ADA LOVELACE-BYRON, L’INCANTATRICE DI NUMERI

ADA LOVELACE-BYRON, L’INCANTATRICE DI NUMERI

Forse non tutti conoscono l’Ada Lovelace Day, un giorno di festa mondiale in cui si celebrano i risultati delle donne in campo scientifico, nella tecnologia, nell’ingegneria e nella matematica. Lo scopo è quello di aumentare le donne impegnate in queste materie, incoraggiando le ragazze a intraprendere una carriera accademica e professionale in questi settori un tempo appannaggio degli uomini.

Fondata nel 2009 da Suw Charman-Anderson, la festa si tiene ogni anno il secondo martedì di ottobre. L’evento clou dei festeggiamenti, che si svolge a Londra, è Scienza & Cabaret, uno spettacolo nel corso del quale alcune scienziate descrivono al pubblico il proprio lavoro e le donne che le hanno ispirate, esibendosi in brevi monologhi teatrali o eseguendo brani musicali in tema.
L’evento di quest’anno si è tenuto il 10 ottobre 2017 alla Royal Institution di Londra.

Ma chi è Ada Lovelace? E perchè la sua figura è oggi utilizzata per promuovere la scienza “al femminile”?

ada lovelace day

Ada Lovelace-Byron è stata tra i primi ad intuire alcuni dei principi fondamentali dell’informatica.
Per onorare le sue intuizioni visionarie, nel 1980 il Dipartimento della Difesa USA le ha intitolato un linguaggio di programmazione, per l’appunto l’Ada, a prova di hacker, ancora oggi usato in molti contesti in cui il corretto funzionamento del software è fondamentale, come astronautica, avionica, controllo del traffico aereo, finanza e dispositivi medici.

Ada Lovelace nasce Augusta Ada Byron (10 dicembre 1815 – 27 novembre 1852) a Londra, dall’unione tra il leggendario poeta romantico Lord Byron e la moglie Lady Wentworth (Anne Isabella Milbanke).

Sarà l’unica figlia legittima di Lord Byron, ma i suoi genitori si separano poche settimane dopo la sua nascita e pochi mesi dopo il padre lascia l’Inghilterra per sempre: Ada non lo rivedrà mai più.

A differenza della maggior parte delle ragazze del tempo, Ada riceve una robusta educazione scientifica. Tra i suoi insegnanti vi sono il riformatore sociale William Frend e Mary Somerville, una delle prime donne a essere ammesse alla Royal Astronomical Society.

Fin dall’infanzia, Ada mostra una spiccata predisposizione per la matematica, le lingue e le scienze. Ma è a 17 anni che incontra l’uomo che diventerà il suo mentore e amico: il matematico e inventore Charles Babbage.

Ada Lovelace per molti anni tiene una corrispondenza epistolare con Charles Babbage. È affascinata dall’universalità delle sue idee e si interessa immediatamente al suo lavoro, iniziando a studiare i sistemi di calcolo realizzabili con la macchina differenziale e la macchina analitica progettate da Babbage.
Da parte sua, lo scienziato è colpito dall’intelligenza di Ada e dalla sua abilità matematica tanto da soprannominarla l’Incantatrice dei Numeri (The Enchantress of Numbers) e scriverle una poesia:

Forget this world and all its troubles and if
possible its multitudinous Charlatans – every thing
in short but the Enchantress of Numbers.

Dimentica questo mondo e tutti i suoi guai e, se
è possibile, con tutti i suoi numerosissimi ciarlatani—ogni cosa
insomma, tranne l’Incantatrice dei Numeri.

Charles Babbage, matematico e filosofo, è lo scienziato proto-informatico che ha l’idea del calcolatore programmabile.
Nel mondo dell’informatica è conosciuto per le sue macchine “calcolatrici”: la macchina differenziale e la macchina analitica. Parti dei meccanismi da lui progettati oggi sono esposti al Museo della scienza di Londra.

