GREEN DAY – BLACK NIGHT – RED END

GREEN DAY – BLACK NIGHT – RED END

Una recensione? Un racconto? Un delirio senza senso? Un mix di tutte e tre…

“Uot du iu cam from?” abbozzo alla tipa, nel mio inglisc da De Agostini Basic Level.
“America” fa lei succhiandosi con la cannuccia il buco del culo del terzo Mojito della serata.
“Ah America… iu now tats America mi sta (hau iu sei “MI STA'”?!)… sul cazzo… on the cocks!” o come cazzo si dice.
La tipa alza le spallucce e sorride da vera yankee che non ha capito un acca come quasi tutti i pochi jankee che conosco.

2-americane

L’ho conosciuta mezz’ora fa al Micca Club e sono già arrivato a pizzicargli il tanga tra una chiacchera e l’altra. Quattro Mohito, tre Mai Tai e gli ho inviato la lingua in bocca a fare il giovane esploratore Tobia.

Chiavi.
Macchina.
Motel.
Scale.
Porta.
Camera.

Entriamo mentre la tipa mi dezzippa la patta. “Ehi ehi ehi, bambina… andiamoci piano, non so nemmeno come ti chiami”.
Traduco a fatica che si chiama Carol, del Texas, ha 21 anni, fa la lap dancer da tre. Ha un fisico da far resuscitare Lazzaro senza tirare in ballo alcuna religione.
Squilla un cellulare: è una sua amica che chiede di essere ospitata.
“Com’è?”
“È americana pure lei, fa la modella per Versace e stasera ha voglia di divertirsi”, tutto questo in un italiano da Shel Shapiro.
“Ochei ochei” dico, “falla salire… lets go ap.”
Finalmente, penso, dopo tante serate di merda ecco una bella seratina pepata al punto giusto.

Dling dlong titilla il campanello, apro e davanti a me si presenta una fyca stratosferica da paginone natalizio di Penthouse, mezza ubriaca e con la faccetta che trasuda “vogliaditarallo” da tutti i pori.
Questa nottata sarà difficile schiodarmela dalla mente e lo capisce al volo anche il mio giovane alligatore che fa scintille là in basso.
Carol la saluta: è già in tanga e sballotta una 5° modello Parmalat Pre-Tracollo.
Anche Nadine (si chiama così la vichinga appena entrata) si mette a suo agio e si spoglia praticamente nuda lasciandosi addosso soltanto le scarpe col tacco a spillo d’acciaio.
Potessi registrare tutto manderei la cassetta in moviola da qui all’eternità, penso tra me mentre il purosangue che sta nei bassifondi pulsa e scalpita in attesa del suo agnello sacrificale.
boscolo_cameraCarol si versa un Chivas Regal e ne offre uno a Nadine, cominciano a ridere e a fare le porche. Nadine slinguazza l’interno cosce di Carole che ricambia detergendo ben bene con la saliva il padiglione auricolare della modella.
Cazzo, che nottata, e chi se la scorda più?! Godzilla reclama la sua ora di follia, ormai non sta più nelle palle e fatico a tenerlo a bada.

Nadine abbassa le luci e fa l’unico gesto che avrebbe dovuto risparmiarsi dal fare. Prende dalla sua borsa Ferragamo uno dei cd dei Green Day, “American Idiot”, quello col disegno della mano che regge lo scroto e lo infila nel lettore CD.
Sul lettone le due amiche giocano a “chiinfilapiùcoseinpiùbuchi” e da quel poco che riesco a distinguere sta vincendo Nadine che si sta …(CENSURA)… mentre la dolce Carol muore dalla voglia di …(CENSURA)… a piedi.
bacio-in-discotecaE io? Non c’è niente da fare… quello che pochi minuti fa sembrava essere il braccio rosa e glabro del King Kong di Rambaldi si è trasformato nella buccia di banana penzolante del suo pasto. Una nullità… cazzo, non può essere.
PORCAPUTTANANON PUO’ESSEREEEE!

Mi dirigo ad ampie falcate verso il lettore Cd e mi giro ‘sta cazzo di copertina: “Ma chi cazzo sono questi che suonano sto finto-punk di tre accordi con questi finto-testi fintamente ribelli riciclando le finte basi con cui una qualsiasi rock’n’roll band finta di finti ragazzini dovrebbe esercitarsi nello scantinato, finto pure quello??”
“Che ti frega” fa Carol, messa a pecora con Nadine che gli lec… (CENSURA)… “unire tu a noi e don’y thinks about! Com’on e lets play togheter… la notte is very luunga” mi fa la bambola americana in un italo americano da Totò Le Mokò.
“Divertiamo un cazzo!!” dico scaraventando il plexiglass dall’altra parte della stanza. Sarà che ho il pallino professionale, ma io se ascolto musica del cazzo non riesco proprio a divertirmi, CAZZO!
ANZI, PEGGIO… mi girano le palle a vortice e mi va il sangue al cervello!!
Ascolto il 4° pezzo e corro dritto in bagno a vomitare.
Le due sono tutto un mugolìo e godono come pazze mentre io sono ai bordi del water a fare il download della mia anima.
“..e vaffanculo anche ‘sti cazzo di GreenD…” non riesco nemmeno a pronunciarne il nome che riparto in quarta con la terza scarica.

