligata ad acquistarlo, tanto più che contiene una storia frutto di un bel frullato del già visto Non so tu….. ” Zazie digrigna i dentini: ” ma si, ma si, ormai chi non le conosce quel genere di vecchie storie bacucche!! Sauro Pennach ( di origini bretoni) l ‘ ha egregiamente scannerizzate per me”, dice con un sorriseto sornione: è carino Sauruccio!!
    Guardo Zazie in tralice: ” ma vuoi vedere che….”
    Ma la fanciulla non sta zitta un attimo: “invece benissimo perl’articolo da te scritto su l’albo di Walter Faccini (Attraverso l’equatore, seguito da “Il leone bianco” ), ospitato su due numeri di “Vitt & Dintorni” e che costituisce il recupero di due pezzi introvabili, farà probabilmente la felicità di Leonardo Gori, ammesso che l’ormai noto scrittore di gialli e del recentissimo “Eccetto Topolino” abbia il tempo per vederlo, visti i suoi numerosissimi impegni”. Ma Tiziana D’Amica ne sarà a conoscenza, se si come mai non sono stato incenerito dai suoi strali o eviscerato dai suoi artigli??
    Zazie che mi ha letto nel pensiero ride di gusto:” Tiziana “mon cul” grida ai quatro venti qui su questo cucuzzolo parigini della “Butte aux cailles2.Mamma mia, penso io ad alta voce, ma questa pulzella in erba oltre ad essere aggiornatissima! possiede poteri telepatici Chissà mai come avrà fatto raymond Queneau a gestirla?? E il regista… chi era mai, Louis Malle??!
    Zazie che ha sempre l’orecchio ben aperto nonostante il suo impegno a ingurgitare le pizzette dopo le numerose brioches, bofonchia a bocca mezza piena: “so tutto di quegli albi, ma non ho idea di chi fosse mai questo Facchini. Uno di quelli che alla stazione porta i bagagli?”. Poi ride beffardamente alzando ignominiosamente in alto il dito indice ben teso.
    Beh, poveretta – penso io rivedendo al ribasso le mie precedenti valutazioni su di lei – ha solo undici anni e certamente non ha avuto modo di avere fra le mani gli albi del “Vittorioso” serie ROMA risalenti al lontanissimo 1942. “Tiziana baccantuccia mia, tu che ne pensi??
    “Zazie intuisce i miei pensieri e sorbendosi la bocca con la mano impasticciata di crema mi sbircia con evidente compatimento: “Tomaso mio bello, tu sei un gran casinista ed un illuso , la tua Tizianuccia si fa beffe di te approfittando del fatto che sei tardo di cervello e rimbambito dalla tarda età; ricordo tutte le fanfaluche che hai scritto sul rapporto Dubout /Jacovitti/ Topor, quindi prima di criticarmi pensa al trave che hai nell’occhio”.
    Ohè, promette bene questa ragazzina!!
    Ma alla sua età, ( 11 anni) chissà com’era Tiziana. Faccio i conti : nel 1973?? “Su “Il Corriere dei Ragazzi” Jacovitti impazzava con Jac Mandolino e compagnia bella!! Storie brevi ma effervescenti!!

  7. Pietà, pietà, ci sono i soliti errori di battitura!! Che ne sarà di me?? NOn mi mandate al Ricovero comunale, pietà, pietà!!

  8. Ecco che cosa scrive Castelli a proposito del nuovo Martin Myatere a Colori:
    Il Buon Giovane Zio Marty
    Il progetto per Martin Mystère NAC (“Nuove Avventure a Colori”) è nato un paio di anni fa, quando era stata ventilata la possibilità di una serie televisiva dal vivo con le avventure del Detective dell’Impossibile; le trasposizioni tra un mezzo narrativo e l’altro impongono sempre cambiamenti, così provai a immaginare cosa avrei fatto io. Come prima cosa avrei ringiovanito Martin (che nel fumetto “classico” ha superato la settantina) per non trasformare la serie in una sitcom tipo “Villa arzilla”. Pur se con dispiacere, avrei eliminato Java, perché in un film realistico un uomo che si esprime ringhiando rischia di essere ridicolo. Avrei ambientato le vicende in Italia, un setting che ritengo ideale e che, oltretutto, avrebbe ridotto i costi di produzione. Ultimo, ma non certo per importanza, avrei svecchiato il ritmo della sceneggiatura, privilegiando sequenze brevi e incalzanti. Dei telefilm non si fece niente, ma mi rimase la voglia di scoprire come sarebbe stato Martin Mystère se fosse stato ideato oggi anziché nel 1982, così proposi di realizzarne una versione a fumetti, e Davide Bonelli accettò coraggiosamente di correre il rischio. Per la prima volta nella storia della Casa editrice, il “romanzo” non fu scritto da autori singoli, ma da “I Mysteriani”, pseudonimo per un gruppo di sceneggiatori (Andrea Artusi, Diego Cajelli, Giovanni Gualdoni, Ivo Lombardo, Enrico Lotti, Andrea Voglino) coordinati da Giovanni Gualdoni e da me supervisionati con molta discrezione. Per quanto riguarda i disegnatori, presto scoprirete che non sono quelli della serie “classica”, ma autori nuovi o che vi hanno collaborato di rado. Questo per la stessa ragione per cui non ho voluto scrivere io i testi: dopo tanti anni sarei (saremmo) ricaduto/i inevitabilmente nei consueti modismi narrativi e grafici, rischiando di produrre un clone ringiovanito a forza, con la pelle tirata e le labbra a canotto. A tutti, una buona e giovanile lettura.
    Alfredo Castelli

