AH L’IDEA, L’IDEA…

AH L’IDEA, L’IDEA…

In nome di un’idea ho conosciuto creativi sacrificare “anima e core”, per scovarla nei punti più remoti.

Li ho visti fare nottate insonni, rubare spunti ad altri.

Li ho beccati a copiare e modificare altre idee, prese da altre fonti.

Fare partite a calciobalilla in orari d’ufficio nelle agenzie fighette milanesi, con la scusa di trovare la giusta ispirazione, o farsi illuminare dalla Santa Musa Ispiratrice con cannoni o tirando di coca.

Oppure al cesso, chiusi mezz’ora chinati ad elaborare qualcosa di meglio che una stronzata da mandare in pasto al junior account di turno.

Che poi diciamola tutta: un’idea, per essere tale, o lo è oppure è “buon artigianato” o se vogliamo “mestiere”… insomma, altro.

Le idee sono poche, pochissime, vendute o copiate al mercato nero a quotazioni altissime e, inutile dirlo, sono un bene prezioso.

Oserei dire preziosissimo.

L’unica cosa che ancora la strafottutissima Apple non riesce ancora a fornirci.

Per ora.

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