Nel 1991, sulla base dei suoi progetti originali, è stata costruita una macchina differenziale perfettamente funzionante, assemblata seguendo gli standard disponibili nel XIX secolo, dimostrando così che la macchina di Babbage avrebbe potuto funzionare.

In occasione di un Convegno scientifico in Italia, Babbage chiede ad Ada di tradurre un saggio sulla macchina analitica scritto in francese dallo scienziato italiano Luigi Federico Manabrea, socio dell’Accademia delle Scienze di Torino e dell’Accademia Nazionale dei Lincei.

ada lovelace day

Esemplare di “macchina di Babbage” (ricostruzione).

 

Ada non si limita a tradurre: a margine del testo annota una serie di commenti in cui espone le sue intuizioni.
Il lavoro della Lovelace è talmente accurato che il testo di Menabrea si amplia, dalle venti pagine originali, a circa cinquanta per le note aggiunte dalla curatrice incoraggiata da Babbage.

Ada Lovelace avvia una corrispondenza anche con Menabrea, lo scienziato italiano che ha tradotto. Lui la spinge a pubblicare il proprio testo con le sue note: i due matematici si scambiano idee e prospettive sulle future possibilità delle macchine analitiche. In un articolo pubblicato nel 1843, la Lovelace descrive la macchina, che verrà costruita più di un secolo dopo, come uno strumento programmabile. Con incredibile lungimiranza prefigura il concetto di intelligenza artificiale, spingendosi ad affermare che la macchina analitica sarebbe stata cruciale per il futuro della scienza.

Tra le idee più interessanti espresse nelle sue note, Ada Lovelace propone un meccanismo di ripetizione di una serie di istruzioni da applicare alla macchina analitica, una versione di base del processo di “looping” con cui operano oggi i programmi informatici.

ada lovelace day first programmer

Suggerisce anche che i codici avrebbero potuto consentire al dispositivo di scrivere lettere e simboli, nonché i numeri.

Nella nota G, Ada descrive un algoritmo per la macchina analitica per calcolare i numeri di Bernoulli, che oggi viene generalmente riconosciuto come il primo programma informatico della storia.

Vi sono anche degli indizi (monografia di Menabrea) che portano a ritenere che fu proprio Ada a suggerire l’uso delle schede perforate del Telaio Jacquard per la seconda macchina di Babbage.

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Purtroppo Ada non firma mai le sue pubblicazioni, limitandosi a usare le iniziali del proprio nome e cognome (forse perché la mentalità del tempo non avrebbe considerato seriamente un testo tecnicoscientifico firmato da una donna).

È dunque Ada Lovelace a gettare le basi della programmazione delle macchine calcolatrici. Se Babbage fu un pioniere dell’hardware, Ada lo fu per il software: la prima programmatrice della storia.

Ada sposa William King l’8 luglio 1835, diventando Contessa di Lovelace.

Dopo aver tentato senza esito di sviluppare una formula per assicurare la vittoria nei gioco d’azzardo, muore di cancro all’utero a soli 37 anni, il 27 novembre 1852.

Il valore dei suoi scritti viene riconosciuto solo negli anni cinquanta del Novecento. Ada Lovelace è oggi considerata, con Babbage, una dei pionieri inglesi dell’informatica.

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La ricercatrice ha intravisto alcuni dei principi fondamentali che oggi stanno dietro al funzionamento dei computer, molti anni prima che venissero formalizzati.

Donna brillante dalle grandi intuizioni, mai pienamente sviluppate, uno dei grandi meriti di Ada Lovelace è forse quello di comprendere in pieno l’importanza delle macchine di Babbage, immaginando i possibili sviluppi di quella tecnologia che sarà il motore della seconda rivoluzione industriale in cui tutti noi siamo oggi immersi.

Una figura che oggi rivive anche nel graphic novel di Seigradi Sydeny Padua, sebbene fantasiosamente proiettata in un futuro in cui porta a termine il suo lavoro, trasformandosi da giovane dell’alta società britannica armata di pipa e talento in una supereroina post moderna.

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