    Io quasi quasi piango calde lacrime!

  9. Zazie succhia un ghiacciolo al tamarindo mentre iniziano a cadere i primi fiocchi di neve. Io scuoto il capo . Per il ghiacciolo? macché, Sono perplesso: ho lrietto il saggio del prof. Ernesto Preziosi su “Il Vittorioso, storia per un settimanale per ragazzi”, Ed. Il Mulino , 2012, quindi uscito sei anni or sono senza tanti clamori. Chi ne ha parlato e scritto?? Zazie sogghigna e deve spuare un pezzo di ghiacciolo che le è andato di traverso. Si schiarisce la voce e mi chiede” ma perché tu infili argomenti avulsi dal contesto generale ??? Qui si parla di Martin Mystère scritto in questo caso da quel ragazzone di Sauruccio, e tu che fai?? tiri fuori un saggio di 4 anni fa che parla di tutt’altro, sei peggio del povero Sauro bistrattato dalla facinorosa Tiziana, donna in preda alla tarantolite, ossia alla febbre e alla follia che produce il morso del ragno tarantola!!”.
    Mah, io sono perplesso, non mi pare che Tiziana d’Amico sia una tarantolata, forse è solamente desiderosa di sfogarsi su qualcuno, di liberare la sua energia in quel modo. Mah??
    Zazie, per il libro fuori contesto io parto da pagina 213 dove si inizia a parlare di Jacovitti e delle sue storie del secondo dopoguerra, a partire cioè dal 1945.
    Che ci dice il Prof. Preziosi a proposito??
    Beh, soprattutto si abbevera da quanto scritto dalla signora Anna Saleppichi e Goffredo Fofi nell’ambito di vari capitoli, “Jacovitti e la pace armata” e “Jacovitti e il turbolento dopoguerra”, che fanno parte e compongono il saggio edito da Stampa alternativa “ Eia, eia baccalà”, pagina 29 e 103. Anno di grazia 2010.
    L’autore, Prof. Preziosi, ripete acriticamente quanto Saleppichi riporta pari pari da una intervista ospitata sulla pubblicazione “Segni e Disegni, 90 ma non li dimostra”, editore Pichierri, 1987: un metodo che spesso diventa consuetudine quando l’ estensore/i di un qualsiasi lavoro scritto basato sulla ricerca sono – in questo caso i fumetti- dei neofiti. Va beh, pazienza. Però io non posso essere d’accordo con questo sistema fondamentalmente scorretto di procedere. Sono un bacchettone moralista?? Forse, però occorre dare a Cesare quel che è di Cesare!”.
    Zazie ride a crepapelle. ” Ah , Ah, e allora, che vuoi che gliene importi a tutti questi plagiari o ….”.
    Lascio Zazie a continuare il suo ragionamento senza la mia presenza. So già quello che vuol dire.
    Comunque domani stacco il computer e lo caccio fra le cose rottamate che sono depositate nel garage.
    Ho capito che non ne vale la pena di perdere tempo con questo tipo di attività. Mi darò all’ippica.

  10. […] in relazione ai contatti “misteriosi” tra il mondo mediterraneo e la Scandinavia, in questo articolo abbiamo parlato della probabile trasformazione delle ampie parti dell’Odissea dedicate a […]

Scrivi un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.I campi obbligatori sono evidenziati con *

Dichiaro di aver letto l'Informativa Privacy resa ai sensi del D.lgs 196/2003 e del GDPR 679/2016 e acconsento al trattamento dei miei dati personali per le finalità espresse nella stessa e di avere almeno 16 anni. Tutti i dati saranno trattati con riservatezza e non divulgati a terzi. Potrò revocare il mio consenso in qualsiasi momento, integralmente o parzialmente, con effetto futuro, ed esercitare i miei diritti mediante notifica a info@giornalepop.it

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

*