Questo cazzo di rock’n’roll da blockbuster adatto solo a ragazzini/e deficienti che se dico Clash lo scambiano per quel famoso Lomanzo cinese sugli scontLi delle macchine e se dico Velvet Undergound pensano al colore della nuova linea metropolitana di Roma… ecco, questo rocckerino anacronistico, posticcio, caramelloso e inconsistente come lo zucchero a velo delle giostre, questo FOTTUTO ROCK adolescenziale banale in tutto, negli stacchi, nei ritornelli, negli accordi usati, insomma STAMMERDA mi sta rovinando la mia unica e fottutissima serata porno-trash da sei mesi a questa parte.
Mi stanno girando i coglioni a mille mentre di là ansimano e godono come scrofe nel mese della monta. “Dai amooore, aspettiamo solo teee… ah…uhhh…”. Alzo la faccia dal water e riordino i pensieri. Ma io dico “come cazzo ha osato quella troietta portare in casa mia un cazzo di disco come questo?! Come cazzo gli è venuto in mente? L’ha fatto apposta? Voleva ammosciarmelo più del Ground Zero di NY? Era quello il suo obbiettivo? Ah sì? Glielo faccio vedere io a quella troia immonda americana!!”.
Non capisco più in cazzo. Quello che prima era un punitore rilassato e eccitato si sta trasformando peggio di Hulk, in una bestia irascibile e feroce fuori da ogni controllo diretta ad abbattere le due troie gemelle americane.

katana_3d_render_by_thorcx-d4seyi7Esco dal bagno ancora vestito e con un colpo senza esitazione del mio katana trancio di netto la testa di Nadine facendola rimbalzare sul pavimento. Carol urla come una pazza isterica e io con la sinistra le tappo la bocca. Ha due occhi che sembrano disegnati da quelli del Pixar Studio: enormi, tridimensionali e che lacrimano pure restando spalancati e inermi.
Sta tremando come una foglia e una chiazza di piscio le si è disegnata sotto, sulle lenzuola di seta del letto ancora intatto.
“Dimmi una cosa…” sussurro io a 0,5 decibel e a 5 cm dal suo orecchio destro. Lei accenna nervosamente SI ma capisco che non lo fa per convinzione. “Dimmi… a te… sì, proprio a te… piacciono i Green Day, amore?”. Lei non ha capito il senso della domanda, lo capisco dallo sguardo interrogativo che brancola nel buio.
“Te lo ripeto… ti piace questa musica dei Green Day o ti fa cagare?”
Tempo 10 secondi e mi fornisce la sua risposta. Alla chiazza giallina di prima si aggiunge infatti una massa informe color tronco d’albero. Mhh, penso, potrei quasi quasi rivendermela in qualche galleria d’arte moderna, conosco gente che se la comprerebbe a peso d’oro ‘sta roba…
pollockLascio andare la ragazza che si è salvata dandomi “quella” risposta e le dico di correre ad avvisare i Green Day che prima o poi toccherà a loro. Le pareti della stanza sembrano 4 installazioni di Pollock tutte a chiazze rosse su fondo beige: se mi rivendessi pure queste ci vivrei di rendita fin che campo.
Pulisco la lama del mio katana e la asciugo con cura col micro phon del bagnetto.

Tra un po’ qui sarà l’inferno ed è meglio lasciare la stanza di questo motel per tempo debito.

Esco sotto un vomito di pioggia incessante e ripenso a quella cazzo di musica: non perdonerò mai ai Green Day di avermi rovinato una delle notti più eccitanti della mia vita. Non perdonerò mai a questi milioni di fottuti yankee di averli fatti miliardari facendoli arrivare in testa alle classifiche di mezzo mondo.
Ma forse sbaglio io: prima di tutto dovrei imparare a separare il lavoro dal tempo libero. Questo sempre. E poi dovrei imparare a cogliere i lati positivi delle cose. Per esempio adesso, al mondo, a pensarci bene, ma bene davvero… c’è un fottuta americana di meno.
Per esempio.

american-idiot-greenday

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